Ieri sera sono andata al Coming Out. Dal nome, risulta evidente come il locale non ospitasse di certo, l'ultimo convegno sul papilloma virus. Appena arrivati infatti ,siamo stati avviluppati da una calda atmosfera di gayezza! Devo dire che antropologicamente parlando, è stata una esperienza fortemente costruttiva. (ikea docet).
Sin dal primo istante ho ravvisato chiaramente, (con un segnale acustico simile a quelli che si manifestano nei cali di tensione elettrica) che il potere della vagina era stato decisamente neutralizzato. Mi sono sentita come Superman alla sagra della criptonite. E'stato come essere catapultati in un triangolo delle bermuda rosa shocking!
Accanto a noi si succedevano una moltitudine di ragazzi dotati di sopracciglia perfettamente scolpite dal Canova, a cui erano associati capelli aereodinamici laccati, (ottenuti a scapito dell'ozono).
Io mi sentivo un Trans. I miei caratteri secondari ( tette, culi ecc) si sono improvvisamente tramutati da simbolo di femminilità, in sovrabbondanza da cura ormonale per cambio di genere.
Essendo priva di appendici corporee appetibili, ho sperimentato l'invisibilità totale agli occhi di un folto numero di uomini.
Il carambolare degli sguardi avveniva al di sopra della mia testa, e seppur si verificava un incrocio furtivo di occhi, si scatenava improvvisamente "la sfida dell'eterosessualità", della quale mi autoproclamavo vincitrice, ogni qual volta l'attenzione dell'avversario veniva distolta dal groove musicale che lo rapiva dimenandolo come Nureyev sotto acido. A quel punto era chiaro che il guanto di pizzo della sfida era già bello che gettato!
Rimesse le tette nella fondina, siamo andati a sederci ad un tavolo adiacente un muro, dietro il quale ad un certo punto della serata, ha avuto luogo un chiaro fenomeno mistico che ha attirato la folla adorante dei credenti: l'apparizione video, della MADONNA internazionale.
Su quella parete stava prendendo vita IL concerto, dell'unica indiscussa sarcedotessa del mondo
omosessuale. L'icona della Veronica sgambettava con tanto di tette puntute( ed annesse nappe da tendaggio ...i famosi nappezzoli) ed i fedeli si agglomeravano estatici come tanti Omoscerini attratti dalla luce! (Si narra di altre apparizioni in cui hanno avuto luogo genuflessioni di gruppo, culminate in profondissssssssssssssssssssimi inchini...).
Abbandonata la postazione, ci siamo nuovamente buttati nella mischia, conquistando un avamposto strategico. Ad ognuno di noi che si addentrava nella selva umana, abbiamo garantito di guardargli le spalle. Due ragazze si sono esibite in una meticolosa e vicendevole esplorazione della trachea, lasciandomi con il dubbio che una delle due fosse in realtà il bassista dei kiss( dato il considerevole metraggio di lingua con la quale compiva le evoluzioni mediche).
La nostra nuova postazione mi ha permesso di entrare a contatto con il lato giornalistico( il posteriore suppongo) della community. Mi appassiono istantaneamente a "Pride", rivista che in copertina presenta un nerboruto energumeno dagli addominali squadrati come una confezione di tortellini Rana. Sto facendomi una cultura, quando al settore attualità trovo con sommo gaudio, l'intervista a Cristiano Malgioglio, sotto il cui sguardo immortalato sulla pagina, campeggia la scritta "La regina dei gay"! Mi chiudo ossequiosamente sull'articolo, ed è nella sua conclusione che Cristiano lancia il suo proclama : "Per cui gay, mi raccomando amori miei, manteniamoci sempre così e fino a cent'anni saremo sempre divine!". Sono commossa. Il retro del giornale, pubblicizza un singolare orpello della cui utilità mi sono interrogata per la restante parte della serata. Trattasi tecnicamente di un REGGICULO, indossato con parecchia espressività da un fusto di spalle. Mi chiedo a cosa possa mai servire, immagino delle pseudo redini con le quali moderare e disciplinare l'andatura durante la "cavalcata". E' l'unica ragione che riesco a darmi. Mentre perseguo congetture inenarrabili mi accorgo di aver attirato mio malgrato l'attenzione di una ragazza dai tratti aborigeni, che mi fissa spavalda dal suo metro e dieci. Mi ricorda vagamente quei mobili porta-cd in vendita dai marocchini per strada. Il porta-cd Maori, dicevamo, mi fissa insistentemente e sono gli unici occhi che ho attirato durante tutta la serata.
Dinanzi a noi si posiziona una coppia che definire raccapricciante è rendergli omaggio. Trattasi in gergo gaio, di 2 BEARS, definizione attribuita ad uomini il cui girovita eguaglia le sequoie della California, e la cui villosità resterebbe invariata anche con l'uso massiccio di Napalm.
Orsi. Come se Yoghi sodomizzasse Bubu.
Il quadro che si dipinge dinanzi è di sconfortante bruttura. Uno dei due possiede un prolasso da pachiderma gravida, l'altro con mia somma meraviglia, sfodera delle unghie lunghe quel tanto bastevole a dissodare le Murge a mani nude. Siamo all'apoteosi.
Lo stipetto Maori continua a fissarmi di sbieco, forse mi vuole tra i suoi cd.
Io ho un pò di paura e sento nostalgia del buon vecchio caro pene.
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1 commento:
Tra Woody Allen e Chandler Bing. A quando il prossimo, signorina? Sto aspettando...
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