Il lavoro invecchia. Non c'è niente da fare.
Puoi farti mille promesse, giurare che a te non accadrà.
E invece finita l'università si profilano nuove esigenze di cui ignoravi l'esistenza. Volente o nolente devi responsabilizzarti, dando un assetto più o meno equilibrato alla tua esistenza.
Certo.
In questo preciso istante vorrei sbronzarmi come un soldato Ussaro in licenza, stracciare il mio costume da segretaria ed indossare i miei amati jeans distrutti.
Ho un mucchio di energie inespresse da sublimare in atti più o meno vandalici. Desidero ardentemente giocare a calcio, sbucciarmi le ginocchia, e picchiarmi violentemente con i miei cugini.
Sono sempre stata una insospettabile scugnizza. Nella mia testa hanno sempre dimorato idee potenzialmente criminali, ed ho un consolidato passato da regina degli scherzi.
Tra la mia immaginazione deviata ed il mio agire non c'era alcun filtro.
Non importava mettere a repentaglio la mia vita e quella del prossimo: la priorità assoluta, era esclusivamente riservata alla riuscita dei piani diabolici architettati.
Il locus amoenus in cui il mio estro mafioso trovava libero sfogo era la ridente località marittima denominata Marina di Lesina.
Ora è difficile descrivere a chi non ha mai visitato o vissuto in questo paesino, le dinamiche ultraterrene che lo animano. Non è solo un luogo di villeggiatura, è uno stile di vita.
Terribile.
Il paesino presenta da secoli, le stesse strutture.
A volte una brezza di innovazione, giunge inattesa a rischiarare questo medioevo delle vacanze, e di solito corrisponde al fallimento di una delle attività residue.
Ci sono due bar.
Il "SERENELLA", o meglio pensabile, come reparto geriatria della riviera pugliese, dove reduci di guerra ( punica) rivivono spensierati le ere (del ferro) della giovinezza. In quel luogo menestrelli ed aedi intonano i canti della tradizione,( Aedooooooo attacca a candareeeeeee kitemmurttt), sulle cui note si muovono nostalgiche cartilagini.
"L'ELITE", ultima tappa della transumanza priva di senso dei giuovinotti meridionali. La peculiarità del bar si riassume in una sola parola: Bomboloni caldi. E mi riferisco, si, a quelli sfornati a mezzanotte, ma soprattutto a quelli ipertrofici della barista, vera attrazione turistica della zona.
La denominazione del locale credo faccia riferimento alla sconfinata finezza degli avventori, di cui emblema indiscusso è il signor "la straccia", simpatico omone che apostrofando il cameriere con un kitemmuort di incoraggiamento, lo esortò nel portargli per l'appunto, una straccia ( femminile del mocho) per il tavolo sporco( camerieeeeeere pizz d kitemmurttt mè purtàà la stracciaaaaaa) (notare l'assenza del per favore).
Periodicamente si generano ridenti e cordiali risse.
Passando dall'elite, è possibile cogliere delle citazioni cinematografiche di sconvolgente suggestione. Più volte, come nel film di Spielberg, ho visto la sagoma nera di una sedia, profilarsi sullo sfondo della luna e solcare l'arco della notte.
Marina di Lesina, smentirebbe qualsiasi teoria darwiniana.
In passato, furono proposti vari e vani tentativi di evoluzione vacanziera, rivolti nello sforzo comune di dare ai gggiovani, un posto in cui poter dimenare le chiappe.
Primo tentativo: "IL DIVINAE" rampante discoteca, nel senso effettivo che la vedeva situata nel seminterrato di un box, a cui accedere previa rampa. Troppo scomodo: le hanno dato giustamente fuoco!
Secondo tentativo: "IL PUB IN(decoroso)", situato nello spazio antistante il prontosoccorso, animato da un ragazzo il cui affascinante pseudonimo era "Giannidiggei". Successivamente gli fu annesso il titolo Frutta&verdura, chiaro riferimento all'attività lavorativa diurna, svolta dal terrore delle piste. L'attinenza al mondo ortofrutticolo era chiaramente rimarcata dalla presenza di casse da frutta adibite a CUBI rettangolari, sui quali trasgressive donzelle d'Apricena e San Severo dimenavano gli zoccoli.
Terzo tentativo: "LA COLLINETTA", prodigio dell'abusivismo edilizio. Roccaforte della musica dance costruita su un molo posticcio, e sottoposta all'erosione dell'acqua che di anno in anno rendeva la pista pericolosamente in pendenza. Fu chiusa e riaperta ciclicamente, con motivazioni che si avvicendavano di volta in volta : crollo, spaccio, crollo, spaccio, crollo, spaccio ecc ecc.
Ultimo tentativo: "IL CORMORAN" lido di nuova costruzione, in soprendente legno con ombrelloni di paglia: praticamente un messaggio subliminale al vizietto piromane della mafia.
Stranamente la struttura si definirebbe gradevole, incorniciata da una fetta poderosa di pineta garganica.
Peccato che questo luglio sia andata completamente a fuoco.
Marina di Lesina è la prova effettiva che strutture e bellezza paesaggistica non possono sussitere simultaneamente. Questa estate, nella cornice abbrustolita del lido, ho tuttavia assistito ad un meraviglioso match fra donne primitive.
Uno svago che parzialmente ha ripagato l'odore di bruciato.
Codesto borgo, come un bacino tollerante, raccoglie tutta la crema della provincia foggiana e non. Presenta infatti, un altissimo tasso di esuli lombardi, che allo spuntare dei primi caldi, compie una massiccia migrazione, nel sud climaticamente più clemente.
A conti fatti, il paesino contempla la compresenza "pacifica", di due stilemi di vita antitetici: Il grezzo pugliese senza scrupoli e pudori & lo sbruffone milanese, che fra un minchiacazzofiga e l'altro, rischia fragorosi pestaggi, da parte dei visigoti del Tavoliere.
A ben guardare, il borgo riassume una assortita gamma antropologica, che analizzerò per la gloria della scienza:
1- CAFONE DEL SUD IN VILLEGGIATURA: dall'andatura taralliforme, dotato di zoccoli duri, che trascina rumorosamente sull'asfalto, esprime con suoni gutturali e consonantici ogni sua emozione. Interloquisce con i suoi simili ad alta voce, ignorando quasi completamente l'uso delle vocali. I rappresentanti della provincia ne distorcono altresì il suono, dando vita ad un effetto sonoro che le riassume gran parte : "u paein" sarebbe il risultato della sapiente mistura di farina00, acqua, lievito e san severese.
D'estate d'altronde è anche possibile che siate punti da fastidiosissime CIAMBAEEN, (in foggiano ZAMBN, ). Il suono italiofono che più si avvicina è ZAMPANE, sostitutivo di zanzara, accettato ormai da rassegnati accademici della crusca.
Tuttavia, l'ora di pranzo riunisce ciò che il parlato ha diviso. Lunghissime grigliate, effondono nell'aria odore di brace. Sono veri e propri altari sacrificali, quelli che hanno vita nei lunghi pomeriggi d'agosto. Branchi di gnu sono immolati, per rendere satolle le trippe molli di questi ominidi che hanno sconfitto la miseria.
Ovviamente il tasso alcolico è proporzionale alla carne. Per cui rumorose sagre hanno luogo in barba, a qualsiasi regola di convivenza civile. AFFANCULO LE NORME CONDOMINIALI.
LO SPOCCHIOSO DEL NORD IN VILLEGGIATURA: giunto nelle terre della daunia con fare colonizzatore, si propone come promotore della moda ad ogni costo. Al nord si sa, le innovazioni giungono in anticipo disarmante. Per cui è decisamente cool, portare la pelliccia in spiaggia.
Trovando i prezzi degli alcolici enormemente accessibili, il loro happy hour inizia alle tre del pomeriggio. Euforici ed imprenditoriali, si rapportano con i terrazzani del sud con un misto di curiosità e sberleffo.
Tuttavia frequentando il posto da anni, hanno imparato a distinguere, la soglia oltre la quale non spingersi.
Perchè al sud un uomo estroso, non è faschion, ma ricchione.
Perchè al sud un uomo cortese non è educato, ma un ricchione da fregare.
Perchè al sud non devi rompere i coglioni.
Magari a Milano ci sono delle norme civili, ma noi al meridione celesbattiamoinculo.
Magari al nord sono più avvvvvanti, ma il mare è nostro, e ci pisciamo noi dentro!
Tuttavia ogni mondo è paese, ed infatti, il rampollo milanese, sia che abbia abbussshcato(le abbia prese) un paliatone da un pugliese, sia che si rivolga semplicemente al PAPI, sente rispondersi da questi, in un simil dialetto lesinese-lombardo, pronto a rimarcare che puoi emigrare dove cazzo ti pare, ma il sud è una impostazione mentale genetica.
Ma vada via in gul a mamt.
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1 commenti:
Ora posso dirmi davvero innamorato!
Trovare una persona che la pensa esattamente come te non è da tutti i giorni
TI AMO
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