giovedì 31 gennaio 2008

In provincia di Bali

Per strada, ci sono i coriandoli.
Piccole testimonianze del carnevale.
L'altro giorno, di fronte ad un grande centro commerciale, c'era un bimbo, in borghese.
Il suo abbigliamento non lasciava presagire alcun travestimento, se non per il particolare di una spada sguainata con prontezza, nei riguardi di quel marrano del fratellino minore, che dalla fortezza del suo passeggino, schivava gli assalti del moschettiere urbano.
L'abile spadaccino, alto come una tibia di D'Artagnan, era visibilmente fiero di possedere l'arma, e con maestria, la sfilava e la reinseriva nel cappottino. In continuazione.
Il terrore degli asili, tuttavia, era osteggiato da una genitrice, che ingiustamente, lo dissuadeva dal proposito di assassinare il suo secondogenito.
Quale affronto, per il moschettiere nano, quale frustrazione, essere denigrato dalla regina madre!
Sono certa che lui avesse delle ragioni fondatissime per molestare il fratellino, probabilmente macchiatosi (la tutina) di alto tradimento.
Guardando il piccolo Dumas divertirsi in modo così genuino, ho pensato che sono trascorsi troppi anni dall'ultima volta che ho festeggiato il carnevale!
Io e questa festa abbiamo un rapporto ambiguo, forse perchè ravviso nell'allegrezza che la caratterizza, un retrogusto malinconico.
Credo che tale situazione sia da attribuirsi alla serie inenarrabile di sfighe, che il periodo di febbraio ha sempre catalizzato nella mia vita.
Ma oltre le sfortunate concomitanze biografiche, suppongo si celi in me, una più recondita ed inconscia causa, risalente ai tempi della scuola d'infanzia!
Quella che frequentavo, era una riserva di bambini.
Io odiavo quel posto, per me era un lager della Mattel.
Tutto il giorno eravamo impiegati in inutili attività, quali il "punzecchiare", con dei simil-cacciavite acuminati, dei cartoncini a cui era apposta della plastilina.
Sarebbe stato più utile farci cucire le scarpe o i palloni, come in ogni buon asilo della Nike.
(In Pakistan i pargoli, sono molto più organizzati. Se non hanno i mezzi per giocare a calcio li fabbricano con le loro manine. Altro che punzecchiare!)
La scuola materna in cui eravamo deportati, possedeva l'unico corpo docenti, la cui assunzione era determinata da un preliminare test acustico.
Le maestre infatti, superavano di gran lunga, i decibel previsti dalla norma.
Se parlavano in sincrono, era da considerarsi inquinamento acustico.
Io affrontavo quel luogo con la morte nel cuore.
C'erano dei bambini di cui ricordo ancora con orrore, il nome e le rispettive funzioni corporali, espletate pubblicamente in ogni momento.
Il portavoce di tale categoria era "Ciro il riccio", un bimbo dalle labbra siliconate, che al posto del culo aveva un detonatore.
Il maledetto, infatti, esplodeva inaspettatamente, cogliendoti di sorpresa come un agguato vietnamita.
Lui non avvertiva. Lui produceva.
Lui non emetteva segnali sonori, nè gemiti che potessero preavvisare l'attacco.
Lui limitava l'azione ad un placido tremolio da sforzo.
Un solo istante, e poi all' umanita' non restava che maleodore.
Quel bastardo irsuto, quando si cacava sotto compiaciuto, colava dei veri e propri bronzi, il cui lavacro spettava alle maestre giustamente incattivite. Il tutto avveniva nel bagno pubblico, costituito da vasconi, simili ad abbeveratoi per cavalli. Immaginatevi quanto fosse poetico lavarsi le manine, accanto al meglio di Ciro dalle braghe calate, che veniva disinfestato.
In questo asilo di merda, ( è il caso innegabile di definirlo in tal modo), capite bene, che le feste di carnevale, dopotutto, erano un fantastico momento di sollazzo.
Per tutti gli altri.
Non per me.
Non so quale arcano motivo, avesse spinto mia madre ad acconciarmi con un vestito pseudo ottocentesco.
Sebbene avessi dei capelli corti tagliati a colpi di accetta, a conti fatti ero una principessa.
Tuttavia la presenza di un copricapo ridicolo smentiva definitivamente ogni possibilità di regale decoro.
Il cappello infatti, consisteva in un imbuto rosso di moquette, a cui erano apposte delle crinoline di carta stagnola dorata, più posticce degli zigomi di Emilio Fede.
Il trionfo dell'idiozia!
La miscellanea di stili, non rendeva possibile una chiara collocazione geografica del mio regno.
Questo insuinava fondati dubbi, sulla legitimità del trono.
Sulla scatola del vestito, accanto alla figura di una fantastica bimba modella, era indicata le denominazione del costume: " principessa di BALI!"
Ignorando totalmente dove si trovasse, alla domanda incalzante "principessa di che?", rispondevo orgogliosa "di BALI", e tutti fraintendendo, replicavano prontamente di "Bari?".
Ad aggravare lo stadio gia' terminale di tutta la situation carnevalesca, la politica materna, di non usare un velo di trucco, per alterare il mio delicatissimo colorito verdastro.
Dunque, a ben guardare, ero la principessa ramarro, con un cono segnaletico in testa.
Le mie compagne, ovviamente erano tutte truccate come mignotte in erba. Le feste in maschera scatenano gli estri visagisti delle genitrici.
Fatta eccezione della mia.
Pallida come una membrana in lattice, ero quindi in attesa di sottopormi al rituale fotografico.
La maestra doveva aver notato la discromia, che il mio colorito esangue creava nel generale tripudio di fuxia.
Io ero un travestito beige.
Per ovviare a tale inadeguatezza, l'arpia mi prese di forza, e imprigionando il mio mento tra le sue unghiute grinfia, iniziò a casaccio a cospargermi le labbra di rosso rubino, con il quale evidentemente si agghindava ogni mattina... i denti.
Ignorando totalmente la conformazione delle mie labbra, aveva ottenuto il suo risultato: apporre ovunque, un tocco vermiglio al verde preesistente.
Ero un incrocio fra Vladimir Luxuria ed un semaforo.
Le foto furono scattate. Di ritorno a casa, subii la rabbia materna, per la non autorizzata opera futurista di make up.
Rimasta sola mi specchiai lungamente.
Il rossetto era ormai sbiadito, e mi donava un fantastico look da Robert Smith, dei Cure.
Non so come si acconciassero nel cuore dell'isola Indonesiana, io di sicuro dovevo appartenere alla provincia di Bali.




mercoledì 30 gennaio 2008

Dalla modella alla brace.

Oggi ho avuto modo di constatare quanto si sia affinato il mio intuito.
Ho un radar, un fiuto speciale, che riconosce i portatori sani di presunzione.
Odio le persone immodeste.
Suscitano in me insofferenza e fastidio.
Nella giornata trascorsa ne ho smascherati due.
La prima era un chiaro esemplare di giovenca sfilante!( da leggersi modella)
La gezzella dalle gambe chilometriche e dal peso specifico irrisorio,( attribuibile per lo più ai tacchi ),calcava a falcate poderose, il sottopassaggio della metro.
Guardandomi bene attorno, infatti non vedo passerelle, ne alcun particolare che denunci una improvvisata location postmodern, per Dolce e Gabbana.
Allora è ufficiale: la puledra sfila gratuitamente, nell'ora di punta.
Non è particolarmente avvenente, è un tripudio di spigoli. La definirei un poker d'Ossi.
Tuttavia ogni suo particolare esterno, denuncia la fierezza di una condizione sovraumana. Lei infatti, è innalzata (di svariati centrimetri) al di sopra delle comuni mortali, sfiancate ogni giorno dalla inutile battaglia contro l'adipe persecutore.
Ovviamente un esemplare simile di androide, non gira mai sprovvista di book fotografico, che esibisce come uno stendardo, nei luoghi meno appropriati della terra.
La mia cavia, infatti, sventola sottobraccio un ben rilegato libercolo. Sono pronta a giocare il mio rene destro, che tra un momento, la stronza lo aprirà mostrando, "casualmente", quanto madre natura si sia divertita nel cesellarla armoniosamente.
Ed infatti, come previsto, eccola svelare con mal riuscita disinvoltura, il contenuto del librone che celebra la sua effigie.
Nel fare questo, si attira gli sguardi di quattro sfigati, che avranno sicuramente anni di pratica masturbatoria iniziata con i cataloghi della Vestro, nei furenti anni '90.
La nostra beneamata, sta gongolando come un bambino del terzo mondo alla sagra della porchetta.
Ma dio non esiste invano.
Infatti il consueto spostamento d'aria che preannuncia l'arrivo della metro, produce un consistente tramestio di pagine, e polaroid, che essendo di recente acquisizione, non sono state evidentemente eternizzate nella plastica. Le riproduzioni della modella prendono decisamente il volo.
"E adesso raccogliti, stronza, che sei sparsa nel luogo più lurido del creato!"
La metro infatti fa il suo arrivo, io mi addentro accomodandomi, mentre osservo divertita l'affannato scheletro griffato, scomporsi nel raccattare fogli e foto, galvanizzata nel tentativo disperato di non perdere la corsa.
Dio decisamente esiste.
Il secondo esemplare, di idiozia supponente, si è reso manifesto nel pomeriggio,
quando un giovane saccente, nel dare definizione di sè, non ha trovato di meglio, che conclamarsi un "figo ARTISTOIDE".
Io ho sentito una morsa allo stomaco, chiaro segnale di conato.
Evidentemente in qualche ospedale dei paragi, qualcuno era stato sottoposto all'asportazione di un testicolo, perchè era evidente che a proferire quanto sopra riportato, era stato un coglione sfuso.
Il caro ragazzo, dovrebbe sapere, infatti, che il suffisso "OIDE", non si attira mai, delle connotazioni troppo positive.
In Mongolia ad esempio, ne soffrono tutt'ora!

lunedì 28 gennaio 2008

Qual'e il mio seCreto

Oggi e' una di quelle giornate in cui appiccherei fuoco al creato.
Succede periodicamente.
Ci sono dei giorni in cui mi sveglio stranamente furente, e dal secondo successivo in cui prendo coscienza, il motore degli eventi si avvia in modo assolutamente molesto.
Credo sia un problema di punti di vista, a seconda dei quali influenzare la capacità di essere reattivi alle microsfighe che pur si presentano, quotidianamente.
Oggi devo aver smarrito l'oggettività.
Appena albeggia non odo il rassicurante cinguettio degli uccelli.
Tutto risulta immediatamente turpe, come se uno stormo di fringuelli appollaiati sul davanzale, ruttasse fragorosamente per celebrare il sorgere del sole.
A consolidare il mood negativo della giornata, il siiiimpaticissimo match con la caffettiera. Appena in piedi, mi assale il desiderio ardente di una dose massiccia di caffeina nel sangue. Sarei disposta ad avviare una mia personale tratta di schiavi, pur di ottenere la miscela adorata.
Nel pieno della crisi di astinenza, mi avvento con bramosia sulla caffettiera, parcheggiata sul fornello della cucina.
Ovviamente nel rincoglionimento del mattino, non mi curo di controllarne il contenuto, presa come sono, dall'accecante bisogno.
La mia avidità ovviamente, non resta impunita.
Nella macchinetta infatti, c'era un corposo residuo della nera bevanda, testimonianza di una recente colazione consumata.
Il tutto si palesa nitidamente nella foga con la quale trasbordo la caffettiera dalla cucina al lavello. Ed è un' eruzione lavica quella che scorre sul mio pigiama, arabescandolo di macchie che scoloriranno solo se trattate con un lanciafiamme.
Sono un savoiardo di flanella, al caffè. Potrei strizzare la maglia, ottenendo, così, un ottimo espresso.
Mi limito a digrignare i denti, e munita di calendario lo scorro meticolosamente con il dito, inveendo su ogni santo del giorno. Li chiamo in causa tutti, trasformano la cucina in un pantheon. Abbrutita dall'inconveniente, ed ancor più incattivita da tutta la caffeina sprecata, decreto che è proprio una giornata di merda.
A convalidare questa certezza, l'inspiegabile indomabilità del mio cuoio capelluto, che ha deciso, di grazia, di disporre i miei irsuti ricci, orizzontalmente.
Sembra mi sia pettinata con i petardi.
Allo stato attuale, io ed i cugini di campagna,condividiamo evidentemente lo stesso coiffeur. Ubriaco. puttanaladradellamiseria.
Scesa di casa, ho le palle che mi girano come bussolotti da estrazione del lotto. Accanto a me c'è addirittura il bambino bendato, che effettua il pescaggio in sostituzione della dea fortuna,decisamente mignotta.
La testa mi frulla vorticosamente, e riesco a focalizzarmi su tutte le sfighe avvenute dall'84 in poi.
Me la prendo anche con quella stronza dell'ostetrica che 23 anni fa, mi ha schiaffeggiato il culo senza pietà!
Mentre la mia mente è deflagrata da tutte le paturnie che riesco a fomentare, mi si avvicina candido e speranzoso, un ragazzo che lavora per green peace, e con voce petulante mi chiede se voglio firmare la petizione per la salvaguardia delle balene!
Io declino. Lui insiste.
E' troppo.
Decisamente troppo.
Mi arresto e inizio a guardarlo in cagnesco. E' schiuma quella che la mia bocca secerne! Lui tentenna timoroso, ma tuttavia è pronto ad espormi efficientemente le sue ragioni.
Il tapino non sa con chi ha a che fare!
Io sono un' Erinni impazzita, pronta ad adoperarsi in prima persona, per l'estinzione dei cetacei.
Sono forse io la ragazza furente che grida in mezzo alla strada?
Sono forse io la ragazza porpora, che chiede al povero attivista, se la balena in questione verrebbe mai a salvare me, nel caso fossi io in pericolo?
E sono forse io, che gli starnazzo inviperita, che può ficcarsi Moby dick su per il culo, e che a pranzo banchetterò con un panino con le pinne di squalo?
SI.
SI.
SI.
Non ho rimorsi, sono una macchina programmata per offendere.
Avanti, avanti il prossimo, mi vedete???? Sono incazzata come un istrice, desidero solo avere una ghiandola nuova di zecca per secernere veleno su tutti i rompicoglioni.
Ovviamente sono consapevole di sguazzare nel patetismo. Una donna con dei capelli simili ai miei non meriterebbe nemmeno di vivere! Andrei potata come erbaccia.
Ma non prima ,badate bene, di aver toccato il fondo.
Dopo lo scontro con l'emissario di madre natura,infatti, si staglia all'orizzonte, il solito martellante mendicante, che da anni mi chiede ad intervalli regolari, se abbia qualcosa per lui.
Lo fa sempre.
Ora, occorre fare una premessa.
Io non sono propriamente un mostro. Non ancora, per lo meno. Non del tuttto.
Una volta, colta da compassione, gli diedi dei centesimi, e lui ingrato come pochi esseri viventi al mondo, ebbe da ridire sulla scarna elargizione.
Da quel giorno, ho odiato quell'uomo saccente.
Ebbene eccolo, con voce querula intonare la consueta litania. Io oggi sono decisa a vendicarmi.
Sto per sbraitare, che non ho un cazzo da dargli, e che se anche ne avessi di soldi, non li darei di certo a lui.
Inizio la mia crociata, sono nel clou della mia arringa quando.... dio decide di punirmi.
Il tacco dello stivale viene meno, ed io collasso su me stessa come un grattacielo imploso. Sono con il sedere per terra. E lui ride.
E per lui, intendo dio!

domenica 27 gennaio 2008

Mens health in corpore sano

In casa siamo quattro donne. Per un totale di ovaie otto.
La nostra casa è calda ed accogliente, come un utero. Ogni visitatore è per noi, un'esperienza penetrante.
Una sorta di ecografia casalinga. (quanta gioia in questa immagine).
Tutti gli aspetti esteriori della nostra dimora, testimoniano palesemente la presenza di forme di vita femminili.
Il mobiletto del bagno è un essere totemico, tracimante creme, balsami, bagnoschiuma, pozioni diserbanti per il pelo superfluo, nonchè cazzuole e stucchi per il maquillage.
L'isola water, è allietata dal settore magazine, attualmente così rifornito da renderla a tutti gli effetti, un' edicola cessomunita.
Ed è stata in una delle sedute CULturali quotidiane, che spulciando tra una rivista e l'altra, mi è capitato tra le mani un intruso patinato, incastonato tra le varie Donne Moderne Glamour, sorseggianti Cosmopolitan. Oggi!
Dalla copertina, infatti, mi sorride insolitamente, un esemplare di maschio taurino, con addominali sui quali poter grattuggiare con disinvoltura un forma intera di Grana Padano. (Chiaramente non mi riferisco all'ultimo numero di Famiglia cristiana, con foto di don Mazzi, chiamato a testimoniare i benefici fisici di sole tre sedute di cattolicesimo.)
Non ci sono equivoci da fugare, il magazine che sto per sfogliare è il riferimento in carta stampata, degli Homini del paese: Men's Health.
La bibbia dei testicoli, il loro testo(sterone) sacro!
Sono emozionata, mi si scatena una curiosità primordiale. Sono un primate a cui è stato concesso il pass, per una visita guidata nel reparto urologia!
Sin dalle prime pagine, campeggiano in bella vista, scritte subliminali che riferiscono la possibilità di muscoli guittanti, ottenuti con sollevamento di svariati oggetti d'uso quotidiano: bottiglie, sedie, scrivanie, capouffici ecc ecc.
Solo cinque minuti al giorno, non di più!
A tale miracolosa pratica, tuttavia deve essere affiancata una scrupolosa alimentazione, della quale la Proteina risulta essere regina indiscussa.
A ben guardare, mi accorgo che le pagine stesse di Men's healt sono fatte di bresaola.
La rivista, sin dalle prime battute, restituisce l'immagine di quest' homo non troppo sapiens, dedito alla cura del corpo e terrorizzato dai carboidrati. ( uomini 1 - donne 1 ).
Decido di analizzare più a fondo, e mi addentro nel contenuto degli articoli.
Ed è in questa sede, che scopro un capolavoro della linguistica odierna.
Sputando in faccia agli accademici della crusca, il magazine riporta un vocabolario di "NEOLOGISMI SEXY".
Io non posso non rendervi partecipi di tali innovazioni.
Il primo lemma di cui viene fornita spiegazione è "UPSKIRT", e si riferisce all'irresistibile e simpaticiiiissssima pratica di guardare sotto la gonna delle ragazze.
Sono estasiata.
Ma badate bene, non si tratta di donne qualsiasi, la rivista infatti, fa riferimento ad una tipologia ben definita: le tenniste.
Pare, infatti, che di tutta una partita, il genere maschile presti fede, non alla possibilità di un abile rovescio, quanto più, alla promessa di un drittissimo, ottenuto sbirciando copiosamente, le sottane delle atlete.
Come rivelare a Serena e Venus Williams, che hanno speso vanamente ettolitri di sudore.
Come se non bastasse, la rivista fa riferimento all'ammiccante pratica dei gridolini "maliziosi" che le sportive lasciano sfuggire, insieme ai loro colpi più intensi.
E certo! Non fa una piega!
Dopo tre ore di partita sfiancante, non è lo sforzo fisico a determinare l'effetto sonoro. Trattasi di urletti "maliziosi", lanciati appositamente dalle tenniste, per dilettare i maschi del pubblico.
Una sorta di richiamo seduttivo, come ogni buon mammifero in amore, sa fare!
Dissacrato Wimbledon, a colpi di testosterone, la Treccani a luci rosse ( Treccazzi ), prosegue sdottorando in modo esilarante! Se infatti, vi sentite fuori forma ed il girovita non vi sorride più, provate a fare un pò di sano DOGGING!
Suona bene, e per assonanza potrebbe suggerire l'idea di fantastiche corse nel parco, in compagnia del vostro quadrupede di fiducia.
Sebbene non corrisponda propriamente all'immagine bucolica sopraccitata, tuttavia il lemma, pur si riferisce ad una attività fisica all'aria aperta. Il dogging per l'appunto, significa: ( e qui cito testualmente) " farlo all'aperto, godendo dell'idea di essere guardato. Vale anche per chi osserva nascosto dietro a un cespuglio e prova piacere nell'osservare."
Immaginatevi quanta gioia possa provare un guardone al giorno d'oggi. La sua nobile arte è stata finalmente riconosciuta e legittimata con una definizione linguistica esterofila, che ne riqualifica le vesti. Questo restyling sintattico, conferisce un'aurea onorevole alla delicatissima pratica di spiare le coppie in amore.
Provate a figurarvi il nostro amico guardone in tenuta mimetica, vestito da edera, scendere di casa annunciando con fare fascinoso "esco, vado a fare dogging, ci VEDIAMO!"
La redazione di Men's Health, evidentemente, deve aver stilato questo decalogo di idiozie, non servendosi degli arti, ma cavalcando l'attimo di reflusso del sangue, dovuto probabilmente, alla visione UPSKIRT della donna delle pulizie.
A riprova di ciò, l'articolo insiste parlando di HELLPOPPING.
Ha un suono disneyano, e potrebbe riportare alla mente la celeberrima e volante Mary, fantastica istitutrice dall'ombrello low cost della rayaneir.
In realtà, la denominazione, fa riferimento alla pratica femminile di sfilare la parte posteriore delle scarpa, mostrando il tallone e parte della pianta.
L'applicazione su richiesta, di tale abitudine, pare stia prendendo ...Piede, tra i filofeticisti.
Sembra infatti, che l'attenzione sulle estremità inferiori del corpo femminile stia consolidandosi in modo radicale.
La rivista, consiglia all'homo, una tecnica infallibile per indurre la donna, in prima istanza al relax, e successivamente all'eccitazione. La strategia da adottare suggerisce infatti, di succhiare meticolosamente ogni dito del piede della donna.
La manducata dell'alluce pare sia un preludio sensoriale senza eguali.
Suppongo che l'hellpopping non ammetta il rilascio di sostanze radioattive nell'aria, cosa quanto meno probabile, dopo una giornata con le scarpe ai piedi.
Nonostante queste problematiche tecniche, pare, che la pratica raccolga milioni di estimatori, per cui, cari miei, tocca prepararsi alla restaurazione di un nuovo ventennio feticista.
E dato che non siamo nel terzo millennio invano, la terminologia sexy prende spunti fantasiosi, dall'ambito della innovazione tecnologica.
Il TOOTHING, infatti, deve la denominazione alla tecnologia del Bluethoot, che notoriamente consente la segnalazione di persone, che hanno lo stesso dispositivo acceso nel giro di pochi metri. Questa fantastica similitudine si presta ludicamente al concetto di liaison "mordi e fuggi" di cui il toothing è vessillo.
Quanta poesia, nel paragonare l'uomo ad un nokia pronto a tutto, pur di ricaricare la proprie batterie in ogni dove, per poter felicemente tornare a vibrare.
Io sono basita.
A questo punto sento di augurarmi solo una cosa: che una tennista con racchetta, prima o poi capiti di passaggio dalla sede della redazione, e mugulando maliziosamente, schiacci con vigore quante più palle possibili.

venerdì 25 gennaio 2008

I have a dream

Stanotte ho fatto un sogno.
Un incubo.
Il mio delirio onirico ha un volto, un nome, una stempiatura.
Trattasi di cantante, partenopeo e partemafioso.
Ebbene si, ho sognato GIGGGI D'ALESSIO, il manifesto (mortuario) della musica neomelodica "italiana" ( ah ah ah ah ).
Perchè la mia mente mi tradisce in un modo cosi' efferato? Cosa le ho fatto di male?
E' da escludere l'attribuizione di colpa, al peso specifico della cena, la quale è consistita in un cespuglio di spinaci lessi! ( al reparto geriatria del Policlinico se la spassano, in confronto ai miei pasti.)
Deve aver corrotto Morfeo con un carico di cuscini di contrabbando.
E' l'unica spiegazione che riesco a darmi.
Il plot del sogno è un misto tra il raccapriccio e l'inquietante.
La location, strizza l'occhio alle ambientazioni pornosoft svedesi.
Siamo in uno chalet di montagna, avviluppati da un tripudio di legna ed evanescenza da sauna.
Il tutto è molto simile alle atmosfere in voga, nelle peggiori puntate di Beautiful ( soprattutto quando la fertilissima Brooke tende simpatici agguati, a quel coglione monoespressivo di Ridge, sperando che la sua mascella incappi felicemente in una delle sue molteplici zone erogene).
Non so per quale sinistro motivo, sono nell'atrio del troiaio in faggio e rovere sopraccitato, e ascolto sinceramente compartecipe, la di lui consorte, al secolo, Anna Tatangelo.
L'infanta, prodigiosamente abbronzata, ci inebria con i suoi GRANDI successi.
Nel sogno, risulto straordinariamente rapita da cotanta bravura sfiatante, sebbene nel profondo, mi auguri sinceramente, che un residuo di coscienza vigile paghi il riscatto.
Scatenata come una groupie di Pupo, supporto l'orgoglio della ciociaria, con clamorosi applausi. La stella del frosinate, persevera nel canto, esibendosi nel pezzo sanremese, (facente riferimento a certe minigonne farcite), che la conclamò a suo tempo, vincitrice della chermesse. Ma improvvisamente dal fondo della sala, mi acceca un bagliore, derivante suppongo, dal rifrangersi del riflettore, sulla incipiente calvizie di Gigi.
Ed infatti eccolo palesarsi dinanzi, con il suo indiscusso fascino da stronzo di Riace.
Il magnetismo che quest'uomo promana, non può lasciarmi indifferente. E' bastato un solo attimo. Mi ha gia' integralmente scippato. L'anima.
Nasce in me la nutrita speranza, che dal promontorio della sua cultura, possa certamente illuminare le mie sorti artistiche. Cerco di attrarre la sua attenzione.
Mi risulta piu' facile di quanto credessi! Alzandomi, infatti, scopro di calzare inspiegabilmente dei pattini. Non ne ero consapevole.
L'ignorare il particolare locomotivo, mi permette di rovinare coreograficamente in terra, rimediando anche in sogno, una clamorosa figura di merda.
Ma ho raggiunto il mio obiettivo. Infatti e' il nostro mastino napoletano, ad offrirmi l'appiglio, che conferisce nuova stabilità, ed un briciolo di decoro, alla mia salma spalmata sul parquet.
Si rivolge con galanteria, ed io riconosco il vibrato adenoidale che farebbe anche di "My Way" un prodotto made in Napoli.
Sono nuovamente in posizione verticale, e lui mi sorregge accompagnandomi all'uscita. Io trotterello con i pattini, tumefatta ma felice di aver guadagnato un po' di intimità con San Gennaro.
Ci appartiamo sotto un porticato. Sono presa dal fervore di promuovere i miei ideali artistici, cercando di dimostrare quanto questi siano nobili ma soprattutto AUTENTICI.
Ignorando il significato sia della parola che del concetto, accusa un attimo di smarrimento. Interpretando il suo silenzio come una pausa meditativa sul senso dell'arte, lo incalzo insistendo sul tema dell'incorruttibilita', conclamando a piena voce la genuita' del mio afflato NON CONTRAFFATTO.
E' un vacuo disorientamento, quello che si staglia negli occhi di Gigi.
Ho usato troppi lemmi a lui sconosciuti, enucleato troppi valori di cui ignora le ripercussioni nella società civile.
Glissando i miei proclama appassionati, mi agguanta repentinamente e con fermezza, proprio come fossi .... una borsetta!
E decide di decantare l'opera omnia, dei luoghi comuni liberamente tratti dai suoi testi (pronunciati ovviamente con accento newyorkese).
Tenta la persuasione con un tripudio di QCUUORI, amoUri, angeli ed anime, e le altre cacate di vacca che riecheggiano nei suoi successi.
A ciò associa un appropinquare molesto della sua persona fisica, al mio corpo a rotelle.
Vedo il suo cranio rilucente avvicinarsi alla mia bocca. Resto un istante incantata dal riflesso argentato che la luna produce sulla insenatura della sua devastante calvizie.
E' pericolosamente vicino, ed io non posso fare a meno di pensare a quanto si stia lentamente tramutando in Max Pezzali!
Finalmente, i miei riflessi inibiti dallo stupore, riprendono il funzionamento ordinario, per cui mi produco in un sentito conato di vomito.
Allontano Gigi, con una accorata jam session di vaffanculi e chitemmurti.
Lui mi guarda con asprezza e mi apostrofa :"ILLUSA"!
Io, piccata, di rimando: "COLLUSO"!
E' evidente che proprendiamo per due stili di vita differenti.
Tuttavia cerca di risollevare le sorti del suo approccio, optando per il ricorso alla verve partenopea.
GIGIoneggiando infatti mi dice: uè uè simm Napoli paisàààààà!!!!( Anche no )
E' chiaro che tenta di salvare il salvabile, e lo fa dedicandomi, l'IRRESISTIBILE "Non dirgli mai".
Di par mio, contravvenendo a quanto la canzone sguaiatamente esorta, glielo dico: GIGIIIII MA VAFANGUL!

giovedì 24 gennaio 2008

L'autodromo di Lonza

Io ed il mio frigo ci siamo lasciati. I rapporti tra noi si erano raffreddati.
Era da giorni che mi avvisava ripetutamente di avvertire un senso inequivocabile di vuoto. Mi ha supplicato di colmarlo, ma le sue preghiere sono rimaste inascoltate, i suoi desideri inesauditi.
Lo so, sono crudele, ma che volete farci. La nostra è una relazione che richiede ingenti spese. Non sono avida, è che questi giorni sono stata presa da altro.
Non ha voluto sentire ragioni e così mi ha chiuso lo sportello in faccia.
Ora sono ridotta agli stenti e questo grazie all'accidia che mi impedisce di alzare il culo e teletrasportarlo al mercato generale.
Non dovrei trovare riluttante l'idea, d'altronde per molti anni la spesa del mattino, è stata l'unico momento di vita sociale che gli studi matti e disperati mi concedevano ( uao che ritratto di vita affascinante ). Sono un cuore ingrato.
Il mio problema è puramente annesso ad una pigrizia che mi sospinge ai limiti della sopravvivenza.
Quando decido di procacciare cibo, è perchè per la tribù sono divenuta un peso, e dunque mi esorta con un bel vaffanculo leopardato, a recarmi nella foresta del mercato rionale.
Mi assale il tedio: io odio la confusione!
Mi trascino alla porta di casa, vorrei defungere piuttosto.
Desidero avvelenarmi con stile, sorseggiando da un flute, il Rio Casa Mia pavimenti.
Voglio che ritrovino la mia salma, che mi tumulino ricoprendomi di libagioni per propiziarmi il viaggio nell'oltretomba. A quel punto avrei la spesa, certo ad un costo un pò elevato (quando si dice il carovita).
Nessuno accorre in mio aiuto. Mi tocca deambulare nel tempio del consumismo ortofrutticolo, gridando bestemmie come un muezzin a cui hanno fregato le scarpe.
Con una manovra a tenaglia, circumnavigo il mercato, optando per l'entrata posteriore, le meno frequentata.
Sull'ingresso, campeggia una scritta: "Lasciate ogni speranza, voi che comprate".
Io ne prendo atto, e immediatamente un'anima si avvicina, ma non è Virgilio, bensì un ambulante algerino che ha varcato le nuove frontiere del commercio "vu cumprà".
Costui infatti, vende aglio.
Solo aglio.
Bouquet di aglio.
E lo sventola dinanzi al mio naso, come se fossimo in un mercato della Transilvania.
Iniziamo malissimo! Lui è insistente, e per di più dimena l'ortaggio da bulbo, come uno spasimante rompicoglioni, che proponesse alla sua bella allergica al polline, un mazzo di orchidee. ( il famoso piatto orchidee olio e peperoncino).
Io lo mando a cagare. Cerco di risollevare le sorti della battuta di caccia, ricostituendo un minimo di SELF CONTROL. Ok, sono calma, sono RAF al mercato.
Rinvigorita nel mio novello equilibrio psicofisico, decido di guadare l'Acheronte sulle cui rive sono disposte le bancarelle di frutta e verdura.
Soffermo lo sguardo sui cartelli dei prezzi. I pomodori hanno un costo scandalosamente elevato. Opto per un investimento, e acquisto un trilogy di pachino. (un pachino è per sempre).
Sono in dubbio riguardo all'opportunità di accendere un mutuo per le zucchine. Mi accordo con il commerciante, ed avviamo le pratiche.
Lui vuole delle garanzie. Io gli propongo il catalogo dei miei organi interni.
Sono a buon punto. Ho la mia parure di ortaggi.
E sono finalmente arrivata alla frutta!
Intravedo nel marasma di anime, la consueta signora da cui mi servo.
Una volta acquistate mele ed arance, potrò dirmi salva!
Intraprendo la via della vittoria. Sono lanciatissima, quando a frenare i miei slanci, si para dinanzi, una delle più temibili fiere mitologiche: una donna, metà anziana, metà carrello della spesa.
E' la fine.
Ha inizio una battaglia epica.
Vedo Wagner posizionarsi al banco del pesce, volgere le spalle alla moltitudine, per dirigere divinamente, l'orchestra sinfonica che intona marziale "La cavalcata delle Valchirie".
La vecchiaccia, si gira ripetutamente, per trovare il giusto assetto, che mi intralci il passaggio. Io cerco di elevarmi sulle mezze punte, ondeggiando come un cipresso nella tempesta, per visualizzare uno spazio da sfruttare per il sorpasso.
Al banco del pane, è iniziata una accanita telecronaca.
L'anziana donna ha un carrello collaudato, a cui deve aver apportato delle evidenti modifiche. Raggiunge infatti, delle velocità finora sperimentate esclusivamente alla NASA.
Io annaspo cercando come un salmone di risalire la corrente. Ma sono fuori forma ed arrugginita ( sono un salmone in crosta ). La vecchia, mi sopravanza clamorosamente, ma io decido di non darmi per vinta.
Ora, sono Barrichello al mercato. Ed infatti, è un secondo posto quello che ottengo.
La maledetta centauro, sale sul podio della bancarella. Spetta a lei il primo premio: frutta e verdura in quantità. Le danno anche la Coppa , di suino 100%.
A me non resta che accettare la sconfitta. Ma è con immenso fair play, che approfittando della confusione da premiazione, manometto i freni del suo carrello.

mercoledì 23 gennaio 2008

La Pirla di Labuan

Oggi ho ricevuto una proposta di matrimonio.
Nella metro.
Che culo.
Tornavo a casa da lavoro, ero con il mio miglior capello Bon Jovi ed un trucco indefinibile fresco, che conferiva al mio viso un sorprendente effetto patchwork.
Affascinante come Margherita Hack in avanzato stato influenzale, mi appresto ad attendere il carro merci che mi ricondurrà a casa.
Improvvisamente mi accorgo di essere stata prescelta da un uomo.
Indiano.
Non ha avuto esitazioni, ho scorto nei suoi occhi, il lampo di desiderio che le mie occhiaie da procione devono aver aizzato in lui.
Tra milioni di tratti somatici ha scelto me, che potrei essere il vessillo della razza caucasica.
Doveva essere piuttosto stanco della sua stirpe, o peggio ancora, deve aver ravvisato nella mia persona un aurea sacra, lo si intuisce dal mistico rispetto con il quale cerca di guardarmi le tette. In un primo momento, la consapevolezza di aver catalizzato un fervore religioso di tale portata, potrebbe indurmi alla lusinga, ma ben presto, mi sovviene lucidamente, che in India, idolatrano le vacche.
Ai suoi occhi sono una mucca sacra.
Svanita crudelmente nell'aere, la possibilità di essere iscritta nella iconografia Mariana, opto per una strategia della noncuranza, disinnescata prontamente dall'audace orientale. Si avvicina con fare coguarico. E' la prima volta che vengo approcciata da un uomo straniero( a parte un senegalese sotto casa che spesso mi apostrofa con un accorato "a belli capelli " ).
Mi chiedo quali siano le loro strategie.
Apprezzo vivamente, che non mi abbia chiesto se avessi da accendere, per il suo narghilè.
Opta per una più europea, richiesta di informazioni sulle fermate metro. Io cortesemente rispondo esauriente, ripiombando nel mio mondo autistico pre-cena.
Ma Kabir Bedi, desidera che io sia la sua Kalì.
Mi incalza nuovamente, gettando parole italiane alla rinfusa, che io prontamente numero e ricollego in un ordine che gli attribuisca senso compiuto.
Potrei intermediare linguisticamente per lui, ma temo,visto il preambolo, che se proponessi una simile soluzione, ne deriverebbe un equivoco di devastanti portate, ed io rischiere di essere intermediata più volte, linguisticamente e non.
Driblo l'incidente diplomatico internazionale, e decido di procedere per la strada della cortesia distaccata. Ma Kabir è intenzionato a fare due chiacchiere.
Intuisco sia meglio assecondarlo.
Mi chiede con fare gigionesco, da che parte del mondo credo provenga, e prima che io possa proferire parola, lo vedo ridacchiare complice, con un suo compare, che per fattezze e proporzioni, ricorda verosimilmente la cassettiera della mia stanza. Duettano in un tripudio di infiniti. Io resto basita da tanta spocchia noncurante delle coniugazioni verbali.
Li sento scherzare sulla mia probabile risposta, preannunciando sarcastici, un mio quasi certo, errore di attribuizione geografica. Bofonchiano con sufficienza, assolutamente convinti che la mia risposta sarebbe stata Pakistan. (ora, spiegatemi chi cazzo è capace di distinguere un indiano da un pakistano, e non sto parlando di stupefacenti, anche perchè in quel caso conoscerei un paio di persone, che fiutando a km di distanza, saprebbero scandagliare origine, provenienza, consistenza... ma questa è un'altra storia....)
Con un coupe de theatre, li soprendo, e disattendendo le loro certezze, rispondo BARI.
Kabir ed il mobile dell'ikea, restano perplessi, ma è questione di un attimo, perchè quello che sta per verificarsi sulla banchina è un clamoroso caso di agnizione: a quanto pare l'indiano è di casa nelle Puglie!
Parla del mio borgo natio, riferendosi nostalgicamente a zone dove d'abitudine, si intrattiene l'elite dell'immigrazione clandestina. Si profila ben presto una singolare divergenza d'opinione: lui è intento a tessere le lodi della cittadina meridionale che ha ospitato i miei natali, (a cui suppongo sia annesso un periodo aureo della sua vita), io dissento, affermando quanto in realtà non riesca ad apprezzarla in egual misura. A conti fatti siamo due immigrati a Roma.
Dopo la parentesi geografica, ritorna al suo originario proposito: carpirmi illibata ( troppo tardi ).
Cerca l'autopromozione, ed in questo, chiede ausilio alla suo compare a cassetti, sbagliando clamorosamente tattica e lanciandosi in una comparazione che restituisce di lui una immagine poco rassicurante.
Lui sarebbe il "mascalzone latino", ed il connazionale che gli regge il gioco, il ritratto di una affidabilità con gli spigoli.
Ed eccoli, novelli Terence Hill e Bud Spencer, con notevoli problemi di visto.
Deve essersi sparsa, la falsa notizia, che in occidente gli stranieri poco raccomandabili mandino notoriamente, in visibilio ragazze adescate nel più romantico luogo della terra: la metro.
L'imbecille transoceanico, non sa, che già malsopporto gli italiani che fanno gli stronzi.
Cerco di congedarmi educatamente, perchè ne avrei abbastanza, per di più a differenza del suo stimato compatriota Gandhi, inizio a ravvisare una discreta fame, e lui è decisamente un mahatmo, se pensa che resterò li a farmi infinocchiare dalla sua ostentazione di virilità himalayana.
Un' intuizione mi illumina di immenso, ciò che deve averlo sospinto al tentativo di espansione coloniale, non è stato il ravvisare in me, il bovino sacro tanto amato, bensì la speranza di trovare una HiMAIALA da scalare.
Mando il buon sherpa, definitivamente a fare in culo, ed entro nel vagone merci che finalmente fa il suo arrivo. Lui non molla e mi segue.
Io sono visibilmente seccata. Per fortuna scendo una fermata prima della sua.
Tuttavia, nutro il sospetto che possa avermi seguito per perseverare il suo tentativo di trecking con annessa escursione, sul mio monte di venere.
Avviso un'ombra alle spalle, e compio un gesto inconsulto dettato da un misto di insofferenza ed allarme... ma non è lui, bensì un fomentatissimo romano a cui ho appena dato una fragorosa manata nelle palle.
E' chiaro che non sono la perla di Labuan, ma quelli che ho appeno colpito, sono sicurmente gioielli di famiglia.

martedì 22 gennaio 2008

Miasmi? ma quanto miasmi?

Ci sono due cose che non riesco a tollerare: la stupidità e le persone maleodoranti.
Per le prime, uso una tattica di accondiscendenza sarcastica, collaudata in anni di esperienza. Dalle seconde non riesco a proteggermi.
La mia vulnerabilità a questo tipo di flagello, è aumentata esponenzialmente da quando l'utilizzo della metro per gli spostamenti, è divenuto quotidiano.
Immaginatemi avvolta nella nuvola di profumo e deodorante talcato, varcare la soglia del vagone, ed essere puntualmente investita dal tanfo stantio di un loft occupato da bovini (che di nascosto devono aver subaffittato a suini trafelati ).
E' pur vero che, in tutti i casi di ingente agglomerato umano, è difficile trovarsi inebriati da essenze di mughetto profuse nell'aria, tuttavia basterebbe anche meno. Sarebbe semplicente sopportabile una neutrale assenza di profumo. Ma è decisamente chiedere troppo agli dei della traspirazione.
Non essendoci mai fine al peggio, stamane ho avuto modo di assistere vivamente ad una delle fenomenologie più in voga nel creato: le dita nel naso!
L'ominide preso in considerazione, era un chiaro esempio di "australopiteco scaccolatores". Una caratteristica dominante della suddetta specie, consiste nel possedere delle dita di considerevole diametro.
L'homo indecorosus che avevo di fronte (che culo eh?!...), era ufficialmente intenzionato a traslocare il contenuto della sua narice destra. Suppongo che lo scopo fosse quello di arredare il loft bovino di cui sopra. ( e se questo non è altruismo architettonico...).
Non dovendo importare alcuna materia prima, ed essendo la stessa, facilmente rinnovabile, potete dedurre quanto i costi di produzione, siano da attribuirsi esclusivamente alla MANO d'opera.
Lo zelo con cui il nostro proletario sottopagato, si dedicava all'estrazione, lo affiliava immediatamente alla corporazione dei minatori peruviani.
Ed è assolutamente questo, l'aspetto su cui intendo focalizzare l'attenzione: la PERIZIA, con cui ogni scaccolatore folle, non solo compie l'insano gesto, ma ne medita le conseguenze, con orgoglioso assetto contemplativo.
Ora, già mi fai schifo mentre rovisti la narice in cerca dell'oro, con la tua aria assorta e con gli occhi rivolti al cielo, affinchè ti affranchi dai pericoli della miniera.
Ma quello che trovo davvero insostenibile, è l'operazione successiva alla fase esplorazione, e mi riferisco, per l'appunto all' ESTIMAZIONE.
Il nostro affezionato speleologo, dopo un viaggio sfiancante, è finalmente giunto alla sua personale MeccaCCola. Ora possiede tra le dita (indice e pollice per esattezza di cronaca), l'inestimabile tesoro estratto con dovizia di energie.
Indossa la visiera a cui è annessa lente da orafo, e si accinge alla valutazione delle sfaccettature.
Siamo al ribrezzo totale.
Ne prende le distanze indietreggiando la testa, innalza il bottino al di sopra della stessa. E' orgoglio quello che vediamo dipinto sul suo volto!
Ma non solo. E' la consapevolezza di aver contribuito al progresso scientifico della ricerca!( come vedere Rita Levi Montalcini sputare fragorosamente e poi trarne un vaccino)
La simil-pietra che era incastonata nella narice, possiede infatti, virtù alchemiche che contribuiranno a coadiuvare il benessere psicofisico dell'intera genie umana.
Come faremo ad estinguere il debito di gratitudine con quest'uomo???
E' troppo. Ma sono una illusa, lui lo capta, e per il mio bene infierisce, dimostrandomi che può fare di più.
Dopo aver soddisfatto la sensazione visiva e quella tattile,( rigirando la pepita organica tra le dita, come il grano di un rosario nel vespro), procede alla sublimazione dell'olfattiva( anche l'olfatto vuole la sua parte).
E' decisamente il ritorno alla madre patria generatrice!
Il filonazionalismo di quest'uomo è pari "all'attaccamento" di cui la caccola possiede innata virtù.
Ed eccolo, il nostro sommelier, constatare un familiare sentore fruttato che gli rende l'occhio lustro dalla commozione (o più verosimilmente dallo sforzo dell'estrazione ).
Ed eccolo ancora, importunato da un cane da punta, che deve aver ravvisato tra le sue dita il prezioso tartufo.
Io avverto un conato di vomito, ma scelgo di non esibirmi. Dopo cotanto spettacolo, sarei un numero minore.
Io amo il mio pubblico. ( to be continued)

lunedì 21 gennaio 2008

Vulva Parietti

Ieri è stata una giornata faticosa da sostenere.
Sono stata ostaggio di una emicrania illegale, che dimostrandomi sincera affezione, mi ha accompagnata dall'alba al tramonto.
Se state pensando che si tratti di sindrome premestruale, devo dissilludervi: sono così lontana dall'averne, che probabilmente stanotte eiaculerò per la prima volta!
Trattasi semplicemente di quelle giornate in cui è richiesto uno sforzo ulteriore, al consueto moto di rivoluzione dei testicoli. ( o forse dovrei dire coglioni? )
Tuttavia le ventiquattro ore di ieri non sono trascorse vanamente. Discorrendo piacevolmente a cena con amici, ho fatto una scoperta di proporzioni devastanti ( come disse Ilona Staller di ritorno dal ranch).
A quanto pare è stata oltrepassata una nuova frontiera della chirurgia estetica! E non sto solo parlando di rimedi alle frane ed agli smottamenti dell'epidermide, nè dell'inevitabile reticolato geografico che le smagliature lasciano sulle zone plurali del corpo, con particolare definizione della zona coscia, tramutata perfettamente in una cartina fisica, nella quale ravvisare in rilievo bluastro anche i corsi d'acqua ( da leggersi vene varicose ), con possibilità di vegetazione in 3D (da leggersi scarsa depilazione ).
E non mi riferisco nemmeno alle soluzioni previste per colmare buchi e solchi; i primi ,dovuti ad una devastante cellulite capace di trasformare una chiappa in una trincea del '15-'18, ed i secondi, derivanti dalle inevitabili rughe che in alcuni casi trasformano un viso in un terreno arato.
Non parlo nemmeno della liposuzione, con la quale ottenere un fantastico set di saponi da regalare a Natale ad amici e parenti ( quando si dice un pensiero personale ).
Ciò di cui discuto risponde alla denominazione di "G-SHOT" ed è a tutti gli effetti il LIFTING del PUNTO G!
Consiste in una iniezione di collagene che "rigonfia temporaneamente l'elusivo punto caldo del piacere femminile, rendendolo più facilmente localizzabile". Come apporre una insegna stile Broodway attorno alla vagina.
Il chirurgo che sta dedicando la sua carriera a tale "scopo", è l'illuminato David Matlock, che ambulatoriamente e per la modica somma di 1800 dollari, rende maiuscola la G.
( quando si dice che nella vita occorre specializzarsi...)
Quindi oggi è possibile colmare le insufficienze di madre natura concedendosi, non solo una bocca voluttuosa, ma anche delle grandi labbra da urlo, con annesso punto g ipertrofico.
Siamo all'apoteosi!
Ovviamente i pareri a riguardo sono contrastanti, soprattutto in relazione al palesarsi di originali controindicazioni. La durata dell'effetto ottenuto infatti, è all'incirca di quattro mesi, ed è probabile che nella paziente si verifichi uno stato costante di eccitazione ( Scusatemi un momento... -Pronto, parlo con lo studio medico del signor Matlock? Saaalve vorrei prenotare una visita, grazie...-).
Beh questi si, che sono dei gran begli effetti collUterali !!!!
Vi rendete conto? Quattro mesi di sovrasensibilità, come un super potere acquisito, una sorta di vulVerabilità !
Immaginatevi ora, la vita di una coppia in cui la donna si sia sottosposta a questa fantastica pratica:
-E come sta tua moglie?-,
il marito - Mah, ansima tutto il giorno per un nonnulla-,
l'interlocutore - Mi dispiace ma a che mese è ?-
il marito - per fortuna al quarto, il peggio è passato! Oggi la porto dal gommista a farle misurare la pressione del clitoride-
SIAMO AL DELIRIO.
C'è da chiedersi cosa accadrebbe se l'effetto non dovesse dissolversi, ma modificarsi nel tempo in qualcosa di degenerativo. Suppongo che la VGM (vagina geneticamente modificata ) sarebbe prontamente reimpiegata in qualche lavoro socialmente utile.
Suggerisco a questo proposito, il centro smistamento immigrati di Brindisi, più precisamente il settore recupero immigrati in mare.
Vuoi mettere essere accolti in un nuovo paese, da un gommone di vera pelle???
Credo sarebbe davvero una esperienza FICA!

domenica 20 gennaio 2008

VadO retro

Ieri sera sono andata al Coming Out. Dal nome, risulta evidente come il locale non ospitasse di certo, l'ultimo convegno sul papilloma virus. Appena arrivati infatti ,siamo stati avviluppati da una calda atmosfera di gayezza! Devo dire che antropologicamente parlando, è stata una esperienza fortemente costruttiva. (ikea docet).
Sin dal primo istante ho ravvisato chiaramente, (con un segnale acustico simile a quelli che si manifestano nei cali di tensione elettrica) che il potere della vagina era stato decisamente neutralizzato. Mi sono sentita come Superman alla sagra della criptonite. E'stato come essere catapultati in un triangolo delle bermuda rosa shocking!
Accanto a noi si succedevano una moltitudine di ragazzi dotati di sopracciglia perfettamente scolpite dal Canova, a cui erano associati capelli aereodinamici laccati, (ottenuti a scapito dell'ozono).
Io mi sentivo un Trans. I miei caratteri secondari ( tette, culi ecc) si sono improvvisamente tramutati da simbolo di femminilità, in sovrabbondanza da cura ormonale per cambio di genere.
Essendo priva di appendici corporee appetibili, ho sperimentato l'invisibilità totale agli occhi di un folto numero di uomini.
Il carambolare degli sguardi avveniva al di sopra della mia testa, e seppur si verificava un incrocio furtivo di occhi, si scatenava improvvisamente "la sfida dell'eterosessualità", della quale mi autoproclamavo vincitrice, ogni qual volta l'attenzione dell'avversario veniva distolta dal groove musicale che lo rapiva dimenandolo come Nureyev sotto acido. A quel punto era chiaro che il guanto di pizzo della sfida era già bello che gettato!
Rimesse le tette nella fondina, siamo andati a sederci ad un tavolo adiacente un muro, dietro il quale ad un certo punto della serata, ha avuto luogo un chiaro fenomeno mistico che ha attirato la folla adorante dei credenti: l'apparizione video, della MADONNA internazionale.
Su quella parete stava prendendo vita IL concerto, dell'unica indiscussa sarcedotessa del mondo
omosessuale. L'icona della Veronica sgambettava con tanto di tette puntute( ed annesse nappe da tendaggio ...i famosi nappezzoli) ed i fedeli si agglomeravano estatici come tanti Omoscerini attratti dalla luce! (Si narra di altre apparizioni in cui hanno avuto luogo genuflessioni di gruppo, culminate in profondissssssssssssssssssssimi inchini...).
Abbandonata la postazione, ci siamo nuovamente buttati nella mischia, conquistando un avamposto strategico. Ad ognuno di noi che si addentrava nella selva umana, abbiamo garantito di guardargli le spalle. Due ragazze si sono esibite in una meticolosa e vicendevole esplorazione della trachea, lasciandomi con il dubbio che una delle due fosse in realtà il bassista dei kiss( dato il considerevole metraggio di lingua con la quale compiva le evoluzioni mediche).
La nostra nuova postazione mi ha permesso di entrare a contatto con il lato giornalistico( il posteriore suppongo) della community. Mi appassiono istantaneamente a "Pride", rivista che in copertina presenta un nerboruto energumeno dagli addominali squadrati come una confezione di tortellini Rana. Sto facendomi una cultura, quando al settore attualità trovo con sommo gaudio, l'intervista a Cristiano Malgioglio, sotto il cui sguardo immortalato sulla pagina, campeggia la scritta "La regina dei gay"! Mi chiudo ossequiosamente sull'articolo, ed è nella sua conclusione che Cristiano lancia il suo proclama : "Per cui gay, mi raccomando amori miei, manteniamoci sempre così e fino a cent'anni saremo sempre divine!". Sono commossa. Il retro del giornale, pubblicizza un singolare orpello della cui utilità mi sono interrogata per la restante parte della serata. Trattasi tecnicamente di un REGGICULO, indossato con parecchia espressività da un fusto di spalle. Mi chiedo a cosa possa mai servire, immagino delle pseudo redini con le quali moderare e disciplinare l'andatura durante la "cavalcata". E' l'unica ragione che riesco a darmi. Mentre perseguo congetture inenarrabili mi accorgo di aver attirato mio malgrato l'attenzione di una ragazza dai tratti aborigeni, che mi fissa spavalda dal suo metro e dieci. Mi ricorda vagamente quei mobili porta-cd in vendita dai marocchini per strada. Il porta-cd Maori, dicevamo, mi fissa insistentemente e sono gli unici occhi che ho attirato durante tutta la serata.
Dinanzi a noi si posiziona una coppia che definire raccapricciante è rendergli omaggio. Trattasi in gergo gaio, di 2 BEARS, definizione attribuita ad uomini il cui girovita eguaglia le sequoie della California, e la cui villosità resterebbe invariata anche con l'uso massiccio di Napalm.
Orsi. Come se Yoghi sodomizzasse Bubu.
Il quadro che si dipinge dinanzi è di sconfortante bruttura. Uno dei due possiede un prolasso da pachiderma gravida, l'altro con mia somma meraviglia, sfodera delle unghie lunghe quel tanto bastevole a dissodare le Murge a mani nude. Siamo all'apoteosi.
Lo stipetto Maori continua a fissarmi di sbieco, forse mi vuole tra i suoi cd.
Io ho un pò di paura e sento nostalgia del buon vecchio caro pene.

sabato 19 gennaio 2008

Le mie PIGIONI

"Sono stufa" mi ha detto oggi la cucina , mentre la rassettavo! "Mi rifiuto" ha incalzato il secchio della monnezza.
Ragazzi c'è grossa crisi.
Numero di case cambiate: TRE.
Numero di cucine invivibili: TRE.
Numero di palle rotte: TRE. (uso un sapone intimo importato da Chernobyl)
Non si può vivere così.
Nel fantastico appartamento dove risiedo, (il cui affitto mensile è pari al prodotto interno lordo dello Yemen), siamo in quattro candide fanciulle, a cui la mancanza di spazio in cucina ha decisamente devastato i coglioni. (e scusate quest'ultimo uso di francese arcaico).
Il nostro padrone di casa ha all'incirca 106 anni. Si narra che lo scongelino ogni agosto,con buona compagnia di Enzo Mirigliani(sempiterno patrono di Miss Italia, sin dalla prima edizione nell'EDEN). Il buon uomo, coltivando l'hobby delle proprietà immobili, è divenuto un prodigio della burocrazia affittuaria, sua arma di difesa contro qualsiasi tentativo di dialogo tra le parti.
La flemma con la quale elenca meticolosamente ogni articolo del codice (e mi riferisco a quello Giustinianeo, alla cui stesura ovviamente prese parte) sarebbe capace di indurre allo sputo non un lama qualsiasi, bensì l'illuminato Dalai.
Professando questa innata devozione alla tutela legislativa, il buon vegliardo, in netta controtendenza, ha deciso di regolarizzare il nostro stato di "immigrate", stipulando un signor contratto (presentatoci in papiro bollato).
L'opera di cui parliamo è attualmente inserita nei migliori manuali di diritto, come esempio rarissimo, di concessione benevola alla razza inferiore degli studenti fuori sede.
Tale avveniristico capolavoro del diritto, presenta tuttavia, una delle postille più divertenti di tutta la storia del foro.
Trattasi di una clausola riferita ad una normativa in voga, negli anni della più divampante guerra fredda (spensierato periodo della sua vita).
Secondo tale norma, è possibile ospitare nell'appartamento, persone estranee ai residenti fino, e non oltre le 23e59.
Badate bene le 23e59 (non un minuto in più)!
Scattata la mezzanotte, infatti, si verifica un fenomeno per cui, se fino a poco prima dell'ora x discorrevi amabilmente con parenti e amici, in un clima di pacifica coesistenza, improvvisamente tutto ciò che ti circonda si tramuta in un covo di sovversivi brigatisti!
Come se scoccate le 00.00 Cenerentola si trasformasse da principessa a MIGNOTTA.
Siamo nella sociopatologia più evidente.
Il fossile del nostro Padronesaurus è chiaramente ad un quarto d'ora dalla deficienza senile.
Noi lo assecondiamo, con aria compita da educande Amish. Ed è sfoggiando il nostro rosario di madreperla, made in Pennsylvania,che abbiamo firmato il contratto.
Ovviamente alle 00.01 del primo giorno di convivenza a 4 eravamo ubriache, nel pieno di un party memorabile. (to be continued)

venerdì 18 gennaio 2008

CHE COMBINAZIONE!

" Introduci il tuo lui alla magica pratica del BLENDED ORGASM, ossia dell'orgasmo COMBINATO"
Questo consigliava il mio Eroscopo 2008.
La maggior parte delle persone mi ha chiesto ulteriori delucidazioni a riguardo. Io non posso fare a meno di accontentarli, citando letteralmente ciò che l'acculturata rivista spiegava:
"Trattasi di un orgasmo che unisce il piacere clitorideo a quello che si SCATENA dal punto G. Arrivarci richiede una tecnica ben precisa, che alterna la stimolazione clitoridea a quella interna".( e già qui mi ero persa nelle nebulose della anatomia ).
La rivista si produceva anche in autorevoli consigli: "Sdraiati ( e fin qui siamo d'accordo) e chiedi al tuo ragazzo di sedersi a sinistra ( mi raccomando non siate così incoscienti da farlo sedere a destra, altrimenti salta tutto ...), poi metti la tua coscia sinistra ( aridajee...vabbè, è ormai chiaro che ci troviamo nel filocomunismo corporale più spinto ) sul suo ginocchio, divaricando appena le gambe( ma quanta arguzia si coglie in quest'ultima frase?! Ed io che volevo fare il tutto a gambe ben serrate...). Con la mano destra ( evvai con la parconditio ), lui può sfiorarti il clitoride con tocchi leggeri, finchè non ti sente MEDIAMENTE eccitata ( ora, come cazzo si fa a capire che uno è mediamente infoiato? Che vuol dire? Cioè, io dovrei mugolare quanto basta e nel contempo riuscire anora a dedicare una discreta attenzione alle previsioni del tempo?).
Quindi, tenendo la mano destra ferma, ma a contatto con il clitoride ( ferma, mi raccomando non azzardarti a toccarmi una tetta che il clitoride è suscettibile ), può iniziare con la sinistra a toccarti il punto G."
Ora è necessario che io faccia una sosta per celebrare la grande rivelazione che l'Eroscopo ha annunziato: " Il punto G si trova a circa 2-3 cm dall'ingresso della vagina, nella parete superiore, e ha consistenza leggermente ruvida, TIPO BUCCIA DI KIWI"
Vi rendete contooo??????!!!!!! Ecco svelato il quarto mistero di Fatima ( un segreto della Madonna ).La rivista non si limita a confermare l'esistenza del punto G, ne fornisce anche una dettagliatissima mappatura, come se un geografo rivelasse a Gargamella la via per il villaggio dei puffi !!!! Ma la grande innovazione non è solo nelle chiare coordinate spaziali, quanto nella similitudine agreste che ne conclama una volta per tutte la consitenza! Se fino ad oggi l'unico frutto dell'amore era una Chiquita di importanti dimensioni, il Kiwi per tutta risposta, sbaraglia ogni altro affusolato e freudiano sostitutivo ortofrutticolo.
Siamo al giro di boa, la rivista lo sa,ed incalza:" Quando sarai su di giri, anche a questo livello dovrai fargli capire a che punto sei ( suppongo che la recitazione in sanscrito della trentatreesima cantica del paradiso, sia una più che efficiente dimostrazione di eccitazione ).Il tuo lui potrà riprendere a stimolarti il clitoride. E poi di nuovo il punto G. Dopo tre o quattro di questi cicli alternati, potrà stimolarti in entrambi i punti insieme, accompagnandoti all'orgasmo, ( scusi sarebbe così gentile da accompagnarmi all'orgasmo, ci metto solo un attimo... grAHAHHHzzzzzzieeeeeeeeehhhh ): di una intensità mai provata prima". ( l'uomo del monte ha detto G )
Morale delle favola: è tutta una faccenda di coordinazione perchè se inverti clitoride con punto G salta tutto!
Allora ragazzi, allenatevi con delle pulsantiere, potete rispolverare giochi da tavola dell'infanzia tipo NO PANIC, TAPPA IL TOPO ( questo si presta moltissimo nella variante femminile ).
A me resta solo un problema: sono mortalmente allergica al kiwi!

giovedì 17 gennaio 2008

On the road

Striiiiiiiiiiiding facendoooooooo troveraaaaaaaaaiiiii... na na na na na na...
Stamane sono andata in palestra. Lezione gratuita di prova. Dopo anni di vita sedentaria ho deciso che era arrivato il momento di SCENDERE IN CAMPO nella battaglia contro l'adipe invasore!
Come da accordi precedenti con la personal trainer, alle 10 di questa mattina ero in tenuta ginnica, determinata come una giovane balilla di sabato!
Essendo il vessillo della disabilita', ho avuto l'accortezza di iniziare con una nuova disciplina:
lo STRIDING,(per l'appunto), che simula una fantastica passeggiata in montagna. Un trecking metropolitano ( UAO ).
Arriva l'istruttrice, flessibile come un giunco, pronta ad insegnarci che le striding del Signore sono infinite, e che di passo in passo giungeremo alla prova costume, fiere di possedere un culo alto come uno zainetto ed un interno coscia con il quale spaccare le noci alle sagre di paese!
La giovane virago (che peserà non più di dieci chili senza chiavi in tasca), inizia a creare l'ambiente: spegne le luci, accende candele, e rovina il tutto mettendo una musica truzza scandita da un ritmo UNZ UNZ intollerabile.
Più che camminare, avverto una irrefrenabile voglia di correre via ( raggiungendo ugualmente lo scopo di bruciare grassi ).
Decido di affidarmi nonostante le premesse, ed inizio a scandire ritmicamente i passi che porteranno alla sublimazione marmorea del mio culo!( classico caso di passaggio di stato, da liquido a solido).
Dopo soli pochi minuti, una sensazione di calore diffuso, pervade il mio corpo, ed inizio a sudare come un BONOLIS maratoneta.
Mi guardo intorno e nessuno sembra accusare lo sforzo. Quindi ricevo lezione di umilta' da parte di una ottuagenaria scattante, che sembra non avvertire fatica.
Io dissimulo, opto per l'applombe da fenomeno del fitness.
Ma evidentemente, questo mio sfoggio di superbia, deve aver suscitato l'ira funesta degli dei del wellness.
La personal trainer zompettante si avvicina con premura dinamica: probabilmente ho assunto un colorito allarmante. Non e' il cuore tamburellante nelle orecchie a preoccumarmi, quanto l'irrevocabile senso di nausea che sta sconvolgendo il mio stomaco.
E gia', siore e siori, trattasi dell'urlo di vendetta della colazione! Tre quarti d'ora prima che avesse inizio la missione salvaculo, io avevo lautamente mangiato, furba come un maiale davanti alla vetrina di una macelleria.
La parola chiave dello striding e' la costanza, ed io totalmente in sintonia con questo assunto, opto per il fermarmi, facendo inorridire la dea del fitness. Sono ufficialmente una cogliona verdastra immobile, ma con delle ragioni validissime. Il latte, ha infatti iniziato il suo personale tracking nell'esofago. Delusa dalla mia scarsa attitudine, l'istruttrice mi fa sdraiare, mentre tutto il resto del mondo prosegue per le vie della forma fisica.
Sono per terra, in bella vista: la sala ha una posizione per un cazzo discreta, si affaccia infatti sull'atrio ben frequentato. Sono spiaggiata ed in vetrina, mi sento straordinariamente solidale con Free Willy. Arrivano soccorsi. Acqua e zucchero. Mi chiedo come sia finita su questo pavimento a fare sfoggio del mio assetto da mezza sega.
Non mi do per vinta. Rimonto sul tappetino meccanico in pendenza ed arranco fino alla fine, rispolverando il mio vecchio applombe partigiano: RESISTENZAAAA.
La lezione giunge al suo termine, la mia vita ha rischiato di fare lo stesso almeno in un paio di momenti di questa interminabile ora di ... simulazione di camminata in pendenza.
Sono sconfortata.
Sono il ludibrio di tutte le catene montuose di Italia e non. Nei momenti in cui ero sul pavimento ho visto anche il volto di Messner che mi diceva sorridente: Altissima, purissima, levissima, ed io devo avergli risposto soavemente: MAVAFANGUL!
Sabato ho una nuova lezione di striding!

mercoledì 16 gennaio 2008

CHA CHA CHA DELLA SEGRETARIA

Bene bene bene, domani riceverò il mio primo stipendio. In onore della tolleranza razziale mi pagheranno in NERO, così tutti ci sentiremo più buoni.
Devo dire che sono molto fiera di essermi collocata a pieno titolo nel clichè tanto osannato dalle pellicole anni '70: LA SEGRETARIA!!!!! Alvaro Vitali sarebbe davvero orgoglioso di me! D'altronde è un modo onesto per portare a casa la pagnotta, (scampando una volta per tutte l'opzione prostituzione).
Il problema è che sopravvivere nella metropoli è davvero dispendioso ed io rasento molto spesso la soglia della povertà! Nei giorni di penuria riesco a dar fondo agli ultimi residui di cibo, ripiegando su quegli alimenti base, conservati in una credenza strategicamente blindata, alla quale è apposto il cartello: ROMPERE IN CASO DI EMERGENZA.
Ogni studente sa di cosa sto parlando. Sono quei giorni del mese, in cui ognuno "HA LE SUE COSE", e mi riferisco a scatole di tonno scampate alla crisi del '29, agli e peperoncini ereditati da antenati servi della gleba, pacchi di pasta risparmiati alle razzie dei longobardi.
Riuscire a preservare la propria salute con una alimentazione degna dei peggiori legionari, è davvero una lotta caparbia per la sopravvivenza.
Ed è per questo che domani quando stringerò tra le mani il mio assegnino vedrò la fine del periodo bacche e radici e potrò dire di aver raggiunto una nuova vetta della emancipazione culinaria: L'APPARATO DIGERENTE E' MIO E ME LO GESTISCO IO!
NO -MORE- TONNO, PIU' FRIGO PER TUTTI! Potrò battermi per questi diritti umani, diventerò una sOffriggetta insomma!
Mi sa che da domani mi metto a dieta.

L'invidia del blog

Non potevo assolutamente rimandare. Ho una incontinenza verbale da soddifare prima che giunga qualsiasi altra incontinenza fisica.
Dovevo assolutamente finire nella rete, ( detta così appare come il proclama di un cetaceo poco avveduto).
Il mio EROSCOPO di ieri diceva sacrosante verità: il 2008 sarà l'anno di un sano individualismo. ( certo suggeriva anche di darmi alla pratica del BLENDED ORGASM, ma suppongo che questa sia un'altra storia)
Ad ogni modo eccomi qua a scrivere, nelle quasi totali facoltà di intendere e di volere.
E cosa desidero di più dalla vita??
Almeno un altro migliaio di cose!!!
Ma bisogna pur iniziare, ed in questo momento sto mettendo a puntino un mio personale MONOPOLI: io sono la PEDONA, e spero vivamente di non finire in prigione!
( é necessario che a questo punto, faccia outing riguardo al mio "celeberrimo" umorismo, che spazia dal sarcasmo "illuminato" all'aberrante idiozia )
Credo che zio Sigmund sarebbe fiero di me, per aver sublimato l'invidia del blog altrui.
Suppongo che adesso sarò soggetta ad altri tipi di turbe, del genere: INVIDIA DELLA DIMENSIONE DEI POST, o anche la sofferenza del POST PRECOCE.
Ad ogni modo il blog permetterà di rendere testimoninza della mia psicopatologia quotidiana, e non è roba da poco.
Inizio la saga riportando ciò che qualche notte fa mi è accaduto.
La sveglia suona ed io mi sveglio, come da abitudine. Mi alzo, vado in bagno, dove ha luogo la meticolosa toletta, faccio colazione, con annesso litro di caffè, lavo le stoviglie, vado nella mia stanza , inizio a vestirmi, guardo l'orologio per capire quanto tempo ho ancora a disposizione per trucco e parrucco e...CAZZO l'orologio si è fermato, segna le 2e45 della notte più profonda! Recupero il cellulare dall'accumulo di lenzuola e coperte, e... SORPRESA delle SORPRESE, anche il display afferma con luminosa e perentoria presa per il culo, che si, sono effettivamente le 2e45 della notte più spinta!!!! La sveglia è suonata nelle mia testa!
Morale : mi sto rincoglionendo!