domenica 22 giugno 2008

Marco PENtani

A riprova del fatto che la genetica non e' uno scherzo, e che la tendenza ad incontrare personaggi singolari, e' di origine familiare, voglio riportare un evento che qualche ridente anno fa, accadde alla sottoscritta ed alla sua socia, nonche' sorella!

Era un pomeriggio di un assolato Agosto, in quel di Marina di Lesina, localita' dimenticata da Dio, Jave', Geova, Budda, Maometto, Marco, Luca, Matteo, Giovanni& Linda Evangelista!

Le due sorelle erano sul viale del tramonto, pedalando in bicicletta verso casa.

Ad onor di cronaca, occorre fare una precisazione: io ero la passiva della situazione locomotoria, posta in bilico, come un obelisco sul quale erano stati incisi esseri zoomorfi dal culo pesante.

Garrule ed estive, scorrazzavamo per la cittadella di mare, ammaliate dall'andatura leggiadra degli uomini del posto: soavi piedi separati da una divergenza di diametro pari ad una pagnotta da chilo d'Altamura, muniti di zoccolature da gnu, poderose e roboanti.

Affascinate da cotanta acustica beltade, pocedevamo ipnoticamente verso la via di casa.
Sullo sfondo di tale poetica immagine scorrevano le stagioni.
Nel mentre, mia sorella trainava il biciclo, con lo stesso sforzo di un animale da soma attraccato ad un tir IVECO.
Io, di par mio, ero avvinghiata come un rapace sulle sue spalle, rigida come un listello d'ebano, tremula come un budino nella ridente ed altamente sismica, Hong-kong.

Ad un tratto ravvisiamo una presenza locomotoria alle nostre spalle.
Con un micromovimento della testa, cerco di attivare uno sguardo periferico, per capire con la coda dell'occhio, che genere di pericolo incomba sulla nostra pericolante rivisitazione della piramide umana.

Trattavasi di ciclista bambino, nano&grezzo.

Mi allarmo visibilmente.

- Esageraaaaaaaaataaa! E' solo un bambinooooo- direbbero i piu' con una scrollatina di spalle.

- Un tenero puer cum biciclettinam-, sdottorerebbero i saccenti.

A tutti coloro che la pensano in questi termini, rispondo con un diplomatico: BAMBINOTENEROUNCAZZO!

Voi non conoscete l'infanzia di Marina di Lesina!
Sono marmocchi sdentati che dalle finestre degli incisivi mancanti, lasciano intravedere un vasto promontorio di bestemmie, eserciti di kittemmuorti, villaggi di puffi kitevvivvi e plasma di cavalieri dello zodiaco stramilamuorti in terra e in cielo.

Il tutto pronunciato gutturalmente, con voce calda da cantante napoletano in voga sulle reti private, mentre mordicchiano con nonchalance un Cucciolone dry!

Il nostro Girardengo di San severo, si affanna per affiancare noi sorelle Orfei.
Ci raggiunge, il che permette alla sottoscritta di decodificare un paio di dettagli fisici, che consolidano l'idea di poca affidabilità.

Ha i capelli di un giallo rom, solcati da una scriniatura centrale demarcata da una stridente ricrescita nerissima, evidente conferma di decolorazione casalinga, ottenuta, nel migliore dei casi, con acqua ossigenata rubata dal mobiletto dei medicinali;
nel peggiore, da piscio di gatto randagio o da acquaragia proveniente dal garage di un metalmeccanico con velleità artistiche.

Il crine di codesto putto, pare mozzato da una mietitrebbia impazzita, guidata da un nigeriano celiaco in rappresaglia personale con il grano.

Il volto ha dei lineamenti durissimi, ha un colorito eburneo, derivante dalla mistura sapiente di abbronzatura e scarsa igiene personale.

Il risultato è un cucciolo moicano-rom tremendamente grezzo.

A confermare l'impressione di tale quadro, la fortissima cadenza pugliese con la quale palesa il motivo del pedinamento:
- Signorineeeeeeeee (con insistente strascico della e finale) che mi dicìt che ora so(U)no( la pronuncia italiofona è sOUno, con fortissima marcatura del dittongo evidenziato)?-

Noi sorelle in bilico, rispondiamo all'aborto della sig.ra Montessori.

Lui sembra soddisfatto e rallenta l'andatura, in modo da lasciarci libere di sopravanzarlo nettamente.

Evvai, pericolo scampato!
La degenerazione di bim bum bam, voleva innocentemente sapere, se fosse in ritardo o meno per la cena.

Quanto sono prevenuta mammammmia!

Tiro un sospiro di sollievo, volgo il mio sguardo ad un fiducioso orizzonte.
Ma tale sensazione di beatitudine è destinata a durare miseri dieci minuti.

Ravviso nuovamente lo sciamare di catena di bicicletta affannata.

Non ho bisogno di volgere il capo, so già che si tratta del nostro Gian burrasca con la sua partita di pappa al pomodoro di contrabbando.

Ed eccolo nuovamente al nostro fianco.
Con voce adenoidale da musicassetta pirata di "Canta Napoli e poi muori", ci rivolge il medesimo interrogativo:

-Signorineeeeeeeeeee che mu ridcìt che ora song?-

OraSong! Sembra il nome di una cover band di Elton Jonh, live in Taiwan.

Ma come avrete già capito, song è un anglicismo pugliese, che sostituisce la più banalmente in uso, voce del verbo essere.

Stizzite e meno clementi rispetto alla prima volta, rispondiamo ciononostante, rendendogli noto il cambiamento sensibile, che il breve lasso trascorso, ha sortito sull'orario.

Sembra bastargli.
Nuovamente ci lascia il vantaggio, rallentando visibilmente il passo.

Probabilmente, la composizione oblunga di cui facciamo parte, deve aver indotto una associazione di idee anglosassoni.
Gli ha ricordato il Big Ben della sue origini!


Ma che malfidate che siamooooo, probabilmente il cucciolo di Provenzano, ha solo tanta fretta e tanta paura di tornare in ritardo al focolare domestico dove lo aspetta una mamma pronta a massacrarlo a colpi sincopati con cucchiarelle di legno Massello.

Una Tullia de Piscopa irabonda, a causa di un ciclo doloroso.

Massì certo, non può essere che così!
Ed ecco rasserenate le nostre giovani fronti ,dal sopraggiungere di una brezza salmastra che porta via con se, i pensieri maligni che pocanzi corrucciavano i nostri visi.

Non è meraviglioso essere vivi in una sera d'Agosto?

Poetiche e oramai rinfrancate, abbandoniamo la via maestra per imboccare il sentiero secondario verso casa.

Mia sorella è consumata dalla fatica.
Io sono dispiegata nello spazio come una bandiera campeggiante la figura sventolante di una porchetta adagiata su un letto di lenticchie!

Ed eccoci finalmente: casaaaaaaaa, Taraaaaaaaaaaaaaaaaa!

La fine della nostra corsa è preannunciata da un clangore imponente di freni.
L'inquinamento acustico prodotto, copre in modo provvidenziale, il già noto sfregolio di catena, presagio di allarmante sventura.

Smontiamo dalla bici.
Mia sorella con somma gioia.
Io con la grazia e l'agilità di un paraplegico.

Nella nuvola di polvere innalzata, vediamo stagliarsi la familiare sagoma molesta.

Essì, è proprio lui. Il vincitore dello Zecchino di Merda.
Ci ha seguite!
Si avvicina, pedalando affannato, ed assolutamente congestionato da un sinistro anelito di vita di chiara matrice ultraterrena.

Sta per accadere qualcosa.
Lui è il cumulo elettrico, di una manifestazione demoniaca sfavillante.

Noi lo attendiamo, arrese all'idea che l'inevitabile accada.
Ed infatti il suo fine ultimo è presto svelato.

Ci affianca nuovamente.
Questa volta noi siamo su un marciapiede piuttosto sopraelevato, come fosse la banchina di un porto, dall'altezza della quale, vedere scorrere dinanzi agli occhi, il fluire inesorabile di un battello ebbro di Peroni.

Infervorato lancia il suo urlo di battaglia: - Signorineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee???!!!-
Attende il microsecondo che gli conferisca la certezza di aver catalizzato su di lui, l'attenzione di entrambe.

Acquisita la sicurezza di cui necessitava eslpode in un fragoroso:
-Tièèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!!!!!!!-

a cui accompagna un agile movimento, con il quale sincronicamente scosta il bordo del pantaloncino per lasciare emergere in modo evidente, il suo misero pene, offertoci come dono votivo non chiesto, sul palmo sporco della mano.

Noi siamo letteralmente esterrefatte.
Come se qualcuno a San Pietro avesse scorreggiato fragorosamente dinanzi alla Pietà michelangiolesca!

La scena analizzata in rallenty, vede noi sulla terraferma seguire orizzontalmente con la testa, lo scorrere del piccolo Charles Manson, come fosse su un nastro trasportatore.

Guardare il suo corpo rivolto di tre quarti alle nostre persone, nello sforzo di mantenere il controllo della bici, con una mano sola sul manubrio e impiegare l'arto restante, all'estrazione e quindi alla trionfale esposizione del pisello.

E' un lampo di stella filante.
Un pisello palesato come le immagini subliminali inserite in Bianca e Berny!

Eccheccazzo.

Cioè voglio dire ad otto anni sei già conciato in questo modo?
Come cazzo giochi? Ti costruisci le siepi finte di didò con le quali spiare nelle finestre delle case della Chicco?
Ti masturbi inserendo il pisello nel Dolceforno?
Sodomizzi il pupazzo di topo Gigio tirandolo prepotentemente dalle orecchie, mentre lui protesta flebilmente con uno Strapazzami di coccole?

Che minchia ti passa per la testa?
Cosa ti spinge a seguire due ragazze per sbandierare il tuo pisellinus ai quattro venti?
Perchè poi hai un pisellino che frequenta ancora le elementari!
E' bene che tu ne sia cosciente!
Non hai molto da esibire, o per lo meno non adesso!

Caro mio, il consiglio è di non anticipare i tempi, ne avrai di momenti in futuro per esibire alle ragazze il pene, sperando che nel frattempo non abbia seguito le orme della tua disastrosa carriera scolastica, ed abbia proseguito negli studi.

E' necessario che tu lo sappia, e se non lo sai te lo dico io:
le ragazze pretendono un pene, come minimo diplomato!

Tiè!

mercoledì 21 maggio 2008

Reparto Geriatria del circo Togni

Non chiedetemi il perche'.
Non chiedetemi per quale oscuro motivo, qualche settimana fa, mi sia trovata in una delle situazioni piu' grottesche della mia vita.

Invitata da una donna adulta di mia conoscenza, ad una cena con i suoi amici.
Adulti anche loro.

Vecchi, a dire il vero.

Tra me e loro intercorreva una differenza notevole di anni.
Tra me e loro intercorreva il non aver preso parte ad almeno uno, dei conflitti bellici mondiali.
L'allegra compagnia nella sua interezza, associava al fantastico biennio '15-18, i best moment delle scuole superiori, lo sbocciare dei primi amori in trincea, i cori domenicali contro gli ultras della Triplice Intesa.


Il mio istinto mi aveva avvisata del pericolo.
Presagivo quanto fosse pessima l'idea, ma in ballo c'era una prospettiva pseudolavorativa!

In realta', credo di aver accettato soprattutto per puro senso cronachistico.
Per sfida nei riguardi della realta', e per appurare in via definitiva, quanto non vi sia mai limite al peggio.

Antropologicamente parlando, ero assolutamente curiosa di studiare l'habitat frequentato dalla donna sopraccitata, e di accertare in via definitiva, la veridicita' del vecchio adagio: "dimmi con chi vai e ti diro' se non vengo piu' "

Ebbene miei cari, lo spettacolo proffertomi non ha aggettivi bastevoli per essere descritto.
Ma non posso esimermi dal farlo.
Ho un obbligo morale.
DEVO rendervi partecipi, di cio' che i miei occhi hanno visto!

Eravamo in macchina alla volta di un locale inglobato nella piu' sperduta periferia di Roma.
Io impersonavo scientemente la parte narcotizzata di me, quella che non nutriva ne' pregiudizi ne' enormi reticenze, nei riguardi della donna a cui mi accompagnavo.

Trovandola una burina meschina, priva di qualsiasi gusto, senso critico ed ironia, potete prefigurarvi che immane sforzo stessi compiendo, nel tentativo di tenere a cuccia i rigurgiti pancreatici.

Ci fermiamo ad un'area di servizio, per attendere un paio di amici ai quali aveva dato appuntamento, in quel locus amoenus.
L'occasione le pare gradita per ragguagliarmi sulla tempra morale degli individui, che di li a breve, avrei avuto l'onore di conoscere.

Mi parla di un tale il cui soprannome raggelerebbe qualsiasi buona intenzione: Il POLIPO.
Un brivido di terrore e disgusto risale la mia schiena, come un mucchio selvaggio di salmoni ubriachi!
Un ghigno deforma le mie labbra.
Tento di tramutarlo in uno pseudo sorriso.
Mi riesce malissimo.
Se fossi in una fogna e avessi i capelli rossi, sarei scritturata per il sequel di IT.
Cerco di riavermi ed in tal modo placo i conati.
Il vomito avrebbe anticipatamente reso manifesto il mio commento alla serata.
Non potevo svelarmi.

Sopraggiunge una macchina.
Deve essere la Polipomachine.
E ....sorpresa delle sorprese, si palesa un omuncolo dall'altezza non pervenuta, terribilmente somigliante ad Emilio Fede!
Rettifico, costui e' il malleolo di Emilio Fede!
Viscido come un rifiuto organico, si avvicina alla sottoscritta.
Non riesco a domare le mie sopracciglia che si inarcano e si aggrottano furiosamente senza soluzione di continuita'.
Sbatto incessantemente le palpebre, come Baby Mia sotto LSD.
Scuoto la testa incredula.
Il satiro del tg4 mi bacia la mano, lasciando una scia indelebile sulla stessa, come se vi avesse strusciato furiosamente una lumaca, per vedere di nascosto l'effetto che fa.
In un istante, provo enorme stima per Muzio Scevola, desidero emularne le gesta cercando una fonte qualsiasi di calore per potermi rallegrare, con una ustione di terzo grado.

La mia mano e' compromessa.
Emilio Fede zompetta, felice di arrivami alle tette.
La bassa statura morale di quest'uomo, corrisponde esattamente a quella fisica!
Il vegliardo deve aver rispolverato il completo buono della comunione, indossato con disinvoltura e senza alcuna restrizione, vista la battuta d'arresto che la sua crescita ha subito, da quel giorno di 2000 anni fa.

Io ho la bocca rettangolare.
E' l'unica forma geometrica con cui riesco a dissimulare la maschera d'orrore affissa sul volto.
Devo somigliare ad un totem d'ebano.
Rientro in auto, forzando le giunture irrigiditesi irrimediabilmente.
Sono rivestita di parquet!

Arriviamo nel ristorante dimenticato da Dio.
E finalmente mi si palesa l'allegra brigata nella sua formazione completa.
Emilio Fede non era che il principio.
A rimarcare la diffusa sensazione di mostruosita' che attanaglia il mio animo, ecco profilarsi nel campo visivo un ominide di inenarrabile bruttezza.

E' un incocrio fra Davide Mengacci, Osvaldo Bevilacqua, ed il culo di un babbuino.
Mescolatene geneticamente i tratti.
Fatto?
Benissimo.
Ora infornate il composto ottenuto per buoni 30 min, fin quando non diventa rossiccio.
Quando avvertirete un forte sentore di vomito, allora avrete ottenuto cio' di cui vi stavo parlando: un essere piu' o meno umano, dalla pelle arrostita (Q.B.), brutto come un deretano scimmiesco.

A coronare cotanta beltade, matrigna natura aveva rivestito il tapino, di una siepe geometrica di capelli magenta, ispidi e trainati ostinatamente indietro da oscure forze.
Ebbene si, l'acconciatura del BELLLUOMO era stata pettinata da poderose tempeste magnetiche.
Se vi risulta arduo immaginare il risultato, e' possibile ammirare qualcosa di molto somigliante in una teca qualsiasi del museo egizio: un mummione rinsecchito, dal cranio esposto, con capelli di paglia e ossuta dentatura equina, in bella vista.

Le setole pel di carota, partivano tenacemente dal centro della testa, lasciando una larga fetta di fronte esposta al mondo.
Ma non credetela inerme!
A rallegrare la zona priva di vegetazione, ovviava infatti, un manto di inquietanti efelidi.
La definitiva degenerazione di un Ricky Cunninghams in via di decomposizione.

Il minchione abbrustolito, aveva un abbigliamento inaudito, tale da convincere per sempre gli aborigeni, a considerare l'uso dei vestiti un palese castigo dei demoni.
Il nostro Davide Minghiaccia, infatti, indossava sgraziatamente un paio di jeans a collo alto, modello finto giovane.
Lo stronzo di Riace portava suddetti calzoni, disinvoltamente sopra lo sterno, e dunque appena sotto l'epiglottide, considerandolo alto come una tibia di vacca.

A completare il fantastico trio, un troione russo della steppa.
Proveniente direttamente dagli anni ottanta.
La donna era vestita come una abajour di tulle nero, e possedeva la stessa capigliatura della buon anima di Mia Martini, solo in versione biondo Titty miope.
Il trucco che agghindava Irina il puttanone, era stato cosparso a casaccio da un facchino ubriaco.

Probabilmente nella madre patria, i reggiseni dovevano essere considerati un chiaro simbolo di capitalismo.
Irina infatti, fedele all'impronta politica della sua nazione, aveva totalmente evitato di indossarlo.
A conti fatti aveva al collo due bisacce pendule, che avrebbero fatto la gioia di qualsiasi bedduino assetato.
La baldracca keglevich, era assolutamente consapevole dell'attrattiva che il suo apparato mammario esercitava su quell'agglomerato di homini viscidissimis.
Ed infatti a rimarcare la gioia di possedere delle ghiandole in combutta con la gravita', la nostra onorevole russa, ballava come una matrioska esagitata.
Il suo modo di dimenare il corpo era indissolubilmente condizionato dalla cultura disco anni '80.
Infatti, il suo corpo era interamente percosso da scatti gallineschi che producevano un continuo ed incalzato movimento ondulatorio,a mò di diniego, e del capo, e della gonna di tulle e balze.
Non un solo muscolo era dotato dell'istinto della coordinazione.
Un qualsiasi invertebrato avrebbe avuto la maestria di un etoile, in confronto alla svampita in questione.
Le avrebbe impartito lezioni di umilta' danzereccia.

Ma Irina era oltre qualsiasi idea, di corpi in movimento nello spazio:
era una polipessa indiavolata!
Una medusa privata del senso dell'orientamento.
Una seppia appassionata dei balli di gruppo.

Uno schifo.

Tre individui dall'aspetto grottesco, fuggiti dalla photogallery del Cottolengo.
Superato con difficoltà il primo impatto visivo, la situazione poteva sostenersi con una decorosa parvenza di distaccata tolleranza.

Purtroppo i tre stupratori del buongusto avevano deciso di riprodursi ed agglomerarsi sulla pista da ballo!
Il tripudio dello squallore!

Il nano del tg4 era intento nella sua personale scalata del K2, e per "k" intendo il Kulo di Irina, impegnata a sua volta, nel far sobbalzare quanto più possibile le tette, a mò di campanaccio bovino!
Che intendeva annunziare con quel tramestio di campane? La buona novella?L'avvenuta ovulazione?
La mummificazione di Mengacci di par suo, cercava di intrufolarsi nel menage, sperando per lo meno che un capezzolo di Irina gli finisse accidentalmente in un occhio.
D'altronde il vaccone, aveva le tette puntate alle twelve o'clock.

Il risultato era un quadro umano di vivido orrore.
Io non riuscivo a dissimulare la nauseabonda senzazione che sconquassava la bocca del mio stomaco di violenti singulti!

Da quali gabbie erano evasi?
Perchè i domatori non ci sono mai quando servono?
Cosa avevo fatto di male alla signora Orfei?

Da quanti millenni costoro erano in astenia da qualsiasi contatto e\o situazione sociale?
Da quanti lustri quei tre esemplari non copulavano?
Dalla guerra di secessione?

Da quel famigerato giorno, che quel Signore Barbuto li aveva cacciati da quel giardino paradisiaco a causa di una Melinda rubata alla Val di Non?

E chi tra quei due mostri era il serpente?
Ardua scelta, visto l'elevato fattore di viscidità d' entrambi!
E Irina?
Irina non poteva che essere lei, PORCA EVA!


E soprattutto che cazzarola ci facevo io lì?

Ai posteri, si sa, non gliene frega una minchia secca!

sabato 10 maggio 2008

Carenze d'affitto

E vvvva bene, eccomi ritornata su questi schermi.
Sono sopravvissuta.
Periodo di turbolenze.

A questo proposito vorrei romanzare in chiave fiabesca una delle tante rotture di coglioni capitatemi tra capo e... coglioni, per l'appunto!

C'era una volta,

un castello immobiliare, in un regno immobiliare, governato da una regina cattiva.
In realta' nè il castello, nè tanto meno il regno le appartenevano, ma una fiabesca dose di autostima ingiustificata, aveva condotto la regina del male, ad avvalersi del titolo nobiliare.

Ad onore del vero, nonostante l'autoimposizione del blasone, la regina cattiva non era propriamente una principessa!
Di tanto in tanto infatti, nella vallata antistante il reame, riverberava la garrula eco di un mortacciiiiii acciiii accciiiiiiii, lanciato come anatema su qualsiasi essere vivente respirante. Segno acclarato di un' ira funesta scatenata da qualsiasi facezia.

La regina soffriva evidentemente di disturbi del sonno, dovuti alla fastidiosa presenza di molteplici piselli sotto il materasso.
Riusciva ad adagiare le sue membra non sotto, nè di lato, ma sopra.
Possedeva questa abilita' invidiabile di posizionarsi precisamente sopra.
Infatti stava sul cazzo a tutti gli abitanti della corte!

Ogni giorno consultava la vetrina magica del castello a cui chiedeva conferma della sua supremazia e fisica e intellettuale, e anagrafica!
Sgranando gli occhi e scuotendo la testa come un rettile appena sodomizzato, interrogava il povero pezzo di vetro con tono perentorio:

" Vetrina vetrina delle mie brame,
saro' forse la latrina del reame?
Vetrina vetrina adorata,
sono l'unico gran pezzo di patata?
Vetrina vetrina sembro arzilla?
Non si nota la mia faccia di argilla?

E la vetrina, conoscendo la suscettibilità dell'emissaria del male, temendo di finire in frantumi, rispondeva con tono accondiscendente:

"Mia regina
non sei una latrina,
ti dico anche che sei bella
nonostante il tuo charme da bidella,
Regina adorata,
posso anche cantarti una serenata,
posso adularti anche in modo più incisivo,
ma ti prego, non sbagliare il congiuntivo"

Essì cari miei pargoli, la malvagia, usava sbaragliare i suoi nemici a colpi di tempi verbali errati.

Nelle segrete del castello immobiliare, si celava infatti, una stanza in cui la maledetta torturava a piacimento la lingua italiana, prendendo letteralmente a scudisciate la consecutio temporum!

Aveva addirittura emanato un editto, secondo il quale, se un solo abitante del reame avesse pronunciato un congiuntivo giusto, sarebbe stato torturato e incarcerato secondo la formula della condanna con IL CONDIZIONALE.

Tuttavia la crudeltà della regina trovava libero sfogo sulle segretarie del castello.
In particolar modo con una, la più rompicoglioni delle due!
La considerava un essere inferiore, ed una sobillatrice dell'editto da lei emanato.

Decise un giorno di diffondere maldicenze sulla ricciuta sopraccitata, considerata giovane ed impertinente.
La povera segretaria fu di colpo accusata dei peggiori misfatti :
uso di vocaboli sconosciuti,
tripudi di congiuntivi,
senso dell'umorismo,
autoironia.
Tutti terribili capi d'imputazione.

A tal proposito, per impartire una giusta lezione alla manigolda, si rivolse ad un proCacciatore, a cui riferi' le nefandezze della povera proletaria, sottolineando l'invettiva, con un perentorio:
"E lei se ne STASSE al posto suo!", finale.

Nonostante il colloquio tra la regina del male ed il proCacciatore fosse avvenuto in una pseudo segretezza, il caso volle che la fida collega segretaria, fosse presente nel mentre del vile misfatto, in quanto impegnata nell'abbellir d'orpelli, la vetrina delle di lei brame!

In un battibaleno l'impavida collega assoldo' un messaggero affinche' recapitasse alla ricciuta impertinente, la lieta novella dell'avvenuta infamia.

L'alato ambasciator compi' con prontezza la sua missione, ragguagliando la malcapitata, dell'accaduto.
La ricciuta fu pervasa da un momento di scoramento, e per non cadere preda di una facile ira, coniugo' tra se' e se', il passato remoto del verbo ammazzare!

Il catartico ripasso verbale placo' i suoi istinti piu' beceri, dirottando la sua condotta su un piu' cauto buon senso.
D'altronde la regina aveva una certa etade, le avrebbe parlato chiaramente, chiedendo spiegazioni dell'inaspettato astio.

Non le sembrava di averle recato alcun danno, almeno non volontariamente.
Non le aveva mai tamponato la scopa in seconda fila, e quando la Santa Inquisizione aveva ripetutamente chiamato chiedendo di lei, l'aveva sempre negata in modo solerte!


Arrivata di buona lena al castello, affronto' direttamente la regina, confidando in una discussione civile.
Mai vi fu illusione piu' vana!
Alla prima sillaba della giovinetta, la malvagia si tramuto' in una temibile Loredana Berte' incazzata.
Cambio' tono di voce, arrochendosi come Califano affetto da broncopolmonite.
Divampo' d'ira cieca e sorda e non vi fu modo di interagire.

La giovane fu in procinto di chiamare il telefono nero, un centralino attivato in Salem per le vittime degli abusi stregoneschi.
Decise tuttavia di soprassedere sulla denuncia, confidando nella fatina di Rocca Priora.

La fatina di Rocca Priora, viveva nei boschi, ed insieme alla fida collega, studio' una pozione capace di sedare la lingua biforcuta di Grimilde Berte'.
La pozione conteneva una dose massiccia di Spermicida, rimedio universale, per neutralizzare le cazzate e non solo.

La malvagia fu redarguita a dovere, tuttavia aveva instillato nel reame il seme del dubbio.
Il suo agire, aveva comunque creato scompensi.
La sua cattiveria fu tuttavia giustificata da una carenza affIttiva, dovuta alla recessione economica.
( Infatti nel reame, era anche chiamata dai sudditi ReCessa).

Fu cosi' che la ricciuta, decise di soprassedere con superiorita', dando avvio ad una nuova attivita' imprenditoriale.
Apri' un ranch di draghi da ammaestrare a dovere, affinche' fossero asserviti alla Santa Inquisizione ed adoperati dalla stessa, come unita' cinefila.

Un drago e' sempre utile,
perche' si sa, nei momenti clou, manca sempre l'accendino!

mercoledì 23 aprile 2008

Spupazzata da Nino D'Angelo

Qualche giorno fa, riflettevo su quanto sia condizionato il mondo dei bambini.
In particolar modo, mi riferisco agli strani stimoli che certi giocattoli&cartoni animati, possono fornire.

I pargoli sono tremendamente esposti a raffiche di impulsi contrastanti, difficili da decodificare!

Ad esempio, le bambine in eta' prepubere si relazionano quotidianamente, con un prototipo di donna in miniatura nella quale si rispecchiano, ponendo speranzose aspettative future.

Mai vi fu errore piu' fatale!

Mi riferisco nella fattispecie, all'orgoglio della Mattel: la Barbie, quanto di piu' lontano dalla realta' femminile!

Una biondona Californiana, con tette sode come uova e alte come come lampioni!
La pupattola e' dotata di sorriso smagliante, labbra carnose ed occhioni stupefatti da cerbiatto, che la rendono simile a Bamby, dopo una seduta dallo stesso visagista di Moira Orfei!

Il danno ingente arrecato all'immaginario delle fanciulle premestruo, non si limita alle ingannevoli fattezze fisiche della bambola, per altro impossibili da euguagliare.
La Mattel supera oltremodo il limite estetico, raggiungendo subdolamente, una sfera d'inganno piu' sottile e profonda: instilla nelle puellae, l'illusione mendace della ricchezza smodata.

Il puttanone di plastica dalla chioma fluente, e' considerabile a tutti gli effetti, il vessillo dell' imprenditoria femminile, nonche' una latifondista spudorata!
La baldracca approvata dalla CE, annovera infatti, numerose case di proprieta' sparse in tutti i luoghi ed in tutte le soluzioni della terra: citta', campagna, mare, tundra, taiga, iperuranio.

Possiede inoltre, svariate Ferrari in differenti colori che spaziano dal classico rosso, ad un raffinatissimo e per nulla cafone, bianco latte!
Non paga, contempla la possibilita' di ulteriori mezzi di locomozione, quali un camper, capace di trasportare il cast al completo di Ben Hur, ed un intramontabile calesse.

Masssiiiiii' chi di noi al giorno d'oggi non ne possiede uno!?
Io ad esempio lo adopero per fare la spesa, ed in quei giorni li' del mese, mi abbandono all'istinto della natura selvaggia, cavalcando come una amazzone, il dorso nudo del purosangue di chitemmuorto, con il quale galoppo, capelli al vento, alla Sma.

Dunque le povere pulzelle, si nutrono incoscientemente di sogni distanti anni luce dal probabile risvolto della vita reale: il sovrappeso, la cellulite, i peli superflui e la poverta'!

Insomma e' impossibile competere con Barbie!
E' assolutamente disancorata dal vero andazzo delle cose!
Voglio dire, una donna che non conosce i problemi di ritensione idrica, che non vedra' mai le tette cascare al malleolo a causa della gravita', e che non chiedera' mai al comune attiguo a quello di residenza, asilo politico per un culo decisamente sconfinato nello spazio, non e' una vera donna!
E' solo un gran pezzo di cellulosa privilegiata!
Poteva andarle peggio, poteva essere reimpiegata come scopettone per il water!

Ed invece no, una figa straricca, con la volubilita' di un transgender.
Avete presente quanti mestieri abbia intrapreso e lasciato la stronza?
E' lei il vero terrore dei sindacati!
Certo, e' apprezzabile il suo zelo nel lavoro, ma d'altronde mantenere un tenore di vita cosi' elevato costa, eccheccazzo!
La manutenzione di un calesse, non e' roba da poco!!!

Ad ogni modo la Madonnina dei giocattoli, ha apposto una poderosa contropartita a tutta questa perfezione paradisiaca ostentata.
Mi spiego: il possedere in sorte un fisico da urlo, ed il reddito procapite di Briatore ha un suo scotto da pagare.
Ed alla Barbie e' toccata una disgrazia di proporzioni abissali: KEN, pensabile anche sottoforma di acronimo.
K.E.N.
Immaginatevi la biondona sgranare gli occhi e affermare incredula guardando la zona paccoculare del pupattolone: ma........ K.ome, E'. N.ascosto???????

Ebbene si, cari miei, la giustizia esiste, ed a conti fatti Ken e' un povero stronzo con i capelli piallati di lato, (fissati con il grasso del prosciutto), e soprattutto totalmente sprovvisto di pene!!!!!!
Immagino sia stata una scelta di mercato disciplinata dalla buon costume.
Cioe' non deve essere semplice fare dei peni in caucciu' elastico.
Poi per restituire un minimo di realismo, avrebbero dovuto differenziare i materiali, impiegando del Das per i testicoli...
...Che poi si sa come sono fatti i bambini...... mettono tutto in bocca....( anche certe adulte sulla tangenziale)
No, non sarebbe stato affatto conveniente!

Cmq a conti fatti la Barbie e' insoddisfatta sessualmente! E' inutile possedere delle curve mozzafiato, se il tuo uomo risulta sprovvisto di appendici!
E' come portare un anziano senza denti, alla sagra dei crostacei!

Devo dire che ad arginare la depressione luttuosa delle bambole, risulta provvidenziale avere un cugino che possiede i pupazzi riproducenti gli uomini piu' nerboruti che si siano mai visti, in tutta la storia dei romanzi Harmony!

Le mie Barbie sono state tutte stuprate consenzientemente dai giocattoli di mio cugino.
La cameretta del mio socio, era il rifugio peccatorum, il sanatorio, di queste sventolone frustrate dall'assenza di un vero maschio latino che placasse i loro istinti di plastica.

E devo dire che tra eroi del Wrestling e non, non ho mai sentito nessuna di loro lamentarsi.
Tornavano a casa rinvigorite, soddisfatte, ed alcune con capelli scarmigliati e gli occhi se possibile ancora piu' sgranati.

Il piu' assiduo "spupazzatore" era il celeberrimo HE- MAN, muscolosissimo personaggio della serie "Master of the univers".
Trattavasi quindi de i "dominatori dell'universo" e di conseguenza, dell'uomo piu' forte di tutto il creato!
Mica pizze&fichi!

Dotato di fisico scultoreo, peccava nella statura decisamente ridotta, culminante in un caschetto biondo che lo rendeva a tutti gli effetti, il risultato di una fusione genetica tra Raffaella Carra' e un Nino D'Angelo palestrato.

Del cantante partenopeo, riproponeva in versione animata, anche la tamarraggine indiscussa.
He-Man indossava infatti, un mutandino vichingo che metteva in bella mostra finanche le viscere!
Capisco il fisico prestante, ma non mi sembra il caso di esibirlo con la stessa piaggeria di Costantino Vitagliano a Formentera!

Per di piu' il nostro dominatore dell'universo, possedeva un desueto mezzo di locomozione: una tigre pavida, di nome Cringer.
Nella vita di tutti i giorni, la cara bestia, poteva essere ufficialmente annoverata tra i felini piu' cagasotto della savana.

Tuttavia quando il nostro NINO-MAN, mediante la "spada del potere", si evolveva dalle mentite spoglie quotidiane a quelle del super eroe, anche la sua fida Cringer si trasformava nella coraggiosissima e temibile Battle-Cat!

Tradotto: He- man, come ogni buono scugnizzo napoletano fa con il suo motorino, truccava la tigre.
Il parallelismo con Nino D'Angelo e' schiacciante!
Non mi riesce difficile immaginare il supereroe senza casco, fare le sgommate con la suddetta tigre, negli spiazzi antistanti gli stadio!

Cafonaccio ossigenato!

Ad ogni modo, sebbene il superuomo fosse alto pochi cm ed arrivasse all'anca di Barbie, il troione sembrava gradire di gran lunga la sua compagnia a quella di Ken l'eunuco!

Sara' che in orizzontale siamo tutti uguali!!!

Tuttavia nei periodi di assenza cuginesca, le mie bambole hanno dimostrato un gran senso di adattamento, nonche' una tolleranza razziale davvero inestimabile.

Infatti allorquando Ken ed He-man, venivano meno, accorreva a preservarle dall'astinenza, il valoroso PUFFO FORZUTO!

Ebbene si, contrariamente alle discriminazioni etniche, le mie Barbie si congiungevano carnalmente con il piu' avvenente dei nani blu!
Il rapporto di altezza tra i due soggetti era il medesimo che intercorre tra la pallavolista Elisa Togut, e Pupo il gelataio cantante.

Tuttavia l'ostacolo fisico non creava scompensi di sorta.
Il puffo finalmente riscattava anni di frequentazioni maschili cianotiche, per di piu' era naturalmente provvisto di cappuccio bianco (il puffilattico).
L'unico problema per la Barbie era quello di tollerare l'uso delle scarpe a letto, data l'inscindibilita' delle stesse dai calzoni del puffo.

Forzuto trovava nella Barbie la moltiplicazione diafana dell'inespugnabile puffetta.
La mignotta della Mattel era decisamente accessibile.
In un sol colpo, ed in un sol corpo, era come se il bluastro avesse purgato tutte le puffette possibili.

1 Barbie = 1000 puffette

Non so quali armi galanti sfoderasse, (oltre la classica accoppiata puffbacche&champagne), tuttavia la mia Barbie non ha mai lamentato nessuno scompenso.

A conti fatti, sia che si trattasse del dominatore dell'universo, sia del forzuto nano, la biondona preferiva nettamente i bassi, all'inutile spilungone sprovvisto di pene!

Questo dovrei rivelare ai cari amici della Mattel, facendo presente loro, l'inutile piallatura del compianto Ken.
Dovrebbero trovare un modo piu' intelligente per ridistribuire la plastica!
A che servono gambe lunghe se nel punto nodale sei concavo?

Va bene anche del materiale riciclato! Un bicchiere, uno spazzolino, un flaccone di Mastrolindo!!!
Ken ha diritto ad un pene!

Ma soprattutto Barbie!

lunedì 14 aprile 2008

L'uomo RETTO

E' strano come agisca il cervello umano.
Certi eventi scatenano associazioni di pensiero che rinverdiscono sensazioni ed eventi rimossi, ricondotti alla coscienza vigile da condizioni analoghe.

Giorni fa, ero nel mercato umano della metropolitana.
Era ovviamente l'ora di punta.

A chi fosse estranea la vita underground, occorre specificare la condizione di ressa, che alle otto di mattina si presenta nei vagoni della linea b.

Si sta come una mandria di Gnu, trasportati al macello da un' apecar.
Non so se rendo l'idea, ma lo spazio e' quello, e l'odore anche!

Tuttavia c'e' poco da fare gli schizzinosi, l'obiettivo e' riuscire a trovare un pertugio, infilandosi a suon di gomitate.
Non importa che la vecchina alta un metro e dieci sia pericolosamente in bilico.
E' una nemica da abbattere, d'altro canto, non e' colpa mia se possiede tibie lunghe quanto una biro.

Tra l'altro le nonnine sono tra le piu' moleste!
Sono capaci di aggrapparsi come koala inferociti, ad ogni supporto verticale che possa assicurare loro la sopravvivenza.

Potete dedurre quanto sia necessario ammansirle con gomitate al retrogusto di eucalipto!
Le anziane lap dancer infatti, non temono niente e nessuno, e forti del diritto di precedenza conferitogli dall'eta', prevaricano noncuranti.

Ma c'e' una categoria umana che da questo selvaggio e giunglesco agglomerato umano, trae numerosi benefici: l'appoggiatore, o scientificamente noto, come HOMO VISCIDUS!

Tale ominide, nidifica in tutte le condizioni di ingente presenza umana.
La metro e' decisamente il suo habitat, nonche' il luogo prediletto in cui espletare la funzione biologica che motiva la sua esistenza.

Lui ha un'unica ragione di vita che articola in molteplici azioni, confluite nel medesimo obiettivo: strusciare, strofinare, e per l'appunto, appoggiare il pene su qualsiasi individuo dotato di culo e tette.

Ha l'esigenza primigenia di impalmare.
Lui osserva la vita da una prospettiva posteriore.
Forse e' un essere decontestualizzato, che sublima in tal senso, la mancanza luttuosa della sua civilta' d'origine.
E' un aborigeno privato prematuramente, di una schiena materna che lo trasporti.
Costui e' stato ingiustamente abbandonato dal suo mezzo di locomozione, e cerca smaniosamente dei "passaggi".

Antropologicamente e' comprensibile.

Ma io non sono donna di scienza.
Lui ha smarrito il retto modo di vivere, ma non credo sia giusto supplire tale lacuna, con un retto qualsiasi!

Il pusillanime inchioda le vittime alle spalle.
E' un vigliacco!
Voglio dire, se vuoi sfidarmi a singolar spintone, pretendo si rispetti l'etichetta!
Se desideri lanciarmi il pene della sfida, devi guardarmi negli occhi!

Tuttavia il nostro amico della giungla e' assolutamente governato da istinti primordiali.
Ignora il galateo.
D'altronde per lui, non sono previsti inviti regali.
E seppur si presentasse tale remota possibilita', si affretterebbe a strusciare i genitali, sul gioviale culo della regina, assurgendo prontamente, al titolo di Maialedicorte!

Brutto come il culo di un babbuino stitico, si avvicina mellifluo alla preda, e come un'edera molesta, attecchisce alla soggetta prescelta.

Qualche mattina fa, la sorte ha voluto che fossi io!
Pressata come una sardina claustrofobica, viaggiavo spalmata, cercando di non focalizzare i pensieri sulla nausea crescente, dovuta alla totale inibizione del movimento.
A conti fatti ero circondata da una muraglia umana.
Un pinguino schizofrenico in camicia di forza!

Ad un tratto la mia concentrazione e' stata richiamata bruscamente nella zona sud del corpo. Ho repentinamente consapevolizzato l'area attigua alle chiappe.
Non era Natale, ne ero certa, tuttavia un capitone molliccio stava dibattendonsi nella corrente.

Trattavasi di un movimento intestino, segreto, impercettibile.
Ma eravamo in due ad esserne coscienti: io, ed un vecchione sospetto che guarda il caso, era collocato precisamente dietro di me.

L'horrido, rivolgeva la pelata al cielo.
Faceva il vago, scrutava le stelle.
Avrei voluto chiedergli di avvisarmi qualora avesse individuato la costellazione del suino!

Boccheggiava, restituendo di se, una immagine idilliaca.
Possedeva delle macchie solari che gli rendevano maculato il capo.
Anche la melanina doveva essersi ritratta schifata!

Il maledetto, dicevamo, piega le gambe per assestare il colpo.
Per un momento, dubito dell' abito che indosso.
Controllo rapidamente, in una verifica che conferma, il ricordo del vestiario presupposto.
E' ufficiale: il mio soprabito e' integralmente nero.
Non vi risulta apposto, alcun cerchio concentrico multicolor!
Dunque non ho un bersaglio sul culo!
Allora non so proprio cosa autorizzi il vegliardo a sfoderare il pene dalla faretra!!

Che cazzo di accoppiata crede possa generarsi da una condotta simile?
Mi sembra cristallino di non possedere i tratti somatici di Little John, non sono decisamente benestante e dunque cosa induce in costui, il pensiero di poter fare il Robin Hood della minchia?

Che intenzioni ha?
Vuole togliere il pene (D)ai ricchi per darlo ai poveri?
Oppure vista la nobiltà d'animo, desidera agire senza discrimini economici, appoggiandolo con disinvoltura ad entrambi?

Merda umana.

Razza di animale grinzoso: ForNichiere malefico!

Decido di sottrarmi all'ingiuria dell'idrante impazzito, flettendo il mio corpo in avanti, come un giunco ostinato, in un canneto percosso da Katrina.
Vaffanculo, sono inarcata come Yuri keki al circo Togni.
Se la metro frenasse di colpo, il vecchiaccio mi infilzerebbe come uno spiedino Amadori!

La resistenza con i corpi altrui è imbarazzante.
Il mio sguardo è sgranato, in un disperato segnale di soccorso!
Ma gli stronzi dinanzi resistono, per un cazzo solidali.
Qualcuno mi ostruisce il passaggio caparbiamente. Non riesco a capire chi capeggi lo scudo umano.
E' un essere basso, difficile da catalogare nella specie umana.
Deve averne fatto una questione di principio!

Adotto la tattica concerto: dispongo la mia persona di tre quarti, incalzando armoniosamente con poderose spallate.

Apro un varco laterale, sudando come un bue al traino.
L'essere ignobile che non ha avuto pietà di me, nel mentre della manovra, è rotolato sul fianco raggiungendo il mio posto.

Mi volto per osservare negli occhi l'egoista in questione!
Ed eccola palesarsi nella sua cattiveria rugosa: una vecchia koala!
Brutta Puttana avvizzita!

-E' inutile che digrigni la dentiera, i tuoi magheggi con l'arcata superiore, non mi incutono alcun timore!
Mostrami pure con fare intimidatorio il varco tra la gengiva ed il sorriso!-

Tanto ora non sono più cazzi miei... e nemmeno tuoi,... ma solo suo!

E per suo, intendo quello del vecchione, che ti attende per obliterare!
Potreste socializzare, scambiarvi i ricordi di giovinezza, rimembrare le follie compiute nei fantastici anni della guerra di Indipendenza.

E perchè no, magari il fornichiere potrà narrarti di quando palpava i culi sui carri!
Aaaaahhhh bei tempi quelli!!!

mercoledì 9 aprile 2008

Per carita'... non mi sparare!

Deve essersi sparsa la voce nel creato!
Catalizzo eventi&persone strambe.

Da una prospettiva buddista, l'ambiente circostante risponde in modo speculare, alle cause che noi poniamo nella vita di ogni giorno.

Da questo (e da moltro altro, in verita'), deduco di non essere una persona normale!
Devo arrendermi all'evidenza del sillogismo spirituale: recluto matti, perche' io per prima, lo sono.

Cazzo, inchiodata in modo irrevocabile dalle alte sfere della buddita'!

Ad ogni modo, questa non e' che una delle spiegazioni possibili.
Non mi interrogo oltre, faccio spirituali spallucce e passo alla narrazione del fantastico aneddoto che giorni fa mi ha illuminata di Incenso.

Ero dietro il recinto della mia scrivania, come una puledra ammansita.
La condizione di mansuetudine era dovuta all'assenza di rompicoglioni.
Dunque veleggiavo in bonaccia, sul mare placido dello strofinio abrasivo, degli arti superiori su corpi sferoidali.

Tradotto: mi grattavo beatamente le palle. ( In memory of Guido Guinizzelli&co )
Volgendo tutto il mio essere a tale appagante attivita', dedicavo i miei pensieri a problematiche bovine.
Ebbene si, pensavo alle cosiddette vacche al pascolo!
Ed io vagavo nell'iperuranio del cazzeggio, come in una ristabilita age of acquarious, causata da assenza di lavoro in ufficio pubblico.

In verita', ho brevettato numerosi diversivi, nonche' fantastiche attivita' ricreative da svolgere in questi meravigliosi momenti di vacuita' retribuita ( si fa per dire):

- Scrivere post
- Fare origami con le pratiche
- Decorarmi il viso con i timbri di agenzia
- Fiondarmi con la sedia girevole in ogni dove, carambolando da scrivania a scrivania
- Navigare su internet selvaggiamente
- Leggere riviste e\0 libri di ogni genere
- Ascoltare musica

ed almeno altre dieci pratiche pro-sollazzo.

Tuttavia il giorno incriminato ero stranamente assopita sulla scrivania.
Gia', tra le dieci pratiche non enucleate, rientra a gran diritto la capacita' di schiacciare dei veri e propri sonnellini.
Ad osservarmi dall'esterno, la visione d'insieme, restituirebbe l'immagine di una ragazza desta, dallo sguardo fisso.
In realta' la differenza sostanziale, risiede nella qualita' diaframmatica del respiro.
Nei momenti di torpore sopraccitati, il ritmo e la provenienza dell' inspirazione e' il medesimo della piu' rosea fase rem.

Dunque dicevamo, dormivo come solo io, e certi cavalli, sanno fare!
Quando ecco a disturbare i miei sogni di gloria, interviene il garrulo stridore del campanello.

Un cliente!

Mi sveglio bruscamente, come una principessa a cui un principe azzurro (infoiato da cent'anni di solitudine), avesse infilato molestamente la lingua in bocca, al fine di destarla dal suo sonno di morte, o piu' verosimilmente, per approfittare di lei.

Sussulto.
Io e Varenne sfanculiamo la fase rem, ed il respiro dal diaframma risale nei polmoni.
Dissimulo la bestemmia, con una fragorosa espirazione.

Ma altrochecazzi, impreco a tutti gli effetti!
Costui ha fatto si che abortissi la mia pennica!
Automaticamente viene bollato come un maledettoSdipanaMaronii!!!!

Maledetto sdipana Maroni, insiste con il campanello, ignorando il mio vano gesticolare, indicatore del via libera e di altri significati sottointesi:

-la porta non e' chiusa,

- non ho intenzione di alzare il culo per accoglierlo

-gli basterebbe fare una leggera pressione, come tutte le persone del creato fanno, quando
hanno intenzione di varcare una soglia

- cosa desidera, che gli stenda un tappeto rosso, e gli suoni la fanfara?

- Pretende lo accolga sventolando foglie di palma?

Non mi sembra monti un asino.
Non credo lo abbia parcheggiato in seconda fila.
Non siamo nemmeno in provincia di GERUSALEMME.
E allora che minchia gli fa supporre io sia in attesa messianica?
Chi stracazzo pensa d'essere, Gesu'? ( si potra' dire pensa d'essere?)

Mi limito quindi, a copiosi gesti di assenso con la testa, e divincolo le mani notevolmente come ad intimargli:- venga la prego, non abbia timori, non la prendero' a calci in culo nonostante abbia interrotto il mio sonno-!
Dimeno letteralmente le mani. Mi sbraccio.

Dal di fuori, devo sembrare una seppia impazzita, reclusa in cartolibreria, costretta a sforzi tentacolari per rifornire le BIC!
Checccazzo.

Finalmente, il frullatore di maroni, riesce a fare il suo ingresso.
E' straniero.
Evidentemente i suoi problemi di recettivita' sono dovuti ad una mancata decodificazione del linguaggio verbale.
Tuttavia, ha avuto difficolta' anche nell'interpretazione del gestuale!
Forse non e' solo extracomunitario.
Probabilmente e' autistico!
E se fosse solo rincoglionito?

Un curdo autistico rincoglionito, Why not?!

Si appresta alla scrivania.
Io lo guardo con aria interrogativa.
Sollecito con cortesia predefinita. Gli chiedo come possa aiutarlo.
Lui tace.
Sfodero un sorriso sforzato, mostrando parte dell'epiglottide.
Riformulo la falsa disponibilita' all'ausilio.
Lui imperversa nel mutismo.

Si insinua un nuovo sospetto in me.
Costui non e' affetto da alcuna forma di menomazione: trattasi semplicemente di uno stronzo!
Ed il mio presentimento trova piena conferma.
Il cliente curdo, non e' interessato a nessun immobile.
Estrae dalla tasca un foglio, e lentamente lo srotola dinanzi ai miei occhi.

Come se fosse un papiro prezioso, e lui l'usciere di una casata reale, in procinto di annunciare gli ospiti eminenti.

Incredula sporgo la testa come una testuggine basita.
Stringo gli occhi per focalizzare il contenuto del messaggio.
E' vergato in uno stampatello stentoreo:

" SONO POVERO HO OTO FIGLI, HO FAME

SONO INVALIDO AIUTATE ME PEFAVORE"


Bastardo di un mendicante in incognito!
Il malefico mi ha tratto con l'inganno nel suo giogo caritatevole.
Stronzo! Ma come, all'esterno dell'agenzia eri un audioleso qualunque!
Che significa? Ti trasformi in mendicante negli interni? Nei negozi?
Che fai, maledetto, entri in servizio, timbrando il cartoncino sul quale campeggia il messaggio pubblicitario pro elemosina?
Chi sei? Uno stratega del marketing Mesopotamico?

E comunque no, manigoldo, non ho un quattrino, ritorna pure alle tue mentite spoglie benestanti!
Da me non avrai niente!
Credi di essere furbo, solo perche' possiedi una faccia come il culo, e hai trovato un fantastico stratagemma per aggirare il lavoro e portare comunque la pagnotta quotidiana a casa?
Credi che io lavori per diletto?
Credi che io non abbia vagliato le varie opzioni di guadagno facile?
Le ho considerate tutte, caro mio, in ordine alfabetico per giunta, dalla A di assistente d'ufficio, alla Z di zoccola, passando per la felice ipotesi della E di elemosina!!!

Dunque non scucio nulla.
Gli indico la porta!
Scuoto vistosamente la testa in un dissenso irrevocabile.
Sottolineo il diniego, chiamando in soccorso tutta la mia vaporosa chioma Victorian age!

Lui e' monolitico. Non muove un passo. Insiste con voce querula.

Mi dispiace devi andare il tuo posto e' la!
Forse i Pooh gli incuteranno timore.

Niente, evidentemente i curdi li considerano alla stregua dei backstreet boys, dunque non conferiscono loro alcuna autorita'!

L'uomo incalza sulla faccenda degli OTO FIGLI!
Crede di muovermi a compassione.
Ma il particolare della prole, riportatomi alla memoria, aumenta l'acredine.
E che cazzo, ma non avete fatto altro che fornicare come facoceri!!!
Chi diamine sei?
Il coniglio pasquale?
Roger Rabbit?
Ma tu e tua moglie non avevate un altro modo stimolante per passare il tempo?
Nessun argomento di cui discutere?
Ad esempio, avreste potuto parlare della condizione di poverta' in cui vessate.
Sarebbe stato un ottimo spunto di conversazione, non credi?

E' forse colpa mia se non hai saputo tenere il pene in fondina?
La risposta caro Misery, e' no!
Allora levati dai coglioni che non vedrai soldi dalla sottoscritta!

Lui persevera diabolico nella litania.
Io rivolgo gli occhi indietro, come la bimba dell'esorcista.
Cosa devo fare per sfancularlo???
Forse tarantolarmi come una indemoniata?

Gli mostro la via da percorrere.
Deve solo seguire il sentiero e' facile!

Lui spalanca gli occhi.
Le pupille nere ardenti, sono pervase da un guizzo sinistro, in netto contrasto con il tono lacrimevole della voce.
Costui fa il pastorello, ma il suo sguardo incute un timore dal retrogusto mafioso.
Come se Petar mostrasse con disinvoltura alla sua amichetta Aidi, il manico di una spranga, far capolino dallo zainetto in pecora.

Accuso il colpo, registrando il cambiamento di intenzioni.
Non servira' negargli il denaro.
Costui non andra' via a mani vuote.
Non siamo piu' nell'ambito della carita'.
Siamo sconfinati nell'estorsione spinta.

Lo stronzo estorce l'elemosina.
Sta ordinando un pizzo!

Ma io lo ammazzoooooo.
Sono alla schiuma. Sono un ciuaua rabbioso.
Tuttavia la particella di sodio che nuota a stile libero nella mia testa, mi richiama al buonsenso, inducendomi al ragionamento.

-Sono sola in agenzia.
-Misery non demorde, e sta incattivendosi.
-Potrebbe fare di tutto.

Incazzata come un pitone davanti alla vetrina di una pelletteria, mi fiondo sulla borsa, sbattendola fragorosamente sul ripiano della scrivania.
Prima di arrivare al portafoglio, le mie mani incontrano qualsiasi futilita'.
Potrei anche cacciar fuori un abajour.
Io e miss Poppins abbiamo il medesimo contenuto di minchiate nella borsa.
( Che sia un modo come un altro per supplire il deficit di non appartenere alla specie dei marsupiali? ).

Ad ogni modo raggiungo il porta monete, e.... vaffanculo, se mi costringi, te la faccio vedere io l'elemosina!!!
In pochi secondi, le mani dell'uomo sono rivestite di rame.
Sembra abbia sbancato la slot machine di una parrocchia.
Sono riuscita a dargli tutte le monetine da un centesimo che collezionavo dal momento in cui l'euro e' entrato in vigore.

"Sarai contento, ora i soldi li hai, vattene pure a fare spese folli con i cinquanta centesimi che hai guadagnato".

E adesso Misery devi morire!

martedì 1 aprile 2008

Associazioni logiche a delinquere

Potevo scrivere scemo chi legge.
Sarebbe stato un fantastico pesce d'Aprile!

Oppure potevo spargere la notizia della mia morte!

Ma invece ho pensato di concentrare le energie in uno studio sociologico, basato sul presupposto delle prospettive, o meglio di come queste, cambino a seconda che una data affermazione derivi da una persona, invece che da un'altra:

" Mi piacciono i bambini" ( M. Zurli')

"Mi piacciono i bambini" ( K. Marx)

" Mi piacciono i bambini" (M. Jackson)


"Adoro i cavalli" ( Charlotte Casiraghi)

" Adoro i cavalli" ( Ilona Staller)


"Adoro Ilona Staller" ( pornofilo)

"Adoro Ilona Staller" ( i cavalli)


"Che razza e'?" ( uomo al canile)

" Che razza e'?" ( A. Hitler)


"Essere o non essere"( Amleto)

"Essere o non essere" (V. Luxuria)



"Ho voglia di te" (F. Moccia)

"Ho voglia di te" ( regina Elisabetta)


"Grazie mille" ( persona cortese al bar)

" Grazie mille" (G. Garibaldi)


" Ero bravo nelle moltiplicazioni" (Dulbecco)

" Ero bravo nelle moltiplicazioni" (Gesu')


"Abbiamo gettato la prima pietra" ( Sindaco ad innaugurazione)

" Abbiamo gettato la prima pietra" ( Talebano)


" Puttana Eva" ( bestemmiatore)

" Puttana Eva" ( Adamo)


" Melinda ?" ( spot pubblicitario )

"Melinda?" ( R. Grimilde)

"Melinda? " (Eva)


" Il dado e' tratto" (Cesare)

" Il dado e' tratto" (Knorr)


" La mamma e' sempre la mamma " ( vecchio adagio)

" La mamma e' sempre la mamma" ( Erika, Novi Ligure)


"Questa estate voglio andare in montagna" ( Fanatico del trekking )

" Questa estate voglio andare in montagna" ( Maometto )


" Nessuno mi puo' giudicare" ( Caterina Casellli)

"Nessuno mi puo' giudicare" (Silvio Berlusconi)


" La accendiamo?" ( Jerry Scotti )

" La accendiamo?" ( Piromane)


"Perche' io valgo!" ( L'oreal)

"Perche' io valgo!" ( Alluce)


"Dillo con un bacio" ( spot perugina)

" Dillo con un bacio" ( soldato romano)


" Il bacio e' un apostrofo rosa" ( Cyrano de Bergerac)

" Il bacio e' un apostrofo rosa" ( Giuda)


" In questo palazzo il servizio di portineria e' pessimo" ( capo condomino)

" In questo palazzo il sitema di portineria e' pessimo" ( J. Lennon)


"Vid u mar quand'e' bell " ( canzone napoletana)

" Vid u mar quand'e' bell" ( vittime tzunami)


" Gia' fatto " ( spot pic)

" Gia' fatto" ( Lapo Elkan)


"Ovunque proteggimi" (invocazione cristiana)

" Ovunque proteggimi" ( Mignotta sulla Salaria)


"Ho fatto trenta, faccio trentuno" (vecchio adagio)

"Ho fatto trenta faccio trentuno" ( J. Holmes)


" Per fare strada nel lavoro devi tenere duro" (incoraggiamento)

" Per fare strada nel lavoro devi tenere duro" ( R. Siffredi)


" Ho paura dei pipistrelli" ( Zia Pina)

" Ho paura dei pipistrelli" (Robin)


"Sono diventato verde dalla rabbia" (luogo comune)

" Sono diventato verde dalla rabbia" ( Hulk)


"Sono aracnofobico" ( uomo afflitto da fobia dei ragni)

"Sono Aracnofobico" ( Peter Parker)


"Mi hanno davvero stufato" ( Espressione di impazienza)

"Mi hanno davvero stufato" ( bambino vietnamita)


" Mi piacerebbe avere un animale domestico" ( Anziana desideroso di compagnia)

" Mi piacerebbe avere un animale domestico" ( Noe')


" Nel pomeriggio e' prevista pioggia" ( Metereologo)

" Nel pomeriggio e' prevista pioggia" ( Noe')


" Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" ( I. Kant)

" Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" ( P.Pacciani)


" E' un 'ottima idea prendere la decappottabile oggi " (proprietario audi a4 Cabriolet)

"E' un'ottima idea prendere la decappotabile oggi" ( J. Kennedy)

( to be continued)