sabato 15 marzo 2008

Salutame a Socrate

Sono intollerante.
Sono inclemente.
Sono concreta.

A 23 anni posso dire di essere lucida.
Ho dei propositi definiti, degli obiettivi precisi, e sto facendomi il culo come una villetta a schiera, pur di raggiungerli.
Da ciò, si deduce quanto miri ad approdare ad una fantastica terra dove ci siano meno rotture di coglioni possibili.
Ognuno ha i suoi sogni.
Ad ogni modo, ciò che mi risulta davvero inconcepibile, è la tendenza di alcuni esseri umani, a sofisticare, complicando l'esistenza sempre e comunque.
Voglio dire, la vita è già un tantino difficile, perchè quindi, fare sforzi di immaginazione per creare ulteriori disagi?
Fare i problematici rende affascinanti?
No.
No.
NO!

A tal proposito, riporto una fantastica esperienza avvenuta tempo fa.

Ero nella sala d'aspetto di una stazione ciociara.
Il treno portava un ritardo considerevole.
Già questa condizione può fornire indicazioni significative, riguardo a quanto avessi le palle trapanate dal dispiego inutile di tempo.
A rendere più angusta la situation, il tentativo pirata, di un rimorchio camuffato da speronamento intellettuale.
Tradotto: un coglione aristotelico all'arrembaggio.
Con tanto di bandana!
Il terrore dei mari, cerca di circumnavigarmi con disinvoltura.
Ha deciso di appaltare lo spazio vuoto che ho accanto.
Occupa suolo pubblico.
Vuole il mio condono.
Non lo concedo, rinsaldandomi visibilmente nella mia luogotenenza.
Costui deve essere originario di Chernobyl, altrimenti nient'altro spiegherebbe i suoi capelli deformi.
Vorrei ignorarlo.
Per mia sventura, conosce la persona con la quale attendo il treno nella ridente patria ciociara.
Il pretesto per l'abordaggio è davvero a portata di mano.
Basterebbe alzare di un semitono l'intonazione del ciao, fingendo uno stupore misto-emozione, dovuto al piacere di rincontrare una sconosciuta con cui si è scambiati il segno della pace anni fa, nella ridente occasione della prima comunione.
No, ovviamente lui non è così banale.
Come un bifidus attivo, si insinua sinuosamente tra me e la bambina incontrata nel corpo di cristo's day.
Come il bifidus attivo suscita medesimo effetto: il suo look infatti, fa cacare!
Il suo essere dark è il risultato di un lavaggio sbagliato, la ritorsione evidente di una lavatrice.
Come già anticipato raccoglie, (o nasconde) il capello lungo, sotto una pseudo bandana, dalla quale spunta un codino dalla flora batterica sospetta.
Vorrei sentitamente consigliargli di adoperare l'anitra wc per il suo prossimo shampo.
Ma taccio.
Smorzo la mia natura impertinente, optando per un silenzio monastico.
L'uomo activia, imposta la voce, sintonizzandola su una pittoresca frequenza baritonale.
Motiva la sua presenza alla stazione.
La mia vita privata ne gioisce.
Come avrei potuto vivere se fossi rimasta nell'ignoranza di un dettaglio così straordinariamente illuminante?

Il maledetto si è staccato da un branco di neri per caso.
I suoi compagni di stormo, sono tutti allegramente funerei ed assolutamente votati ad una personale astenia dai colori.
C'e' una ragazza che si diletta a leggere la mano dei confratelli. Deve aver finito di decifrare tutte le figure di Novella 2000, e l'occulto l'aiuta ad ammazzare il tempo d'attesa.
A quanto pare, le bestie di Satana effettuano il ritorno in capitale dopo una scampagnata sacrificale in Ciociaria.
L'emissario del male, si appresta mellifluo a sficheggiare con fare tenebroso.
Non sa che a me piace la luce.
Decisamente.
L'ottenebrato millanta di una esistenza ai margini oscuri dell'essere, dove arte e male di vivere, si intersecano in modo ineluttabile.

STRONZO.
Meriti che Baudelaire ti prenda a colpi di albatross in culo.
Meriti che Rimbaud ti investa con il battello ebbro.

Lui incalza, codifica malamente il mio silenzio.
Non sono affascinata, sono disgustata!
Tra i due status intercorre una differenza sottilissima.
Non la coglie.
Non nota il serrare reiterato delle mie mascelle.
Sta per partire un vaffanculo decadentista.
Mi trattengo, voglio vedere dove Faust Leali riesce ad arrivare.

Ed infatti, non pago, decide di sferrare il colpo da maestro dopo il quale, nessuna vulva nei paragi potrà resistere.
Circuendoci con tono circospetto, elargisce nella sua bontà divina, un invito all'happening di poesia, che ogni mercoledi' ha luogo nella sua stanza bohemien di Centocelle.
Assicura sia un vero e proprio simposio di poesia e vino.
Lo assecondo.
Mi interessa approfondire sia antropologicamente, ma soprattutto dal punto di vista letterario, quanto stronzo sia costui.
Mi accendo di interesse per il mercoledi' apollineo. Volgo il mio busto in condizione di apertura, pronta ad accogliere la vagonata di cazzate che sono certa, di li a poco mi investira'.

Gli chiedo il programma specifico delle letture che intende proporre.
Scontato come un paio di mutande della coop, propina un classico intramontabile: I FIORI DEL MALE.
Non sentendosi inferiore al genio di Baudelaire, anche il nostro caro estinto ciociaro, propina il suo bouquet di minchiate.
Indago perigliosamente.
Voglio sapere a quali altri sommi ingegni subaffitta la stanza, il wednesday evenenig.

Lo stronzo esita.
Non ha altri poeti. Non ha altre opere.
Pensava che l'indice de les Fleurs du mal bastasse.

Incalzo chiedendogli quali altre raccolte di poesia conosca.
Tace ed inizia ad agitarsi.
Elenco un po' di nomi.
Balbetta, e le pupille gli si dilatano.
E' un lemure con occhi vuoti, quello che si sta arrampicando sugli specchi arborei della sua demenza.

Gli chiedo, infierendo, se conosce poeti assolutamente minori, sconosciuti suppongo, anche alle loro stesse madri .
Ne invento anche un paio.

Lui si vota ad un free climbing spinto, sulle pareti specchiate.

Improvviso seduta stante una raccolta letteraria, spacciandola per manifesto del decadentismo.
Ovviamente ne ignora l'esistenza, ed accusa in modo evidente la gravita' della sua ignoranza.
Ostentando ingenua incredulita' e con voce sottile da maestrina piccata, apostrofo il dannato:
" Ma come fai a non conoscere il CELEBERRRRRRRRRRRRRRRRIMO VIRGULTO DEL QUEBEC, e' FAMOSISSSSSSSIMO"
Improvviso spudoratamente una recensione critica di tale capolavoro fittizio, innalzandolo a vessillo degli animi artistici travagliati.

Voglio dire, che cazzo di amante del decadentismo sei, se non conosci il componimento miliare che narra le gesta sofferte del virgulto sopraccitato!!???
A ribadirne l'importanza, contribuisco con cenni biografici inerenti all'autore.
Il tutt'ora compianto Friederick Klaus, scrittore borderline, morto a causa di intossicazione da pufbacche.
E' in sua memoria, che l'illuminato massmediologo Klaus Davi, ha assunto il suo nome come pseudonimo.
Riesco persino ad essere seria e compunta, mentre sdottrino con competenza, sta serie di clamorose cazzate.

Lui rimpacchetta il suo ego.

Ha sbagliato mira, persona ed argomento d'approccio.
Non mi interesso di agraria e, per sua disgrazia, ho confluito i miei interessi in una laurea in lettere.

Ma soprattutto ho un immaginario devastato di idiozie.

Il dannato ripiega le truppe in ritirata strategica.
Gli consiglio di reimpiegare l'alloro del quale si era fregiato la fronte, al fine migliore di insaporire lo spezzatino.
L'aPollo della ciociaria, depone la lira sulla sedia.
Decide saggiamente di convertirsi in euro, e di andare afffanculo.

A conti fatti, lui sta ai poeti maledetti come il Tavernello all'assenzio.

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