venerdì 28 marzo 2008

Tutte puzze per Mary

In questi giorni mi sono interrogata sul modo piu' efficace per neutralizzare le persone maleodoranti.
Il problema non e' esclusivamente igienico, ma anche comunicativo.
Voglio dire, ad un certo punto risulta necessario riferire, a chi ha deciso di molestarci i peli del naso, che il suo odore personale e' considerevolmente peggiore di una mandria di carcasse sotto il sole di agosto.
Su cosa optare quindi sulla sincerita'?
Sull'ipocrisia, sul senso dell'umorismo, sulla crudelta'?

Ecco alcune delle risposte predefinite che ho deciso di adoperare nelle situazioni d'emergenza:

"Ciao, volevo comunicarti che sei defunta da circa un'ora, potresti decomporti distante da me?
Grazie e condoglianze."

"Ciao, scusami ma non posso frequentarti, e' che ho paura dei cavalli"

" Guarda potrei anche soprassedere sulla puzza, ma sono allergica a quei rapaci che ti voloteggiano sulla testa "

" Scommetto che sei appena tornata da Calcutta! Coraggiosa la scelta della lebbra come souvenir!"
Come dici? Ah, non ti piace viaggiare.


"Guarda io non frequento le fuorilegge, dunque prima di parlarmi dovresti mettere a norma le ascelle"

" Dove eri il 6 Agosto del 1945? In Giappone vero?

"L'america ha deciso che sarai tu la risposta al terrorismo batteriologico"

" Peste!"

" Ma e' placenta quella che hai sotto le ascelle? Non credi sia giunto il momento di lavarla via?"

"Quando l'ostetrica ti ha estratto si e' presa a schiaffi da sola per riprendersi dal maleodore"

" Fosti davvero crudele con gli ebrei chiudendoti con loro in quelle stanze"

"Ti hanno battezzata nel Gange?"

" Stanno stipulando un protocollo di Kyoto appositamente per le tue ascelle"

"Guardando l'ecografia, il ginecologo disse a tua madre:" Signora non riusciamo a rilevare il sesso, ma possiamo dirle con certezza che puzza!"

"A Gardaland ci furono tre morti quando sul trenino a forma di tronco, alzasti le braccia presa dall'entusiasmo per gli schizzi d'acqua sollevati dalla dicesa rapida.( In memory of Prezzemolo)"

"Bambini, guardate le meraviglie della natura, il processo miracoloso della nidificazione. Osservate in silenzio, ma mi raccomando, fate attenzione a non urtare le spalle di quella donna, potreste svegliare i furetti."

"Vi prego datemi da inalare del topicida, devo riprendermi"

"Ma che diamine, come e' finito dello sterco di vacca in qusta sala? Eppure non vedo macchie... ah... ciao, sei qui? Ben arrivata!

"Guarda il giornale, parla di un nuovo disastro nucleare a Chernobyl.
Ciaaao come e' andato il week end in Ucraina?"

"Io vorrei stare qui a discorrere con te, ma mi scappa di morire"

" Scusami io vado, devo dire a tyson che e' un negro di merda assassino&ricchione.
Spero mi distrugga il setto nasale!"

"Vieni qui, bella carcassa di cinghiale sporco di fango&merda, mi serve un diversivo"

" Fossi in te, non mi cruccerei per quella sensazione di vuoto dentro.
Credo sia piu' preoccupante quel vuoto attorno"

"Guarda che ti ho consigliato di usare il sapone di Marsiglia Ava e di cospargerlo con la spugna, non certo di strofinarti con la salma di Calimero."

" Tu saresti stata l'unica a trarre vantaggio dallo Tzunami.
Nel migliore dei casi avresti indotto le maree a ritrarsi in fuga, se ti fossi posta sul bagnasciuga con le braccia al cielo;
nel peggiore, finalmente avresti incontrato l'acqua.
E di anomalo sarebbe rimasta solo la sovrapproduzione delle tue ascelle!"

" Tu vieni prima di tutto.
Soprattutto, prima dell'emergenza rifiuti a Napoli".

Non ti infiammare per cosi' poco!
Calmati, non vedi che sprigioni diossina?

"Amnesty international ha detto che devi smetterla di torturarci con le tue armi di distruzione di massa."

"Gli Unni avevano una igiene intima piu' scrupolosa della tua"

" Rita Levi Montalcini ha dichiarato di non voler morire, prima di aver studiato un vaccino deodorante only for you"

"Se fossi assunta in un obitorio, il primo giorno di lavoro i tuoi titolari esclamerebbero, arricciando il naso ed annusando a fondo:- Cazzo devono essersi rotte le celle frigorifere, non era mai successo!!!-"

" Non credi sia giunto il momento di sfatare il mito del sapone aggressivo sulla pelle?"

"Hai paura dell'acqua?
Non ho difficolta' a crederti, e chiccazzo sei un ciauaua? Finalmente lo ammetti: non ti piace l'acqua! Puzzi come una capra sudata, dopo essersi intrufolata per sbaglio, nella maratona di New York.
Hai timore dell'acqua? E adesso lo dici?
E' da una vita che sopportiamo l'afrore cipolloso delle tue ascelle? Dove cazzo le strofini? Sulle bruschette?
Ci fai il cous cous? Eccheccazzo!
Hai la fobia dell'acqua? Ma ti immagini quanto spendo in psicanalisi per rimuovere gli incubi ad occhi aperti, che derivano dalla tua vicinanza maleodorante?
E lo sai che per colpa tua, la chiesa ha aperto un fascicolo di indagini su di me, perche' per un certo periodo vedevo la Madonna, e solo dopo mesi si e' appurato che non trattavasi di miracolo, ne' di estasi, ne'di visioni, ma di allucinazioni da avvelenamento????

Le sai tutte ste cose brutta stronza???!! Allora, allora allora????
Come dici?

Ah!
Intendevi che ti fa paura l'acqua perche' non sai nuotare!

Scusami, mi assento un attimo, ho una chiamata a cui rispondere: e' la Vergine Maria!

(puzzi)

giovedì 20 marzo 2008

Lucio Colo'

Io e la metro abbiamo un rapporto Catulliano.
Amore et odio. (et scoglionamento)
Ci sono giorni in cui darei fuoco ai vagoni, agli esseri umani e me stessa.

E ci sono invece, altri momenti in cui ringrazio il cielo per gli spettacoli d'arte varia, che la vita metropolitana offre gratuitamente.

La performance a cui ho assistito ieri, rientra assolutamente a gran diritto, nella seconda casistica.

Ovviamente la scelta del vagone e' strettamente connessa ad una sorte piu' o meno beffarda.
Ma ieri, gli dei erano favorevoli ed in vena di evidenti elargizioni.
Il fato ha voluto infatti, che avessi un posto a sedere dinanzi ad una scena di inenarrabile bellezza.

Entrata nel vagone, avevo subito notato una ragazza gatto munita, con relativa gabbia per il trasporto.
Essendo tremendamente allergica al felino, sono stata attraversata da un attimo di titubanza e di allarme. Tuttavia ho deciso ugualmente di sederle accanto, e ringrazio iddio di averlo fatto.
A conti fatti, il rischio della vita sarebbe stato una degna contropartita alla considerevole posta in gioco.
Se anche fossi morta, l'avrei fatto solo dopo aver assistito ad una pittoresca situazione, di incantevole spessore.

Come preannunciato Cat woman, era felicemente in viaggio con il quadrupede, quando le si accosta un bipede strambo.
Uomo bianco, sulla cinquantina, brizzolato e vistosamente stempiato.
Indossava dei pantaloni jeans, la cui cintola sfavillava spavalda, appena sotto lo sterno.
La sicumera con cui esibiva il suo diaframma denim, avrebbe fatto impallidire Steve Hurckel.

Indossava una camicia quadrettata alla Forrest Gump, sulla quale culminava una giacca, di cui successivamente specifichero' un dettaglio prezioso.

L'uomo appariva coordinato da un burattinaio sadico, manovrante fili percorsi da alta tensione.
Il nostro pinocchione infatti, presentava un ghigno tirato sul volto, a cui corrispondeva una gestualita' condizionata da raffiche di impulsi elettrici indisciplinati.

Tuttavia il fascino di quest'uomo confluiva prioritariamente nel timbro della voce.
Sembrava infatti, doppiato da Giancarlo Giannini, nella riuscitissima versione Al pacinesca.
E di questi per l'appunto, riproduceva la celeberrima esclamazione di scacco, reimpiegata dal nostro amico, come intercalare ritmico e reiterato.

AH,( pausa), AH AH!!!!!! (con accento sull'ultima garrula interiezione)

Con fare scattoso, la nostra marionetta mossa da fili elettrici, si accosta alla padrona del gatto, tessendone le lodi.

Questo informa noi uditori che ci troviamo dinanzi ad un estimatore di Cats.
Insiste argomentando le ragioni della sua passione.

AH, (pausa), AH AH!

Ha creato un orizzonte d'attesa in noi fruitori.
Pretendo di sapere cosa induca costui a sovrastimare i felini.
La risposta non tarda a sopraggiungere.

Ebbene amici, li ama perche' ...............( rullo di tamburi).........NON LAVORANO!
AH (pausa)
(ancora pausa, animata da un frenetico assenso del capo)
AH AH!!!!!! ( ha tutti in pugno)

E ceeeeeeerto, la demarcata distinzione fra gatto lavoratore (il famoso impiegatto),
ed il gatto lavativo (disoccupatto).
Dove era Piero Angela, mentre la natura compiva una simile differenziazione!?

Sono ammaliata, spero che costui continui con la sua invettiva.
Lo fa.
Ne gioisco intimamente.

Adduce ulteriori motivazioni.
Siore e siori, ama i gatti perche' non invischiati nelle vili dinamiche del denaro.
AH, (pausa) AH AH!!!

Questa volta non mi ha convinta.
Sono animali, misericordia ladra, mi aspetto che facciano compagnia, non che giochino in borsa investendo in una partita di segatura!

La padrona del gatto, suppongo stia rimpiangendo di non aver acquistato un pappagallo ammaestrato nel mandare affanculo gli squinternati sulla metro.
Tuttavia fa buon viso a cattivo gioco, annuisce sperando di ammansire AL.
D'altro canto il nostro beniamino condivide l'amore per il felino.

Dunque si mostra benevola.
Lui d'improvviso non piu'.

Ed e' con un coupe de teatre, che il nostro amico degli animali, sfodera il suo attacco Green peace.
Rimprovera aspramente la donna di aver costretto il quadrupede, ad una prigionia crudele.
Non puoi amare un animale e contemporaneamente esserne la carceriera.

AH(...) AH AH!!

In confronto Amnesty international non vale una minchia secca.
Imperversa come una furia, come se in quel trasportino vi avessero relegato la madre.
Una cosa e' certa, se qualcuno merita di essere rinchiuso, quel qualcuno non e' il gatto!

La padrona si spazientisce. L'uomo inveisce a gran voce, dandole apertamente del mostro.
Come se avesse deportato il gatto a Guantanamo.
Che cazzo.
Sono estasiata e sghignazzo incredula e colpita dall'evolversi della situation.
Assistiamo ad un serrato scambio di battute in climax ascendente.
Il culmine e' vicino, ed io esisto e fortunatamente non me lo perdero'.

Crudelia Demon, contrattacca.
Chiede al protettore della specie animale se, coerentemente alla sua etica integralista, sia vegetariano.
Non vegano, badate bene.
Chiede semplicemente, se sia adepto del vegetarianesimo base.

E qui si verifica il secondo punto di volta di una discussione che fino a quel momento proclamava vincitore il pinocchio dell'enel.
Lo stronzo di legno infatti, non solo risulta non essere dedito al regime alimentare bacche&radici, ma si professa al contrario, estimatore di tutte le carni.
Bianche, rosse, albine, di canguro.

In un istante, la propietaria del gatto sovverte le sorti della diatriba, guadagnando terreno ed incalzando con il mordente.
Il voltaggio del nostro San Francesco, diminuisce vistosamente.
Annaspa nel suo calo di tensione.
Ma e' solo questione di pochi attimi di isolamento.

Opta quindi per una inversione ad U ideologica, dirottando la sua rabbia frustata su quei fottutissimi macellai, che udite udite, gli PROPINANO LA CARNE!
AH,( pausa) AH AH!

Povera stella, vittima passiva del regime dittatoriale proteico.

Stronzo di un pazzo.
Come se i macellai rincorressero le persone per strada, costringedole ad ingozzarsi di fiorentina.
"Mangia brutto pezzo di merda, oppure ti spezzo le costatine!"
"Mangia bastardone, oppure ti rompo i cosciotti!"

Maledetto.
Era il mio eroe, e si e' giocato tutto peccando di incoerenza.
Avrei dovuto capirlo subito che predicava bene e razzolava male.
In fondo, era deducibile dal suo aspetto.
In tutto l'occidente non si e' mai visto un protettore degli animali "conciato" cosi'.

Vi ricordate la particolarita' preannunciata del soprabito?
Trattavasi di giacca in purissima Renna di Babbo Natale.

AH(pausa) AH AH!!!!!

sabato 15 marzo 2008

Salutame a Socrate

Sono intollerante.
Sono inclemente.
Sono concreta.

A 23 anni posso dire di essere lucida.
Ho dei propositi definiti, degli obiettivi precisi, e sto facendomi il culo come una villetta a schiera, pur di raggiungerli.
Da ciò, si deduce quanto miri ad approdare ad una fantastica terra dove ci siano meno rotture di coglioni possibili.
Ognuno ha i suoi sogni.
Ad ogni modo, ciò che mi risulta davvero inconcepibile, è la tendenza di alcuni esseri umani, a sofisticare, complicando l'esistenza sempre e comunque.
Voglio dire, la vita è già un tantino difficile, perchè quindi, fare sforzi di immaginazione per creare ulteriori disagi?
Fare i problematici rende affascinanti?
No.
No.
NO!

A tal proposito, riporto una fantastica esperienza avvenuta tempo fa.

Ero nella sala d'aspetto di una stazione ciociara.
Il treno portava un ritardo considerevole.
Già questa condizione può fornire indicazioni significative, riguardo a quanto avessi le palle trapanate dal dispiego inutile di tempo.
A rendere più angusta la situation, il tentativo pirata, di un rimorchio camuffato da speronamento intellettuale.
Tradotto: un coglione aristotelico all'arrembaggio.
Con tanto di bandana!
Il terrore dei mari, cerca di circumnavigarmi con disinvoltura.
Ha deciso di appaltare lo spazio vuoto che ho accanto.
Occupa suolo pubblico.
Vuole il mio condono.
Non lo concedo, rinsaldandomi visibilmente nella mia luogotenenza.
Costui deve essere originario di Chernobyl, altrimenti nient'altro spiegherebbe i suoi capelli deformi.
Vorrei ignorarlo.
Per mia sventura, conosce la persona con la quale attendo il treno nella ridente patria ciociara.
Il pretesto per l'abordaggio è davvero a portata di mano.
Basterebbe alzare di un semitono l'intonazione del ciao, fingendo uno stupore misto-emozione, dovuto al piacere di rincontrare una sconosciuta con cui si è scambiati il segno della pace anni fa, nella ridente occasione della prima comunione.
No, ovviamente lui non è così banale.
Come un bifidus attivo, si insinua sinuosamente tra me e la bambina incontrata nel corpo di cristo's day.
Come il bifidus attivo suscita medesimo effetto: il suo look infatti, fa cacare!
Il suo essere dark è il risultato di un lavaggio sbagliato, la ritorsione evidente di una lavatrice.
Come già anticipato raccoglie, (o nasconde) il capello lungo, sotto una pseudo bandana, dalla quale spunta un codino dalla flora batterica sospetta.
Vorrei sentitamente consigliargli di adoperare l'anitra wc per il suo prossimo shampo.
Ma taccio.
Smorzo la mia natura impertinente, optando per un silenzio monastico.
L'uomo activia, imposta la voce, sintonizzandola su una pittoresca frequenza baritonale.
Motiva la sua presenza alla stazione.
La mia vita privata ne gioisce.
Come avrei potuto vivere se fossi rimasta nell'ignoranza di un dettaglio così straordinariamente illuminante?

Il maledetto si è staccato da un branco di neri per caso.
I suoi compagni di stormo, sono tutti allegramente funerei ed assolutamente votati ad una personale astenia dai colori.
C'e' una ragazza che si diletta a leggere la mano dei confratelli. Deve aver finito di decifrare tutte le figure di Novella 2000, e l'occulto l'aiuta ad ammazzare il tempo d'attesa.
A quanto pare, le bestie di Satana effettuano il ritorno in capitale dopo una scampagnata sacrificale in Ciociaria.
L'emissario del male, si appresta mellifluo a sficheggiare con fare tenebroso.
Non sa che a me piace la luce.
Decisamente.
L'ottenebrato millanta di una esistenza ai margini oscuri dell'essere, dove arte e male di vivere, si intersecano in modo ineluttabile.

STRONZO.
Meriti che Baudelaire ti prenda a colpi di albatross in culo.
Meriti che Rimbaud ti investa con il battello ebbro.

Lui incalza, codifica malamente il mio silenzio.
Non sono affascinata, sono disgustata!
Tra i due status intercorre una differenza sottilissima.
Non la coglie.
Non nota il serrare reiterato delle mie mascelle.
Sta per partire un vaffanculo decadentista.
Mi trattengo, voglio vedere dove Faust Leali riesce ad arrivare.

Ed infatti, non pago, decide di sferrare il colpo da maestro dopo il quale, nessuna vulva nei paragi potrà resistere.
Circuendoci con tono circospetto, elargisce nella sua bontà divina, un invito all'happening di poesia, che ogni mercoledi' ha luogo nella sua stanza bohemien di Centocelle.
Assicura sia un vero e proprio simposio di poesia e vino.
Lo assecondo.
Mi interessa approfondire sia antropologicamente, ma soprattutto dal punto di vista letterario, quanto stronzo sia costui.
Mi accendo di interesse per il mercoledi' apollineo. Volgo il mio busto in condizione di apertura, pronta ad accogliere la vagonata di cazzate che sono certa, di li a poco mi investira'.

Gli chiedo il programma specifico delle letture che intende proporre.
Scontato come un paio di mutande della coop, propina un classico intramontabile: I FIORI DEL MALE.
Non sentendosi inferiore al genio di Baudelaire, anche il nostro caro estinto ciociaro, propina il suo bouquet di minchiate.
Indago perigliosamente.
Voglio sapere a quali altri sommi ingegni subaffitta la stanza, il wednesday evenenig.

Lo stronzo esita.
Non ha altri poeti. Non ha altre opere.
Pensava che l'indice de les Fleurs du mal bastasse.

Incalzo chiedendogli quali altre raccolte di poesia conosca.
Tace ed inizia ad agitarsi.
Elenco un po' di nomi.
Balbetta, e le pupille gli si dilatano.
E' un lemure con occhi vuoti, quello che si sta arrampicando sugli specchi arborei della sua demenza.

Gli chiedo, infierendo, se conosce poeti assolutamente minori, sconosciuti suppongo, anche alle loro stesse madri .
Ne invento anche un paio.

Lui si vota ad un free climbing spinto, sulle pareti specchiate.

Improvviso seduta stante una raccolta letteraria, spacciandola per manifesto del decadentismo.
Ovviamente ne ignora l'esistenza, ed accusa in modo evidente la gravita' della sua ignoranza.
Ostentando ingenua incredulita' e con voce sottile da maestrina piccata, apostrofo il dannato:
" Ma come fai a non conoscere il CELEBERRRRRRRRRRRRRRRRIMO VIRGULTO DEL QUEBEC, e' FAMOSISSSSSSSIMO"
Improvviso spudoratamente una recensione critica di tale capolavoro fittizio, innalzandolo a vessillo degli animi artistici travagliati.

Voglio dire, che cazzo di amante del decadentismo sei, se non conosci il componimento miliare che narra le gesta sofferte del virgulto sopraccitato!!???
A ribadirne l'importanza, contribuisco con cenni biografici inerenti all'autore.
Il tutt'ora compianto Friederick Klaus, scrittore borderline, morto a causa di intossicazione da pufbacche.
E' in sua memoria, che l'illuminato massmediologo Klaus Davi, ha assunto il suo nome come pseudonimo.
Riesco persino ad essere seria e compunta, mentre sdottrino con competenza, sta serie di clamorose cazzate.

Lui rimpacchetta il suo ego.

Ha sbagliato mira, persona ed argomento d'approccio.
Non mi interesso di agraria e, per sua disgrazia, ho confluito i miei interessi in una laurea in lettere.

Ma soprattutto ho un immaginario devastato di idiozie.

Il dannato ripiega le truppe in ritirata strategica.
Gli consiglio di reimpiegare l'alloro del quale si era fregiato la fronte, al fine migliore di insaporire lo spezzatino.
L'aPollo della ciociaria, depone la lira sulla sedia.
Decide saggiamente di convertirsi in euro, e di andare afffanculo.

A conti fatti, lui sta ai poeti maledetti come il Tavernello all'assenzio.

giovedì 13 marzo 2008

Quattro globuli in padella

La sveglia suona.
Sono le 6 e 45.
Ok. E' sicuramente l'orario in cui avevo previsto suonasse.
Ma il concetto di giustizia è assolutamente relativo, se hai dormito solo tre ore.
Male.
Agitata.
In semiveglia.
Girandoti come kebab nelle lenzuola.
Madida di sudore come una gestante alla ventitreesima ora di travaglio.

Chiudi un momento gli occhi, che differenza farà distendere le palpebre per un nano secondo?
In fin dei conti, un'altra giornata del cazzo è appena iniziata, quindi appare lecito prendersi una brevissima licenza.
Rilasso le palpebre, dicevamo.

Non suona nessuna sveglia.
Misteriosamente riapro gli occhi, ripetendomi come un dejavù cinematografico.

Sono sempre il kebab sudato di prima, nel letto d'insalata del suo panino.
Nulla sembra mutato, eccetto l'orario indicato sul display del telefonino:7.30!

ORCATROIADIFREEWILLY sono in ritardo!

Bestemmio come Don Rodrigo nel lazzaretto.
Sono un Longobardo ed invado la cucina.
La mia testa bruscamente è chiamata ad assolvere il suo lavorio, reso più aspro dalla concitazione del momento.
Mi lavo viso& ascelle con il caffè.
Troppo tardi realizzo che detergersi con i cereali è stata una idea decisamente abrasiva.
Ma non ho tempo da perdere, sono in ritardo, ed ho dovuto accorpare in un'unica azione colazione e lavaggio.
I capelli ricci hanno deciso di disporsi in modo asimmetrico sul capo: metà gonfi, metà lisci.
Ovviamente sfruttano lo spazio orizzontale.
Con uno sputo di disprezzo alla specchiera del bagno, soprassiedo sull'acconciatura
Mi sento molto vicina a Medusa, anche se i suoi serpenti avevano un assetto migliore del mio.
Ritorno nel monoloculo che ho per stanza.
Come un segugio fiuto i collant sotto il promontorio dei vestiti sulla sedia.
Ne pesco un paio a casaccio nel buio, e con foga vi infilo entrambe le gambe.
Il fatto che insieme alle stoviglie, abbia lavato il restante corpo con lo svelto piatti, paradossalmente rallenta l'operazione. Il detersivo infatti, deve aver creato una patina di pulito interposta tra pelle e nylon . L'attrito al retrogusto di limone, aresta lo slancio dei collant, bloccati con ostinazione a metà gamba.
Ora mi chiameranno in tutte le sagre di paese per concorrere alla corsa dei sacchi.
Sembro un settenano in guepierre.
Contorcendomi come una contorsionista del circo Togni, riesco a portare a compimento l'investitura delle calze.
Sto per dare inizio alla stagione di caccia alla gonna, quando mi accorgo che il collant ha uno sfregio maori, che decora verticalmente la zona compresa dal malleolo alla rotula.
Che stracazzo!
Sento il sangue soffriggere nelle vene. Quattro globuli in padella.
E' ira allo stato brado.
Potrei stuprare le suore agli angoli delle strade.

Prendo la mazza della scopa e come una rabdomante inizio a cercare un altro paio di calze.
Ho pochissimo tempo residuo.
Trovate!
Anche in questo caso, compio evoluzioni da tarantolata, pur di passare rapidamente alla fase due della vestizione.
Superato lo scoglio formale delle calze, il resto non è che puro estro.
Sono pronta, sono scattante, la burocrazia del vestiario è sbrigata, quando avverto un venticello fresco increspare l'epidermide di rilievi ocheschi.
Mi tasto nella zona in cui è localizzata la sensazione di brezza marina.
Per un secondo, nella mia immaginazione credo plausibile la possibilità che la golden lady abbia creato un nuovo modello misto nylon-pelle.
E invece no, è un buco enorme posizionato poco a sud della chiappa destra.
Noooooooooooo, non ci credo, non è possibile!
Sento le orecchie fumare.
E' collera cieca quella che mi anima!
Ho superato l'orlo della crisi di nervi.
Potrei fustigare con il rosario le vecchiette all'uscita dalla messa.

Mi fiondo sulla sedia su cui è adagiato tutto il vestiario che posseggo. Ci sono anche delle tutine da neonato che usavo nell'84 e che non ho mai rimesso a posto.
I panni rimbalzano sul letto, uscendo dritti dritti dalla porta.
(La camera è piccola, per cui la possibilità di carambolare è ristretta.)
Trovo un terzo paio di calze.
Le infilo in preda alle convulsioni, come se dietro la veneziana di nove settimane e mezzo fosse stagliata in controluce, la sagoma della protagonista dell'esorcista.
Setifico nuovamente la coscia, come se fossi un affettato sottovuoto.
E cari miei, non sfuggo alla legge dei gran numeri: tra l'alluce ed il secondo dito ecco profilarsi, un simpatico forellino, che promette nel corso della giornata, di evolversi ed espandersi come un impero coloniale.
Dalla punta del piede all'osso sacro, in unica sola smagliatura!
Noooooooooooo, mi riufiutooooooo!!!!
Bestemmio tutti gli strabeati che il calendario cristiano conosce.
Mando Maometto a fanculo sulla montagna, senza skipass.
Mi censuro dando della stronza a Veronica Ciccone.
Sono una furia. Sono incazzata come un istrice.
Potrei pestare a sangue un barbone della stazione Termini, vestendolo successivamente di rosso, mettendogli quindi, della cocaina in tasca.
Dopodichè, lo trascinerei davanti alle scuole nell'orario di uscita, per gridare ai bambini che, non solo Babbo Natale non esiste, ma quel bastardo di merda è in realtà uno spacciatore. Ed al primo bambino che piange, gli pizzicherei il culo.

Quarto ed ultimo tentativo. Le mani mi tremano.
Infilo le calze ìn silenzio. Ansimo.
Mi guardo le gambe. Le ispeziono.
E' tutto INTEGRO.
Mi commuovo.
Ma non ho molto tempo. Infilo a casaccio le scarpe ed i primi vestiti che mi vengono incontro.
D'altronde hanno continuato a rimbalzare nella stanzetta dai mq non pervenuti.
Catturo una gonna ed una maglia.
Li infilo velocemente.
Il problema è il trucco.
Non so farlo in velocità.
Solitamente sono molto accurata.
Ma non in questo caso.
Spargo della calce colorata sul viso, tamponata da una cipria che mi rende pallida come madama butterfly.
Rimedio con il fard.
Esagero.
Ho due zigomi posticci che mi rendono simile ad un capo indiano. Posso andare a ballare la quadriglia con i lupi.
Sono un' ocra dalle sfumature vermiglie.
Metto la matita negli occhi, nel senso effettivo che mi priva della vista.
Sono Edipo truccato da viados!
Traccio la linea nera sulla palpebra mobile, e sembra abbia adoperato il sismografo di Fiumicino.
L'ombretto, poi, lo SPRUZZO a casaccio.
Non mi faccio mancare nulla, metto anche il rossetto e lo cospargo come fossi un fachiro ubriaco.
Non sono truccata, ho solo il viso sporco.
Ma volete mettere che gran calze ho ???!!!!!

martedì 4 marzo 2008

Topolinia e Nagasaki

Sono giorni di crisi premestruale.
Il che comporta simpatici effetti collaterali:

-Odio verso l'umanità
-Nervosismo e nevrastenia
- Fame compulsiva indotta dall'effetto n2 sopraccitato
- capello impazzito che mi rende simile al mago Galbusera
- imbarbarimento dei costumi
- gonfiore addominale e voglia di defungere
- pianto, depressione, vulnerabilità
- rabbia, istinti omicidi
-intolleranza verso il creato

Come potete dedurre non sto passando di certo, magic moment dal fascino estremo.
La socializzazione è sostituita con prontezza dal desiderio estenuante di trasferirmi nella tundra più spinta, realizzando la tanto auspicata vita da lichene.
Ovviamente in uno stato mentale simile, anche Disneyworld sembrerebbe un luogo insopportabile, da boicottare con perfidia, spargendo ad esempio, una dose massiccia di topicida nei pressi della casa di Mickey Mouse e della di lui consorte, Minnie la zoccola.
Guerra batteriologica a Topolinia.
Roba da far sembrare un pivello, il caro estinto Saddam.
In tale stato di alterazione è più che normale passare delle giornate d'inferno, in cui le responsabilità sono assolutamente condivise, tra la scarsa attitudine mentale di ammortizzare le seccature che pur quotidianamente si presentano, e la capacità della gente di essere costantemente inopportuna e sfasciamaroni.
La giornata di ieri è iniziata prima del previsto, con un totale di ore 4 di sonno.
Ovvio che l'irritazione fosse già nell'aere.
Scesa di casa mi appresto alla metro, quando mi si staglia dinanzi un mendicante con un cartello sul quale campeggia la scritta "HO FAME".
Il maledetto è piantato nel bel mezzo della strada, ostruendo il passaggio ad una furia in ritardo, per di piu' incazzata radicalmente come una biscia, quale io sono.
Con una impennata di bile e senza alcun pudore, rispondo al malcapitato con un " DEVI VEDERE IO QUANTA FAME HO, GRAZIE A QUESTA DIETA DI MERDA".
In giorni post ciclo e di clemenza divina, la situazione varia considerevolmente nei toni, ma non nei contenuti. La risposta riservata a codesti viandanti dalla reclame cartonata pro cibo, suona più o meno compartecice: " HAI FAME? TI CAPISCO".
In entrambi i casi la sostanza non cambia, sia che l'ira funesta mi animi, sia che la misericordia ultraterrena mi ispiri, non sono avvezza a scucire un centesimo per gli affamati, perchè ritengo più utile dar loro, un bel trancio di cotechino.
Quello si, che sazierebbe i bisogni di tutti!
A conti fatti sono la vergogna delle parabole cristiane, se fossi vissuta 2000 anni fa non avrei offerto agli assetati nemmeno un drink, ed avrei sfanculato il figliol prodigo notificandogli che decisamente erano cazzi suoi, tentando in estremo di subaffittargli una stalla. Non puoi guardare la pagliuzza nell'occhio, ignorando la trave che stai per mettermi su per il culo. Eccchediamine.
( vi darò presto notizie della mia scomunica)
Arrivo bene o male in ufficio.
Sono la segretaria più scontrosa del west, costretta a relazionarsi con colleghe psicologicamente provate. Una triade di esaurite che prese singolarmente risultano facilmente domabili, ma unite, indurrebbero alla violenza anche Winnie pooh.
Il trittico di furie riassume per l'appunto, tre tipologie di donne pluriaccessoriate dei peggiori stereotipi di categoria, ed ovviamente incapaci di usare qualsiasi forma di tecnologia.

- L'ANSIOSA INSICURA E ROMPICOGLIONI: Fisicamente rimasta negli anni ottanta, presenta acconciature sbilenche tendenti alla lateralità. Munita di soprabito bordato di finta pelliccia dal discreto color porpora, associa a tale disgrazia ecologica, degli stivali pseudo pitonati, anch'essi cromati in modo irreparabile, impreziositi dalla presenza di un tacco largo e visibilmente instabile.
In pandant con la sua psiche suppongo.
Quando sul display del centralino appare il suo numero, tutto l'ambiente circostante risulta investito dall' enorme mole d'ansia che questa donna sprigiona. Anche lo squillo del telefono appare più acuto ed urgente, costringendomi a somministrare alla stampante, importanti dosaggi di psicofarmaci, per placarne l'esagitato rigurgito di fogli nel creato.
Ansia letale, di solito ingaggia delle crociate con il fax.
Codesto orpello, rappresenta per l'australopiteca, un mistero ineffabile, del quale diffida sopraffatta ed intimorita, come la popolazione azteca dinanzi alle armi del "mite" conquistatore Cortez.
E' totalmente svampita. Dove passa lei la tecnologia si arresta.
Ovviamente alle numerose incapacità deve supplire la segretaria. Tuttavia occorrerebbe un lavoro di rieducazione radicale.
La stronza infatti, non si limita a rompere le palle, lei si spinge oltre. E' un sapiente lavoro di certosina scucitura dello scroto, quello che la maledetta opera.
Avvertenze per l'uso: fingersi defunte, simulare guasti ai macchinari, minacciarla con rappresaglie da parte del fax. Con gente simile è opportuno adottare una linea dura, restaurando decisamente un regime FAXista.

-LA SNOB INCAPACE: Dotata di voce sottile e lagnosa, sopravvive convinta di discendere direttamente dalla stirpe di Abramo. Secondo il suo modesto parere, sarebbe al mondo per elezione divina. (Fortunatamente ad Aprile si vota)
Completamente vergata di nobili firme, che la rivestono da capo a piedi, si distingue dal volgo per agio ed accessori superflui. ( Suppongo usi anche tampax griffati, probabilmente gli stessi impiegati (anche) da Dolce&Gabbana)
Totalmente coinvolta dalla sua vita, risulta non programmata per ascoltare. Anche se sconvolta e macchiata di sangue, le narrassi di come un killer avesse appena trucidato la famiglia, l'unico pensiero sul quale focalizzerebbe la sua testolina, sarebbe il taglio di capelli asimmetrico che "quell'assassino" del suo parrucchiere le ha fatto.
Supponente ed incapace di usare il computer, (anche solo per giocare a campo minato), risulta essere la donna più sbadata del creato.
Se lavorasse per la croce rossa, sarebbe in grado di dimenticare al bar la borsa frigo della despar, usata per riporvi organi appena espiantati.
Va' a consolare poi, un povero stronzo a cui hanno trapiantato un buondì Motta al posto del rene!
La maledetta tra l'altro, possiede l'orribile vizio di appellare tutti gli esseri viventi con nomignoli che, associati al tono stridulo da cocorita inculata, innervosirebbero anche il Dalai Lama.
Si resta tramortiti da un dolciastro e viscido tripudio di STELLINE- TESORI -AMORI-CUORI.
Eccheccazzo.
Allora non lo so, vai direttamente all'anagrafe e provvedi!
Che somma gioia, l'unico giorno in cui mi ha chiamata per nome.
Sbagliandolo!
Altro che cazzi di tesori cuori amori.
Una bella figura di merda!


LA WAMP DE TORBELLAMONACA: decisamente la mia preferita.
Per lei, le grammatiche italiane hanno concesso un trattamento di favore, permettendole il regolare uso dei verbi "stare" e "dare" coniugati al congiuntivo in modo da corrispondere a più erudite forme quali "STASSE & DASSE".
Sogna una villa in cui ci sia una DEPENDANZ, nella quale finalmente dare via libera, al suo fascino ultraterreno, catalizzatore nel suo immaginario fervido, di tutti i peni presenti nel raggio di un km.
Incapace di cogliere qualsiasi sprazzo di arguzia, risulta parimenti, totalmente sprovvista di autoironia. Assolutamente dedita all'astrologia, mi conquistò sin dai primi giorni, quando scrutando la carta astrale, esclamò un commento da vera intenditrice dei pianeti: ANVEDI CHE TRIGONO!!!!
Anche lei come la collega sopraccitata, risulta inadatta all'ascolto. Esistono solo le sue paturnie, esistono solo i suoi cazzi, e se magari stai per chiudere e andare finalmente a fanculo at home, quello è il momento migliore per narrarti di tutti gli uomini della sua vita.

A voi i commenti. Come si fa a sopravvivere?
Io non so se ho Saturno contro, ma di certo devo avere qualche anello su per il culo.