sabato 10 maggio 2008

Carenze d'affitto

E vvvva bene, eccomi ritornata su questi schermi.
Sono sopravvissuta.
Periodo di turbolenze.

A questo proposito vorrei romanzare in chiave fiabesca una delle tante rotture di coglioni capitatemi tra capo e... coglioni, per l'appunto!

C'era una volta,

un castello immobiliare, in un regno immobiliare, governato da una regina cattiva.
In realta' nè il castello, nè tanto meno il regno le appartenevano, ma una fiabesca dose di autostima ingiustificata, aveva condotto la regina del male, ad avvalersi del titolo nobiliare.

Ad onore del vero, nonostante l'autoimposizione del blasone, la regina cattiva non era propriamente una principessa!
Di tanto in tanto infatti, nella vallata antistante il reame, riverberava la garrula eco di un mortacciiiiii acciiii accciiiiiiii, lanciato come anatema su qualsiasi essere vivente respirante. Segno acclarato di un' ira funesta scatenata da qualsiasi facezia.

La regina soffriva evidentemente di disturbi del sonno, dovuti alla fastidiosa presenza di molteplici piselli sotto il materasso.
Riusciva ad adagiare le sue membra non sotto, nè di lato, ma sopra.
Possedeva questa abilita' invidiabile di posizionarsi precisamente sopra.
Infatti stava sul cazzo a tutti gli abitanti della corte!

Ogni giorno consultava la vetrina magica del castello a cui chiedeva conferma della sua supremazia e fisica e intellettuale, e anagrafica!
Sgranando gli occhi e scuotendo la testa come un rettile appena sodomizzato, interrogava il povero pezzo di vetro con tono perentorio:

" Vetrina vetrina delle mie brame,
saro' forse la latrina del reame?
Vetrina vetrina adorata,
sono l'unico gran pezzo di patata?
Vetrina vetrina sembro arzilla?
Non si nota la mia faccia di argilla?

E la vetrina, conoscendo la suscettibilità dell'emissaria del male, temendo di finire in frantumi, rispondeva con tono accondiscendente:

"Mia regina
non sei una latrina,
ti dico anche che sei bella
nonostante il tuo charme da bidella,
Regina adorata,
posso anche cantarti una serenata,
posso adularti anche in modo più incisivo,
ma ti prego, non sbagliare il congiuntivo"

Essì cari miei pargoli, la malvagia, usava sbaragliare i suoi nemici a colpi di tempi verbali errati.

Nelle segrete del castello immobiliare, si celava infatti, una stanza in cui la maledetta torturava a piacimento la lingua italiana, prendendo letteralmente a scudisciate la consecutio temporum!

Aveva addirittura emanato un editto, secondo il quale, se un solo abitante del reame avesse pronunciato un congiuntivo giusto, sarebbe stato torturato e incarcerato secondo la formula della condanna con IL CONDIZIONALE.

Tuttavia la crudeltà della regina trovava libero sfogo sulle segretarie del castello.
In particolar modo con una, la più rompicoglioni delle due!
La considerava un essere inferiore, ed una sobillatrice dell'editto da lei emanato.

Decise un giorno di diffondere maldicenze sulla ricciuta sopraccitata, considerata giovane ed impertinente.
La povera segretaria fu di colpo accusata dei peggiori misfatti :
uso di vocaboli sconosciuti,
tripudi di congiuntivi,
senso dell'umorismo,
autoironia.
Tutti terribili capi d'imputazione.

A tal proposito, per impartire una giusta lezione alla manigolda, si rivolse ad un proCacciatore, a cui riferi' le nefandezze della povera proletaria, sottolineando l'invettiva, con un perentorio:
"E lei se ne STASSE al posto suo!", finale.

Nonostante il colloquio tra la regina del male ed il proCacciatore fosse avvenuto in una pseudo segretezza, il caso volle che la fida collega segretaria, fosse presente nel mentre del vile misfatto, in quanto impegnata nell'abbellir d'orpelli, la vetrina delle di lei brame!

In un battibaleno l'impavida collega assoldo' un messaggero affinche' recapitasse alla ricciuta impertinente, la lieta novella dell'avvenuta infamia.

L'alato ambasciator compi' con prontezza la sua missione, ragguagliando la malcapitata, dell'accaduto.
La ricciuta fu pervasa da un momento di scoramento, e per non cadere preda di una facile ira, coniugo' tra se' e se', il passato remoto del verbo ammazzare!

Il catartico ripasso verbale placo' i suoi istinti piu' beceri, dirottando la sua condotta su un piu' cauto buon senso.
D'altronde la regina aveva una certa etade, le avrebbe parlato chiaramente, chiedendo spiegazioni dell'inaspettato astio.

Non le sembrava di averle recato alcun danno, almeno non volontariamente.
Non le aveva mai tamponato la scopa in seconda fila, e quando la Santa Inquisizione aveva ripetutamente chiamato chiedendo di lei, l'aveva sempre negata in modo solerte!


Arrivata di buona lena al castello, affronto' direttamente la regina, confidando in una discussione civile.
Mai vi fu illusione piu' vana!
Alla prima sillaba della giovinetta, la malvagia si tramuto' in una temibile Loredana Berte' incazzata.
Cambio' tono di voce, arrochendosi come Califano affetto da broncopolmonite.
Divampo' d'ira cieca e sorda e non vi fu modo di interagire.

La giovane fu in procinto di chiamare il telefono nero, un centralino attivato in Salem per le vittime degli abusi stregoneschi.
Decise tuttavia di soprassedere sulla denuncia, confidando nella fatina di Rocca Priora.

La fatina di Rocca Priora, viveva nei boschi, ed insieme alla fida collega, studio' una pozione capace di sedare la lingua biforcuta di Grimilde Berte'.
La pozione conteneva una dose massiccia di Spermicida, rimedio universale, per neutralizzare le cazzate e non solo.

La malvagia fu redarguita a dovere, tuttavia aveva instillato nel reame il seme del dubbio.
Il suo agire, aveva comunque creato scompensi.
La sua cattiveria fu tuttavia giustificata da una carenza affIttiva, dovuta alla recessione economica.
( Infatti nel reame, era anche chiamata dai sudditi ReCessa).

Fu cosi' che la ricciuta, decise di soprassedere con superiorita', dando avvio ad una nuova attivita' imprenditoriale.
Apri' un ranch di draghi da ammaestrare a dovere, affinche' fossero asserviti alla Santa Inquisizione ed adoperati dalla stessa, come unita' cinefila.

Un drago e' sempre utile,
perche' si sa, nei momenti clou, manca sempre l'accendino!

2 commenti:

Unknown ha detto...

tu sei fantastica,va a finire che lo pubblico io un tuo libro.
Baci

Anonimo ha detto...

Sei molto fantasiosa e creativa....

P.s. Leggendo "Le mie pigioni" ho notato che neanche tu hai avuto fortuna con le cucine... ma almeno hai un locale dell'appartamento identificabile col nome di "cucina"... io, appartente come te alla razza degli studenti fuori sede, non so come definire il posto dove mi nutro insieme ai miei coinquilini... in effetti poteri chiamarla Entrata/Corridoio/Cucina/Soggiorno
(non più di 7 o 8 metri quadri)...
ma non posso perchè non ha neanche una finestra.....

Luigi