martedì 22 gennaio 2008

Miasmi? ma quanto miasmi?

Ci sono due cose che non riesco a tollerare: la stupidità e le persone maleodoranti.
Per le prime, uso una tattica di accondiscendenza sarcastica, collaudata in anni di esperienza. Dalle seconde non riesco a proteggermi.
La mia vulnerabilità a questo tipo di flagello, è aumentata esponenzialmente da quando l'utilizzo della metro per gli spostamenti, è divenuto quotidiano.
Immaginatemi avvolta nella nuvola di profumo e deodorante talcato, varcare la soglia del vagone, ed essere puntualmente investita dal tanfo stantio di un loft occupato da bovini (che di nascosto devono aver subaffittato a suini trafelati ).
E' pur vero che, in tutti i casi di ingente agglomerato umano, è difficile trovarsi inebriati da essenze di mughetto profuse nell'aria, tuttavia basterebbe anche meno. Sarebbe semplicente sopportabile una neutrale assenza di profumo. Ma è decisamente chiedere troppo agli dei della traspirazione.
Non essendoci mai fine al peggio, stamane ho avuto modo di assistere vivamente ad una delle fenomenologie più in voga nel creato: le dita nel naso!
L'ominide preso in considerazione, era un chiaro esempio di "australopiteco scaccolatores". Una caratteristica dominante della suddetta specie, consiste nel possedere delle dita di considerevole diametro.
L'homo indecorosus che avevo di fronte (che culo eh?!...), era ufficialmente intenzionato a traslocare il contenuto della sua narice destra. Suppongo che lo scopo fosse quello di arredare il loft bovino di cui sopra. ( e se questo non è altruismo architettonico...).
Non dovendo importare alcuna materia prima, ed essendo la stessa, facilmente rinnovabile, potete dedurre quanto i costi di produzione, siano da attribuirsi esclusivamente alla MANO d'opera.
Lo zelo con cui il nostro proletario sottopagato, si dedicava all'estrazione, lo affiliava immediatamente alla corporazione dei minatori peruviani.
Ed è assolutamente questo, l'aspetto su cui intendo focalizzare l'attenzione: la PERIZIA, con cui ogni scaccolatore folle, non solo compie l'insano gesto, ma ne medita le conseguenze, con orgoglioso assetto contemplativo.
Ora, già mi fai schifo mentre rovisti la narice in cerca dell'oro, con la tua aria assorta e con gli occhi rivolti al cielo, affinchè ti affranchi dai pericoli della miniera.
Ma quello che trovo davvero insostenibile, è l'operazione successiva alla fase esplorazione, e mi riferisco, per l'appunto all' ESTIMAZIONE.
Il nostro affezionato speleologo, dopo un viaggio sfiancante, è finalmente giunto alla sua personale MeccaCCola. Ora possiede tra le dita (indice e pollice per esattezza di cronaca), l'inestimabile tesoro estratto con dovizia di energie.
Indossa la visiera a cui è annessa lente da orafo, e si accinge alla valutazione delle sfaccettature.
Siamo al ribrezzo totale.
Ne prende le distanze indietreggiando la testa, innalza il bottino al di sopra della stessa. E' orgoglio quello che vediamo dipinto sul suo volto!
Ma non solo. E' la consapevolezza di aver contribuito al progresso scientifico della ricerca!( come vedere Rita Levi Montalcini sputare fragorosamente e poi trarne un vaccino)
La simil-pietra che era incastonata nella narice, possiede infatti, virtù alchemiche che contribuiranno a coadiuvare il benessere psicofisico dell'intera genie umana.
Come faremo ad estinguere il debito di gratitudine con quest'uomo???
E' troppo. Ma sono una illusa, lui lo capta, e per il mio bene infierisce, dimostrandomi che può fare di più.
Dopo aver soddisfatto la sensazione visiva e quella tattile,( rigirando la pepita organica tra le dita, come il grano di un rosario nel vespro), procede alla sublimazione dell'olfattiva( anche l'olfatto vuole la sua parte).
E' decisamente il ritorno alla madre patria generatrice!
Il filonazionalismo di quest'uomo è pari "all'attaccamento" di cui la caccola possiede innata virtù.
Ed eccolo, il nostro sommelier, constatare un familiare sentore fruttato che gli rende l'occhio lustro dalla commozione (o più verosimilmente dallo sforzo dell'estrazione ).
Ed eccolo ancora, importunato da un cane da punta, che deve aver ravvisato tra le sue dita il prezioso tartufo.
Io avverto un conato di vomito, ma scelgo di non esibirmi. Dopo cotanto spettacolo, sarei un numero minore.
Io amo il mio pubblico. ( to be continued)

1 commento:

Anonimo ha detto...

"L'homo indecorosus" eheheheheheheh però dai non darei tutta la colpa alla scarsa igiene, molte volte dopo una estenuante giornata di lavoro è molto difficile traspirare profumo in ogni dove, anche se, molte persone sono allergiche al sapone XD
Nel mio caso sono molto donna, oppure in modo attuale un gay mancato, con docce infinite, creme, lozioni e quant'altro.
Questo deriva anche dalla mia pelle delicata sempre a rischio di dermatite.
Consiglio del giorno:
Mettere parecchio profumo per annientare il disgustoso odore altrui.