Io ed il mio frigo ci siamo lasciati. I rapporti tra noi si erano raffreddati.
Era da giorni che mi avvisava ripetutamente di avvertire un senso inequivocabile di vuoto. Mi ha supplicato di colmarlo, ma le sue preghiere sono rimaste inascoltate, i suoi desideri inesauditi.
Lo so, sono crudele, ma che volete farci. La nostra è una relazione che richiede ingenti spese. Non sono avida, è che questi giorni sono stata presa da altro.
Non ha voluto sentire ragioni e così mi ha chiuso lo sportello in faccia.
Ora sono ridotta agli stenti e questo grazie all'accidia che mi impedisce di alzare il culo e teletrasportarlo al mercato generale.
Non dovrei trovare riluttante l'idea, d'altronde per molti anni la spesa del mattino, è stata l'unico momento di vita sociale che gli studi matti e disperati mi concedevano ( uao che ritratto di vita affascinante ). Sono un cuore ingrato.
Il mio problema è puramente annesso ad una pigrizia che mi sospinge ai limiti della sopravvivenza.
Quando decido di procacciare cibo, è perchè per la tribù sono divenuta un peso, e dunque mi esorta con un bel vaffanculo leopardato, a recarmi nella foresta del mercato rionale.
Mi assale il tedio: io odio la confusione!
Mi trascino alla porta di casa, vorrei defungere piuttosto.
Desidero avvelenarmi con stile, sorseggiando da un flute, il Rio Casa Mia pavimenti.
Voglio che ritrovino la mia salma, che mi tumulino ricoprendomi di libagioni per propiziarmi il viaggio nell'oltretomba. A quel punto avrei la spesa, certo ad un costo un pò elevato (quando si dice il carovita).
Nessuno accorre in mio aiuto. Mi tocca deambulare nel tempio del consumismo ortofrutticolo, gridando bestemmie come un muezzin a cui hanno fregato le scarpe.
Con una manovra a tenaglia, circumnavigo il mercato, optando per l'entrata posteriore, le meno frequentata.
Sull'ingresso, campeggia una scritta: "Lasciate ogni speranza, voi che comprate".
Io ne prendo atto, e immediatamente un'anima si avvicina, ma non è Virgilio, bensì un ambulante algerino che ha varcato le nuove frontiere del commercio "vu cumprà".
Costui infatti, vende aglio.
Solo aglio.
Bouquet di aglio.
E lo sventola dinanzi al mio naso, come se fossimo in un mercato della Transilvania.
Iniziamo malissimo! Lui è insistente, e per di più dimena l'ortaggio da bulbo, come uno spasimante rompicoglioni, che proponesse alla sua bella allergica al polline, un mazzo di orchidee. ( il famoso piatto orchidee olio e peperoncino).
Io lo mando a cagare. Cerco di risollevare le sorti della battuta di caccia, ricostituendo un minimo di SELF CONTROL. Ok, sono calma, sono RAF al mercato.
Rinvigorita nel mio novello equilibrio psicofisico, decido di guadare l'Acheronte sulle cui rive sono disposte le bancarelle di frutta e verdura.
Soffermo lo sguardo sui cartelli dei prezzi. I pomodori hanno un costo scandalosamente elevato. Opto per un investimento, e acquisto un trilogy di pachino. (un pachino è per sempre).
Sono in dubbio riguardo all'opportunità di accendere un mutuo per le zucchine. Mi accordo con il commerciante, ed avviamo le pratiche.
Lui vuole delle garanzie. Io gli propongo il catalogo dei miei organi interni.
Sono a buon punto. Ho la mia parure di ortaggi.
E sono finalmente arrivata alla frutta!
Intravedo nel marasma di anime, la consueta signora da cui mi servo.
Una volta acquistate mele ed arance, potrò dirmi salva!
Intraprendo la via della vittoria. Sono lanciatissima, quando a frenare i miei slanci, si para dinanzi, una delle più temibili fiere mitologiche: una donna, metà anziana, metà carrello della spesa.
E' la fine.
Ha inizio una battaglia epica.
Vedo Wagner posizionarsi al banco del pesce, volgere le spalle alla moltitudine, per dirigere divinamente, l'orchestra sinfonica che intona marziale "La cavalcata delle Valchirie".
La vecchiaccia, si gira ripetutamente, per trovare il giusto assetto, che mi intralci il passaggio. Io cerco di elevarmi sulle mezze punte, ondeggiando come un cipresso nella tempesta, per visualizzare uno spazio da sfruttare per il sorpasso.
Al banco del pane, è iniziata una accanita telecronaca.
L'anziana donna ha un carrello collaudato, a cui deve aver apportato delle evidenti modifiche. Raggiunge infatti, delle velocità finora sperimentate esclusivamente alla NASA.
Io annaspo cercando come un salmone di risalire la corrente. Ma sono fuori forma ed arrugginita ( sono un salmone in crosta ). La vecchia, mi sopravanza clamorosamente, ma io decido di non darmi per vinta.
Ora, sono Barrichello al mercato. Ed infatti, è un secondo posto quello che ottengo.
La maledetta centauro, sale sul podio della bancarella. Spetta a lei il primo premio: frutta e verdura in quantità. Le danno anche la Coppa , di suino 100%.
A me non resta che accettare la sconfitta. Ma è con immenso fair play, che approfittando della confusione da premiazione, manometto i freni del suo carrello.
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1 commento:
il mio frigo è nelle stesse condizioni del tuo, e non verrà ripopolato prima dei primi di febbraio, temo.
Ti ho letto prima di cena -- forse perché stasera non ci sarà una cena? -- cosa insolita ma come sempre gradita.
A dopo o a domani
Cousin Mirko
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