sabato 9 febbraio 2008

Sei un Midi

Devo averlo scritto in fronte. Oppure sulle tette.
F A C C I O L A S E G R E T A R I A!
Aspettavo sulla banchina il mio mezzo di locomozione preferito. Per arginare il dilagante scoglionamento derivante dallo status mentale ottodisabatomattinavaccaevadevolavorarenonmiva, canticchiavo tra me ed il muro lercio della metro, quando un baldo giovane della sicurezza, mi abborda con la scusa: machebellavocechehaiiiiiii!!!!!
Essendo assorta ed impegnata a fare step sulle scale musicali, mi spavento, e realizzo due catene di pensieri:
1 cantavo a voce alta- disturbavo la quiete pubblica- costui vuole arrestarmi;
2 -cantavo a voce alta- ho fatto una figura di merda- anche se avessi tossicchiato, costui avrebbe fatto apprezzamenti sul modo soave in cui raschiavo la gola.
Il successivo disporsi degli eventi conferma l'opzione due.
Un uomo si appiglierebbe a qualsiasi pretesto pur di sostenere l'approccio con un esemplare femmina del branco.
Riavutami dall'iniziale soprassalto, riacquisto il mio applombe da stele dauna. Il mio volto è il trionfo dell'inespressività!
In tal modo costringo l'intelocutore a trovare, in un nano secondo, un argomento interessante che possa motivare l'interruzione non richiesta, delle mie trasmissioni mentali. Ed effettivamente, dispiego al massimo i miei sforzi, perchè mi appaia sulla fronte, l'icona circolare a strisce orizzontali variopinte, con annesso segnale acustico ( che produco io stessa, con vocina acuta ).
E' una tattica disorientante, direttamente collegata alla prontezza di spirito ed alle capacità intellettive dell'attentatore. Di solito si verificano notevoli manifestazioni di idiozia.
Ed anche il bodyguard della linea b, non fa eccezione. Le sue sinapsi iniziano a lavorare a casaccio, proponendogli un sofisticato gioco di analogie. A conti fatti, l'orecchio del giovine ha captato bel canto. Le connessioni logiche gli suggeriscono associazioni di pensiero decisamente disarmanti.
Non so per quale assurdo motivo, inizia a parlarmi dell'ebbrezza del karaoke.
Io non faccio alcun cenno compiacente. Sono una maschera maori.
Lascio che i suoi tentativi di assalto alla Bastiglia, cadano nel silenzio più aberrante. Ed è in tale assenza di sonoro che percepisco nitidamente, lo stridio dei suoi polpastrelli impegnati in un accanito free climbing sugli specchi.
Lui insiste sulle gioie che la pratica canora made in Japan conferisce agli animi arditi. Rivanga nostalgico, gli ormai arcaici best moment delle esibizioni Fiorellesche nell'agorà della polis.
Il mio volto d'argilla è seriamente minato da tale inspiegabile perorazione. Piccole crepe, infatti, percorrono la ieraticità adottata strategicamente. Mio malgrado, in una successione lenta ed implacabile, aggrotto le sopracciglia, sgrano gli occhi ed un ghigno di allarme e compassione anima la mia bocca.
Lui nota la trasformazione che ha alterato per sempre, il mio granitico assetto da monolite. Deglutisce a vuoto, evidentemente stupito di come non abbia fatto breccia il suo fantastico mordente pro karaoke. Della goliardia slanciata che gli infervorava le gote di un porpora cardinalizio, non resta alcuna traccia.
Per un attimo infatti, sbianca come un Pierrot a cui abbiano cancellato la lacrima nera a sputi.
Deve aver visto profilarsi nell'aere, una sequenza di letterine colorarsi d'azzurro. La scritta apparsa è tecnicamente precisa e dal significato inequivocabile: MACHECAZZDIC! Il tutto è ovviamente accompagnato da un sottofondo midi a sua scelta.
Il nostro paladino della legge metropolitana tuttavia, tenta di riaversi dopo la disastrosa prova di interrelazione sociale. Decide di rischiare in corner, dando prova di notevoli doti sensitive. Perentorio come il Divino Otelma, socchiude gli occhi, fissandomi concentrato, punta il dito verso la mia persona, ed annuisce ripetutamente come a consolidare la sua certezza percettiva. Infine declama la sentenza: TU FAI LA SEGRETARIA!!!
E' ufficiale, sono sbalordita, ma non dal riuscito numero medianico, quanto dall'illogico e repentino cambio d'argomento. Costui non ha tempo da perdere, sta saggiando le infinite possibilità di conquista, sfoderando tutte le capacità di cui dispone. Se avesse saputo ballare il tip tap non avrebbe esitato a dimostrarlo, magari spacciandolo come metodo infallibile per digerire la colazione. Il risultato a cui perviene, tuttavia è il palesarsi di una dissociazione psicofisica notevole. Ciò nonostante, il Giucas Casella di Rebibbia ha indovinato! Da cosa può aver dedotto il mio provvisorio status sociale?
Non mi sembra di avere degli articoli di cancelleria tra le tette!
Come ha fatto quest'uomo? Mi complimento per la preveggenza! Tuttavia tento un depistaggio carnevalesco. Gli dico, infatti, di appartenere ad una famiglia di prestigiosi coiffeur, e che nei furenti anni novanta, mio padre acconciava personalmente il fulgido codino, che spopolava in tutte le piazze d'Italia.
A supportare la veridicità della mia rivelazione, chiamo a raccolta tutti i residui di credibilità che la morale mi consente. Sono assolutamente compunta, ed in un angolo della mia mente, inizia effettivamente a rivivere un improvvisato ed improbabile amarcord, dell'infanzia vissuta in qualità di figlia del parrucchiere ufficiale di Fiorello. E forse sollecitata da un tale pensiero, sento partire in me una musica interiore. In un primo momento la avverto in sordina. Successivamente sono in grado di distinguerla. E' una base anni '90. Precisamente "sei un mito " degli 883. Mi lascio rapire dal groove della sonata per strumenti musicali della Chicco (con la quale Pezzali ha una convenzione ). Arriva la metro, cavalcando il midi furibondo che ormai alberga e dilaga nel mio mondo interiore, saluto il gran figlio di paragnosta, e sulla schermata della fronte mi appare una scritta blu luminosa:
e adesso CANTA TU PIRLA!

( to be continued )

1 commento:

gold & copper ha detto...

sei troppo forte...complimenti nuovamente per come descrivi il mondo che ti circonda!salutami Vale!a pure cicciobello aaaahhaahhaaa
Ciao, Matteo