Oggi e' una di quelle giornate in cui appiccherei fuoco al creato.
Succede periodicamente.
Ci sono dei giorni in cui mi sveglio stranamente furente, e dal secondo successivo in cui prendo coscienza, il motore degli eventi si avvia in modo assolutamente molesto.
Credo sia un problema di punti di vista, a seconda dei quali influenzare la capacità di essere reattivi alle microsfighe che pur si presentano, quotidianamente.
Oggi devo aver smarrito l'oggettività.
Appena albeggia non odo il rassicurante cinguettio degli uccelli.
Tutto risulta immediatamente turpe, come se uno stormo di fringuelli appollaiati sul davanzale, ruttasse fragorosamente per celebrare il sorgere del sole.
A consolidare il mood negativo della giornata, il siiiimpaticissimo match con la caffettiera. Appena in piedi, mi assale il desiderio ardente di una dose massiccia di caffeina nel sangue. Sarei disposta ad avviare una mia personale tratta di schiavi, pur di ottenere la miscela adorata.
Nel pieno della crisi di astinenza, mi avvento con bramosia sulla caffettiera, parcheggiata sul fornello della cucina.
Ovviamente nel rincoglionimento del mattino, non mi curo di controllarne il contenuto, presa come sono, dall'accecante bisogno.
La mia avidità ovviamente, non resta impunita.
Nella macchinetta infatti, c'era un corposo residuo della nera bevanda, testimonianza di una recente colazione consumata.
Il tutto si palesa nitidamente nella foga con la quale trasbordo la caffettiera dalla cucina al lavello. Ed è un' eruzione lavica quella che scorre sul mio pigiama, arabescandolo di macchie che scoloriranno solo se trattate con un lanciafiamme.
Sono un savoiardo di flanella, al caffè. Potrei strizzare la maglia, ottenendo, così, un ottimo espresso.
Mi limito a digrignare i denti, e munita di calendario lo scorro meticolosamente con il dito, inveendo su ogni santo del giorno. Li chiamo in causa tutti, trasformano la cucina in un pantheon. Abbrutita dall'inconveniente, ed ancor più incattivita da tutta la caffeina sprecata, decreto che è proprio una giornata di merda.
A convalidare questa certezza, l'inspiegabile indomabilità del mio cuoio capelluto, che ha deciso, di grazia, di disporre i miei irsuti ricci, orizzontalmente.
Sembra mi sia pettinata con i petardi.
Allo stato attuale, io ed i cugini di campagna,condividiamo evidentemente lo stesso coiffeur. Ubriaco. puttanaladradellamiseria.
Scesa di casa, ho le palle che mi girano come bussolotti da estrazione del lotto. Accanto a me c'è addirittura il bambino bendato, che effettua il pescaggio in sostituzione della dea fortuna,decisamente mignotta.
La testa mi frulla vorticosamente, e riesco a focalizzarmi su tutte le sfighe avvenute dall'84 in poi.
Me la prendo anche con quella stronza dell'ostetrica che 23 anni fa, mi ha schiaffeggiato il culo senza pietà!
Mentre la mia mente è deflagrata da tutte le paturnie che riesco a fomentare, mi si avvicina candido e speranzoso, un ragazzo che lavora per green peace, e con voce petulante mi chiede se voglio firmare la petizione per la salvaguardia delle balene!
Io declino. Lui insiste.
E' troppo.
Decisamente troppo.
Mi arresto e inizio a guardarlo in cagnesco. E' schiuma quella che la mia bocca secerne! Lui tentenna timoroso, ma tuttavia è pronto ad espormi efficientemente le sue ragioni.
Il tapino non sa con chi ha a che fare!
Io sono un' Erinni impazzita, pronta ad adoperarsi in prima persona, per l'estinzione dei cetacei.
Sono forse io la ragazza furente che grida in mezzo alla strada?
Sono forse io la ragazza porpora, che chiede al povero attivista, se la balena in questione verrebbe mai a salvare me, nel caso fossi io in pericolo?
E sono forse io, che gli starnazzo inviperita, che può ficcarsi Moby dick su per il culo, e che a pranzo banchetterò con un panino con le pinne di squalo?
SI.
SI.
SI.
Non ho rimorsi, sono una macchina programmata per offendere.
Avanti, avanti il prossimo, mi vedete???? Sono incazzata come un istrice, desidero solo avere una ghiandola nuova di zecca per secernere veleno su tutti i rompicoglioni.
Ovviamente sono consapevole di sguazzare nel patetismo. Una donna con dei capelli simili ai miei non meriterebbe nemmeno di vivere! Andrei potata come erbaccia.
Ma non prima ,badate bene, di aver toccato il fondo.
Dopo lo scontro con l'emissario di madre natura,infatti, si staglia all'orizzonte, il solito martellante mendicante, che da anni mi chiede ad intervalli regolari, se abbia qualcosa per lui.
Lo fa sempre.
Ora, occorre fare una premessa.
Io non sono propriamente un mostro. Non ancora, per lo meno. Non del tuttto.
Una volta, colta da compassione, gli diedi dei centesimi, e lui ingrato come pochi esseri viventi al mondo, ebbe da ridire sulla scarna elargizione.
Da quel giorno, ho odiato quell'uomo saccente.
Ebbene eccolo, con voce querula intonare la consueta litania. Io oggi sono decisa a vendicarmi.
Sto per sbraitare, che non ho un cazzo da dargli, e che se anche ne avessi di soldi, non li darei di certo a lui.
Inizio la mia crociata, sono nel clou della mia arringa quando.... dio decide di punirmi.
Il tacco dello stivale viene meno, ed io collasso su me stessa come un grattacielo imploso. Sono con il sedere per terra. E lui ride.
E per lui, intendo dio!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento