Che settimana di merda.
Dovevo immaginarlo che sarebbero stati giorni infernali.
Come se ogni alba avesse partorito giornate podaliche: disposte di culo già alle prime luci.
Ho consumato in un sol colpo tutte le energie di cui ero a disposizione. L'altro giorno infatti, sono stata sorpassata dal coniglio della duracel che correva come uno stronzo, portando ripetutamente le zampine pelose all'altezza del suo organo riproduttivo di peluche, per schernirmi con una aola oscena.
Merda di pezza.
Non è stato possibile invertire il susseguirsi degli eventi. Ho provato a vederla sotto una luce positiva, impiegando al massimo le mie fonti energetiche evidentemente non rinnovabili: non è servito ad un cazzo, anzi l'enel mi ha mandato un conguaglio.
Ma d'altronde sette giorni fa avevo già avuto sentore che i successivi fogli del calendario, sarebbero serviti per pulirsi il beneamato posteriore.
Tanto per iniziare, la scorsa domenica notte, di ritorno da una serata movimentata, io e le mie socie, decidiamo di fare un pit stop, al baretto sotto casa.
Le note degli Squallor, riecheggiavano allietando l'oasi dei cornett&cappuccini.
Come potevo non farmi coinvolgere dal groove?? E allora mentre ordinavo al barista con occhi socchiusi, testa reclinata alle 23 e fare sprezzante" un lattealmieledoppiosenzaghiacciococco", ho iniziato a ballicchiare sulle soavi note di cui sopra.
La canzone suscitava dei ricordi in ognuno di noi, eravamo tutti coesi in armonia nostalgica, io, i baristi, il mio latte:
" Sta luna pare na scorz' e limoneee, e com'è bluuu stu ciel' e cartoneeeeeeeee....o mar mi sciacqqqq'e pall mariuuuu e nu vasill me scet o cardill ...... O tiemp se ne vaaaaa e tu non vuoi chiavaaaaaaaaaà"
Con occhi ridenti e fuggitivi molleggiavamo sulle nostre gambe, sonava le quieta stanza e le vie d'intorno. Lingua mortal non dice quel che noi sentivamo in seno: che pensieri soavi, che speranze, che cori....
A rovinare il magic moment, si accostano due bruti appena evasi da uno scroto.
Assemblati, restituivano un essere umano vagamente sostenibile. Il più magro dei due, era fregiato da un bomber nero lucido e plastificato a cui rendeva pariglia nel cattivo gusto, un cappio simil sciarpa rosa. Fosse stato a Napoli e avesse costeggiato il bordo della strada, l'avrebbero bestemmiato come ennesimo rifiuto pervenuto a rimpolpare, la già consistente barriera corallina di monnezza. L'uomo schifo, dicevamo, si avvicina, e vedendomi coinvolta ed accorata nel verseggiar gli Squallor, dimostra di non possedere ragioni sufficienti che giustifichino la sua esistenza sulla terra. Ignorando totalmete il senso dell'umorismo, non codifica minimamente il mio atteggiamento da groupie. Sentenzia a sproposito riguardo alla mancanza di raffinetazza che scorge nella mia persona, nel mio bel canto e nel capolavoro dei creatori del celeberrimo CURNUTON CHE PE STA VIA MO TE NE VAI!
Decido di sedare l'istinto omicida, lasciando che il coglione in PVC, mi creda una vassalla di un feudo campano. Pago in zolle di terreno il mio conto, rutto, prendo la vanga e giro sui tacchi.
Il compare del nostro uomo busta, è un pelato dagli occhi ambrati. Oltre ai capelli, costui ha radi anche i denti. Ognuno, infatti dista un quarto d'ora dall'altro.
Io e le mie socie siamo assiderate e stanche. Sono le 4.00 passate e questi pazienti del C.I.M in libera uscita, vogliono tentare un approccio.
L'uomo senza tracce di capelli nel sangue, afferra il polso della Vale, ed annusa profondamente, inebriato dalla fragranza. E' goffamente stupito della possibilità che un essere umano possa profumare in cotal modo.
Io rispondo che lavarsi è una abitudine piuttosto diffusa tra occidentali e non.
L'uomo immondizia continua a non scorgere l'ombra di alcun sarcasmo. Con fare marpionesco stringe la sigaretta tra le labbra, le da fuoco, sprigionando diossina.
Incredibilmente il cazzone fa nascere una disquisizione sull'origine dei profumi e della pratica della toletta, dissentendo dalla mia ultima battuta ed attribuendo la provenienza di tale abitudine, esclusivamente al mondo orientale.
Il glabbro leporino, si compiace mostrando fieramente tra le labbra il suo codice a barre, dando così man forte alla manifesta arguzia del compare.
Due imbecilli, di speculare idiozia.
I due testicoli omozigotici, non riescono assolutamente a capire quanto tre donne li stiano compatendo. Loro si sentono assolutamente padroni della situazione, nonchè affabulatori di spessore dotati di un gran senso dell'humor.
Ma la realtà è ben diversa.
Sono due disperati che annaspano in un mare di guano autoprodotto, farfugliando argomenti di nessun interesse, proposti con tempistiche errate e prive di alcun guizzo ironico.
Patetici.
Tuttavia i cadaveri di Stanlio ed Olio, non hanno ancora toccato il fondo, possono salvarsi, d'altronde siamo stanche!
Ma costoro ignorano decismente la buona misura.
Dal baretto ci raggiunge una musica usata solitamente come sigla di chiusura nei villaggi turistici, che ritmicamente ripropone un UH-AH perentorio. Anche noi abbiamo decisamente chiuso con la tolleranza verso questi due deficienti, abbassando con sommo clangore, le serrande sulle nostre vagine.
Io tuttavia devo aver ammaliato l'uomo rifiuto, che persevera diabolico. Sfoderando una sicurezza ingiustificata, si rivolge all'uomo che non deve chiedere mai la spazzola, e gli fa intendere di esser stato ancora una volta colpito dalla ragazza più stronza del gruppo.
Ma guarda un pò che destinaccio infame!
La stronza sarei io.
Lui sarebbe l'affascinato che giostra le redini del complesso gioco di seduzione.
Coglione abbrustolito!
Afferma tutto questo, come se noi menti femminili inferiori, non potessimo carpire il gioco sottilissssimo dei suoi sottintesi. Come se lui e il signor Panicucci anni '90, avessero studiato un linguaggio incomprensibile agli altri esseri umani.
Cazzoni impuniti.
Intanto il sottofondo musicale diviene insistente.
La pattumiera arriva sotto il mio naso, e chiede con fare suadente, se sia capace di mimare con gli occhi, la dinamica emotiva del UH AH sopraccitato.
Io sono incredula. A muso duro gli rispondo "ma anche no".
Mi impegno affinchè la testa diventi un enorme dito medio, con il quale scardinargli la doppia elica del dna. Costui non deve riprodursi!
I miei occhi lampeggiano una scritta luminosa inequivocabile: ESTINGUITI stronzo!
Capite? Che settimana poteva mai susseguirsi ad una bruttura del genere?
UH AH eccchediamine!
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1 commento:
il tuo assiduo lettore è sconcertato dal modo di fare di questa donzella, se tali coglioni monozigoti non sono di buon garbo un semplice fuck e tutti a casa, poi l'attaccar briga può creare mali frutti.
un kiss al prossimo post.
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